Slide di Filosofia su Kant: la critica della ragione e la ragion pratica. La Pdf, destinata a studenti universitari, illustra le fasi del pensiero kantiano, definendo massime, leggi e imperativi, e analizzando i caratteri distintivi dell'imperativo morale, come schematizzato nell'outline.
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Il pensiero di Kant può essere diviso in due fasi:
1 Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022 ZANICHELLI adattato da Daniela Coppola 2
Le tre opere fondamentali di Kant che che rappresentano la fase del criticismo sono:
ZANICHELLI adattato da Daniela Coppola 3 Franco Bertini, lo penso @ Zanichelli editore 2022
Nella "Critica della ragion pratica" Kant analizza la ragione nel suo uso pratico. L'oggetto delle sue riflessioni non è più la conoscenza ma il comportamento dell'uomo: la ragione, infatti, è una guida sia per l'attività conoscitiva (ragione teoretica) sia per l'attività pratica (ragione pratica). L'intento di Kant, stavolta, è criticare la ragion pratica nella sua dimensione empirica, ovvero quando rimane troppo legata all'esperienza e non prevale la sua parte pura. Kant vuole criticare il comportamento dell'uomo quando risulta troppo condizionato dall'istinto e della sensibilità (il contesto, i sentimenti, gli scopi ... ) e non segue, invece, la morale.
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Secondo Kant, in ogni uomo esiste una legge morale a priori, cioè che non dipende dall'esperienza ma deriva direttamente dalla ragione dell'uomo. Una morale che sia, dunque:
La legge morale di Kant si fonda sugli imperativi categorici, perchè hanno il valore di un ordine, una legge, che risulta valida per tutti e in ogni momento.
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Massime, cioè principi soggettivi, valide a livello individuale I principi pratici sono le regole generali che determinano la volontà dell'agire e si dividono in Imperativi categorici, cioè le leggi della volontà Leggi, cioè principi oggettivi, valide per l'intera umanità. Si dividono in:
Imperativi ipotetici, cioè semplici precetti pratici
N.B. RICORDA QUESTE DEFINIZIONI
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categorico e non ipotetico: non dipende da uno scopo formale e non contenutistico: non dice cosa fare, ma che caratteristiche deve avere la nostra regola d'azione L'imperativo morale è universale e non particolare: deve valere per tutti e non solo per alcuni uomini razionale e autonomo: deriva dalla ragione e non dai sentimenti, dall'abitudine, dall'educazione ecc.
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Compiamo buone azioni per dovere, al di là di calcoli e vantaggi ("Devo studiare")
per ragioni affettive (salvare un amico)
per paura di punizioni o del giudizio altrui (essere multati se non si paga il biglietto)
La massima che ispira l'azione è autonoma
La massima che ispira l'azione rende la volontà eterodiretta
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"Opera in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale"
Kant, Critica della ragion pratica
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C FILOSOFIA RAGION PRATICA DI KANT CON GIULIA BIANCO
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