Teoria e metodologia delle attività motorie nell'età evolutiva, Unipegaso

Documento da Università Telematica Pegaso su Teoria e Metodologia delle attività motorie dell'età evolutiva. Il Pdf esplora il passaggio dall'educazione fisica a quella motoria, la psicomotricità, il rapporto tra corpo, educazione e salute, e la dimensione economica dello sport, inclusi i suoi contributi al PIL e l'importanza dei mezzi di comunicazione.

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51 pagine

Teoria E Metologia delle attività motorie dell'età evolutiva
Teoria e metodologia delle attivita' motorie dell'eta' evolutiva (Università Telematica
Pegaso)
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LEZ 1
INTRODUZIONE
DALLA GINNASTICA ALL’ATTIVITA MOTORIA; DALL’EDUCAZIONE FISICA
ALL’EDUCAZIONE MOTORIA
Si è passati dall’educazione fisica e ginnastica all’educazione motoria per la necessità di
promuovere il libero svolgimento delle potenzialità del soggetto, il suo rapporto libero ed
armonico con il proprio corpo e con l’ambiente in cui vive e si muove.
Nella scuola, a partire dagli anni ‘60 e ‘70, l’educazione motoria è stata rinnovata e
valorizzata dalla PSICOMOTRICITA’.
La PSICOMOTRICITAè stata scoperta da alcuni studiosi francesi come Jean Le Boulch,
André Lapierre e Bernard Aucouturier che hanno messo in evidenza l’intima connessione
tra la psiche e il corpo, quindi il movimento è l’esplosione della vita del soggetto. Il
movimento è l’anima che diventa corpo.
L'educazione scatta quando l’educando entra in relazione con l’ambiente.
Grazie alla psicomotricità abbiamo superato il dualismo tra MENTE e CORPO che
considera il movimento come espressione e, di conseguenza dell’attività psichica
dell’individuo.
L’educazione psicomotoria è importante fin dai primi mesi di vita (dal movimento caotico al
movimento volontario), in età adulta quando prevalgono nel movimento comportamenti
misurati (volontari, perfetti), in età senile quando i movimenti spontanei si fanno incerti.
Sulla base della teoria del piacere di Jean Piaget (1896-1980) sullo sviluppo cognitivo, la
psicomotricità si rivela preziosa nell’educazione dei soggetti diversamente abili in quanto
promuove lo sviluppo delle funzioni mentali e psichiche.
IL CORPO, EDUCAZIONE E SALUTE
Lo studio sistematico dell’attività motoria ci consente anche di studiare il rapporto che c’è tra
il soggetto e il proprio corpo che è diventato un problema per la società.
Oggi il copro è considerato come il supporto di tutti gli eventi psichici. Si è trattato di un
processo filosofico e scientifico lungo e complesso che ha superato il dualismo mente-corpo,
attraverso delle tappe:
L’ELABORAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO;
LA TEORIA FREUDIANA DELLE PULSIONI;
LA DISTINZIONE FENOMENOLOGICA TRA CORPO E ORGANISMO:
LA CONCEZIONE BIOENERGETICA;
LA TIPOLOGIA COSTITUZIONALISTA.
A noi interessa comunque il corpo come problema educativo.
La scuola deve diffondere un’educazione motoria positiva e adeguata; in Italia abbiamo una
tradizione didattica per l’educazione motoria nella scuola dell’infanzia, mentre in quella
secondaria siamo ancora arretrati. Per quest’ultima si è modificata dal punto di vista della
cultura ma non del posto che ha nel complesso nella formazione degli studenti.
Lo sviluppo delle generazioni future deve porre al centro del suo interesse proprio la
riflessione sulla dimensione motoria come strumento di educazione permanente
Attraverso essa si realizza la prevenzione del disagio e delle malattie, ovvero la SALUTE che
è lo stato di benessere psicologico e fisico. Educare alla salute è il compito dell’educazione
motoria.
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Anteprima

Introduzione all'attività motoria

Si è passati dall'educazione fisica e ginnastica all'educazione motoria per la necessità di promuovere il libero svolgimento delle potenzialità del soggetto, il suo rapporto libero ed armonico con il proprio corpo e con l'ambiente in cui vive e si muove.

Nella scuola, a partire dagli anni '60 e '70, l'educazione motoria è stata rinnovata e valorizzata dalla PSICOMOTRICITA'.

La PSICOMOTRICITA' è stata scoperta da alcuni studiosi francesi come Jean Le Boulch, André Lapierre e Bernard Aucouturier che hanno messo in evidenza l'intima connessione tra la psiche e il corpo, quindi il movimento è l'esplosione della vita del soggetto. Il movimento è l'anima che diventa corpo.

L'educazione scatta quando l'educando entra in relazione con l'ambiente.

