Kant: la critica della ragione e la ragion pratica in Filosofia

Slide di Filosofia su Kant: la critica della ragione e la ragion pratica. La Pdf, destinata a studenti universitari, illustra le fasi del pensiero kantiano, definendo massime, leggi e imperativi, e analizzando i caratteri distintivi dell'imperativo morale, come schematizzato nell'outline.

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11 pagine

adattato da Daniela Coppola
Kant: la critica
della ragione
La ragion pratica
Franco Bertini, Io penso © Zanichelli editore 2022
2
adattato da Daniela Coppola
Le due fasi del pensiero di Kant
1. Fase precritica (che precede le tre
Critiche)
2. Fase critica (in cui Kant compone
le tre Critiche)
Franco Bertini, Io penso © Zanichelli editore 2022
Il pensiero di Kant può essere diviso in due fasi:

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Anteprima

Le due fasi del pensiero di Kant

Il pensiero di Kant può essere diviso in due fasi:

  1. Fase precritica (che precede le tre Critiche)
  2. Fase critica (in cui Kant compone le tre Critiche)

1 Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022 ZANICHELLI adattato da Daniela Coppola 2

Il criticismo

Le tre opere fondamentali di Kant che che rappresentano la fase del criticismo sono:

  • la Critica della ragion pura (la prima edizione è del 1781, la seconda del 1787), la cui domanda di partenza è che cosa posso sapere?»;
  • la Critica della ragion pratica (1788), la cui domanda fondamentale è che cosa devo fare?»;
  • la Critica del Giudizio (1790), la cui domanda fondamentale è in che cosa posso sperare?».

ZANICHELLI adattato da Daniela Coppola 3 Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022

Il senso dell'opera

Nella "Critica della ragion pratica" Kant analizza la ragione nel suo uso pratico. L'oggetto delle sue riflessioni non è più la conoscenza ma il comportamento dell'uomo: la ragione, infatti, è una guida sia per l'attività conoscitiva (ragione teoretica) sia per l'attività pratica (ragione pratica). L'intento di Kant, stavolta, è criticare la ragion pratica nella sua dimensione empirica, ovvero quando rimane troppo legata all'esperienza e non prevale la sua parte pura. Kant vuole criticare il comportamento dell'uomo quando risulta troppo condizionato dall'istinto e della sensibilità (il contesto, i sentimenti, gli scopi ... ) e non segue, invece, la morale.

ZANICHELLI Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022 adattato da Daniela Coppola 4

La morale

Secondo Kant, in ogni uomo esiste una legge morale a priori, cioè che non dipende dall'esperienza ma deriva direttamente dalla ragione dell'uomo. Una morale che sia, dunque:

  • Universale (cioè valida per tutti)
  • Necessaria (cioè sempre valida, in ogni momento della storia e in ogni luogo)
  • Incondizionata (cioè che non sia condizionata dall'istinto e dalla sensibilità)

La legge morale di Kant si fonda sugli imperativi categorici, perchè hanno il valore di un ordine, una legge, che risulta valida per tutti e in ogni momento.

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Massime, leggi e imperativi

Massime, cioè principi soggettivi, valide a livello individuale I principi pratici sono le regole generali che determinano la volontà dell'agire e si dividono in Imperativi categorici, cioè le leggi della volontà Leggi, cioè principi oggettivi, valide per l'intera umanità. Si dividono in:

Imperativi ipotetici, cioè semplici precetti pratici

N.B. RICORDA QUESTE DEFINIZIONI

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I caratteri dell'imperativo morale

categorico e non ipotetico: non dipende da uno scopo formale e non contenutistico: non dice cosa fare, ma che caratteristiche deve avere la nostra regola d'azione L'imperativo morale è universale e non particolare: deve valere per tutti e non solo per alcuni uomini razionale e autonomo: deriva dalla ragione e non dai sentimenti, dall'abitudine, dall'educazione ecc.

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Critica della ragion pratica (1788)

  • L'oggetto di studio è la volontà
  • Il bene non si ricava dall'esperienza ma dalle determinazioni della volontà
  • La ragione, in quanto volontà, è al centro della morale
  • Kant distingue massime e imperativi

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L'universalità del bene

Compiamo buone azioni per dovere, al di là di calcoli e vantaggi ("Devo studiare")

per ragioni affettive (salvare un amico)

per paura di punizioni o del giudizio altrui (essere multati se non si paga il biglietto)

La massima che ispira l'azione è autonoma

La massima che ispira l'azione rende la volontà eterodiretta

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L'imperativo categorico

"Opera in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale"

Kant, Critica della ragion pratica

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VIDEO DI SINTESI

C FILOSOFIA RAGION PRATICA DI KANT CON GIULIA BIANCO

ZANICHELLI adattato da Daniela Coppola Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022

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