Grazie alla psicomotricità abbiamo superato il dualismo tra MENTE e CORPO che considera il movimento come espressione e, di conseguenza dell'attività psichica dell'individuo.

L'educazione psicomotoria è importante fin dai primi mesi di vita (dal movimento caotico al movimento volontario), in età adulta quando prevalgono nel movimento comportamenti misurati (volontari, perfetti), in età senile quando i movimenti spontanei si fanno incerti.

Sulla base della teoria del piacere di Jean Piaget (1896-1980) sullo sviluppo cognitivo, la psicomotricità si rivela preziosa nell'educazione dei soggetti diversamente abili in quanto promuove lo sviluppo delle funzioni mentali e psichiche.

Il corpo, educazione e salute

Lo studio sistematico dell'attività motoria ci consente anche di studiare il rapporto che c'è tra il soggetto e il proprio corpo che è diventato un problema per la società.

Oggi il copro è considerato come il supporto di tutti gli eventi psichici. Si è trattato di un processo filosofico e scientifico lungo e complesso che ha superato il dualismo mente-corpo, attraverso delle tappe:

  • L'ELABORAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO;
  • LA TEORIA FREUDIANA DELLE PULSIONI;
  • LA DISTINZIONE FENOMENOLOGICA TRA CORPO E ORGANISMO:
  • LA CONCEZIONE BIOENERGETICA;
  • LA TIPOLOGIA COSTITUZIONALISTA.

A noi interessa comunque il corpo come problema educativo.

La scuola deve diffondere un'educazione motoria positiva e adeguata; in Italia abbiamo una tradizione didattica per l'educazione motoria nella scuola dell'infanzia, mentre in quella secondaria siamo ancora arretrati. Per quest'ultima si è modificata dal punto di vista della cultura ma non del posto che ha nel complesso nella formazione degli studenti.

Lo sviluppo delle generazioni future deve porre al centro del suo interesse proprio la riflessione sulla dimensione motoria come strumento di educazione permanente Attraverso essa si realizza la prevenzione del disagio e delle malattie, ovvero la SALUTE che è lo stato di benessere psicologico e fisico. Educare alla salute è il compito dell'educazione motoria.

Sviluppo psichico in età evolutiva

Premessa allo sviluppo psichico

Bisogna definire le caratteristiche psico-motorie in rapporto all'età, alle capacità, alle esperienze pregresse, al livello di abilità di partenza, al livello di conoscenze e di capacità di comprensione del compito, alle abilità sociali e, in rapporto ai tempi di maturazione di tali caratteristiche: questa conoscenza è indispensabile e preziosa per l'educatore, se vuole favorire con efficacia lo sviluppo dell'educando, rispettandone sempre il ritmo individuale ed evitare di porsi, anziché come aiuto capace di favorirne la libertà e l'autonomia, come un fattore di condizionamento negativo.

Nell'educazione motoria e sportiva, l'attività deve essere strutturata nel rispetto del livello di maturazione bio-psichica individuale; è quindi indispensabile considerare e analizzare l'individuo secondo tutti gli aspetti essenziali del suo sviluppo: quelli motori, percettivi, cognitivi con tutte le componenti logiche e comunicative, e quelli socio-affettivi, che includono il controllo delle proprie emozioni, la delicata dinamica tra bisogni di dipendenza e di autonomia, la costruzione e l'utilizzo di relazioni sociali con adulti e coetanei.

Il comportamento del bambino e del ragazzo è un processo integrale di tutti gli aspetti.

Sviluppo percettivo

  • A 3 ANNI: il bambino è in grado di cogliere somiglianze e differenze (pur che siano vistose) fra persone, oggetti e animali che vede per la prima volta. Distingue rumori forti e deboli, sa indicare i colori fondamentali, riconosce negli oggetti le proprietà materiali e funzionali (ad esempio quali caratteristiche ha un foglio di giornale e a cosa può servire).
  • DAI 4 E 5 ANNI: Il bambino sa riconoscere le forme quadrate, rotonde e triangolari. Distingue il pesante-leggero, caldo-freddo, liscio-ruvido. Riconosce sapori e odori e relative sfumature. Indica la provenienza dei suoni e le loro gradazioni. Nell'arco del triennio si sviluppa gradualmente anche l'impostazione soggettiva nel cogliere le qualità connesse agli oggetti e una crescente capacità di distinguere più finemente i particolari della realtà, superando il sincretismo percettivo.

TRA I 4 E I 7 ANNI, DEFINITO PERIODO CRITICO: le proposte operative di apprendimento sensoriale vanno considerate in funzione del miglioramento della discriminazione degli stimoli. Importante anche nell'educazione motoria, poiché esiste uno stretto rapporto tra sviluppo percettivo, sviluppo cognitivo e motricità.

Sviluppo dell'intelligenza

  • Il bambino raggiunge verso i 18 mesi una prima forma di intelligenza (intelligenza senso-motoria) che gli consente di risolvere semplici problemi pratici fondati sui suoi sensi.
  • prima del TERZO ANNO è diventato capace di un'attività mentale rappresentativa che gli permette di includere nella soluzione dei problemi anche rappresentazioni di oggetti non percettivamente presenti (ma che ha visto precedentemente) e di azioni non compiute (es. prendere un bastone che si trova in un altro luogo per raggiungere un oggetto che desidera). In pratica, grazie a questa capacità, il bambino è in grado di far tornare alla mente i ricordi di luoghi visti, di oggetti che non sono più visibili, di cose fatte e di immaginare situazioni future che non si sono ancora verificate.
  • NEI PRIMI 2 ANNI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA la capacità di passare dall'azione alla rappresentazione di azioni è pero limitata, poiché il suo pensiero è ancora caratterizzato da limiti e vincoli cognitivi. Ad esempio, riesce a prestare attenzione ad una sola caratteristica saliente di un oggetto alla volta (è capace di pensare solo una cosa per volta) e le sue rappresentazioni mentali non sono caratterizzate da reversibilità (non è in grado di invertire mentalmente una serie di azioni).
  • NELL'ULTIMO PERIODO DELL'INFANZIA il bambino comincia a padroneggiare in modo nuovo l'attività rappresentativa e dai 5 anni in poi (6-7), prima con incertezza e poi con sempre maggiore sicurezza, diviene capace di pensare più cose per volta (riesce a ritenere, mentre si sta esaminando la parte finale di una trasformazione, anche la sua fase iniziale). Ciò è dovuto al processo di maturazione delle strutture mentali sorretto ampiamente dagli stimoli dell'ambiente. L'esperienza quotidiana lo sollecita, inoltre, a mettere in rapporto un evento con la sua causa o con il risultato a cui può portare e a collegare così il prima e il dopo.
  • TRA I 6 E I 7 ANNI avviene il passaggio da un certo tipo di attività mentale (pensiero preoperatorio) ad uno superiore, nel quale l'attività rappresentativa diventa reversibile e comincia ad assumere un carattere operatorio. Questo progresso, che continua e si rafforza negli anni successivi della scuola primaria, è determinato da una maturazione delle strutture mentali e consiste in un ampliamento della coscienza che permette al bambino di passare da una attenzione concentrata ad una attenzione distribuita, a osservare, cioè, più cose nello stesso tempo. Durante questo periodo il bambino opera comunque sempre su oggetti concreti, effettivamente presenti o rappresentabili tramite immagini mentali. Questa reversibilità del pensiero porta ad altri vantaggi e cambiamenti: il bambino è via via sempre più in grado di mettersi nei panni degli altri e di superare l'atteggiamento egocentrico tipico del bambino più piccolo. Inoltre, ai suoi bisogni di crescita, presenti in modo preponderante nelle età precedenti e che sono soprattutto il desiderio di muoversi, di giocare, di ascoltare e leggere storie, produrre disegni, usare materiali di diverso tipo per costruire e creare, se ne aggiungono altri: interesse per la scoperta, per l'avventura e per il gioco di regole.
  • NEL SECONDO BIENNIO DELLA SCUOLA PRIMARIA viene consolidato il pensiero operatorio reversibile e si preparano le condizioni per lo sviluppo, verso gli 11-12 anni, del pensiero ipotetico - deduttivo. Questo tipo di pensiero più evoluto permette di staccarsi sempre più dalla realtà concreta e di immaginare situazioni ipotetiche più complesse. Questa fase rappresenta un momento molto importante nel modo di ragionare ed ha riflessi non solo nell'area cognitiva ma anche in quella dei rapporti con gli altri e della formazione dell'idea di Sé. La crescente capacità di sviluppare ragionamenti abbastanza complessi permette al ragazzo di progettare ed esprimere in modo rigoroso un esperimento, ma anche di conoscere più sé stesso e gli altri (bisogno di indipendenza e di autonomia).

Sviluppo affettivo

Dall'infanzia all'adolescenza lo sviluppo affettivo, in stretto rapporto con lo sviluppo cognitivo, avviene attraverso il graduale formarsi di rapporti affettivi positivi con quelle persone che lo aiutano a soddisfare i suoi bisogni di crescita. Questi rapporti sono modificabili con il tempo e possono perciò divenire più intensi oppure diminuire o modificarsi.

  • Nei primi anni di vita si forma un legame molto forte fra uno o più adulti che si prendono cura del bambino. Ciò costituisce una garanzia fondamentale affinché i

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