Documento di Università su Appunti ed esercizi di tecnologia – Prove non distruttive. Il Pdf esplora le prove non distruttive, focalizzandosi sulla classificazione delle discontinuità strutturali e sui metodi di liquidi penetranti e magnetoscopia, utile per lo studio della Tecnologia.
Mostra di più19 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Le discontinuità strutturali possono essere classificate a seconda della loro natura e della loro apparenza, nel seguente modo:
Un pezzo è difettoso se una delle innumerevoli discontinuità strutturali è tale da compromettere l'integrità o la funzionalità del pezzo stesso o porta alla violazione di una specifica tecnica o di un capitolato di fornitura. Non tutte le discontinuità possono essere tali da classificare un pezzo come difettoso (da scartare o da riparare).
Le discontinuità possono essere:
Le prove non distruttive rivelano la presenza delle discontinuità senza danneggiarlo oppure deformarlo. I principali vantaggi delle prove non distruttive sono:
I controlli non distruttivi possono essere effettuati:
I principali metodi di controllo non distruttivo utilizzati nell'industria meccanica sono quelli riportati qui sopra. La scelta del metodo più opportuno dipende sia dai difetti che si vogliono rilevare sia dalle caratteristiche del materiale da esaminare; si devono quindi considerare: Appunti ed esercizi di tecnologia - Prove non distruttive rev. 5 - 05/02/2024 - Mauro Zovi Pag. 1 di 19Appunti ed esercizi di tecnologia - Prove non distruttive rev. 5 - 05/02/2024 - Mauro Zovi
La letteratura tecnica attribuisce una sigla ai singoli metodi di Prova non Distruttivi (PnD): MT = magnetoscopia; PT = liquidi penetranti; RT = radiografia.
L'esame con liquidi penetranti serve per rilevare l'esistenza di difetti che affiorano sulla superficie del prodotto da controllare. Alcuni processi produttivi, come ad esempio:
possono provocare difetti superficiali piccoli ma molto pericolosi perché le tensioni maggiori sono proprio quelle che agiscono in superficie. Il controllo mediante liquidi penetranti può essere effettuato su tutti i materiali purché:
L'esame con liquidi penetranti è fondato sul potere bagnante di alcuni liquidi, dove per potere bagnante si intende l'Insieme delle seguenti caratteristiche:
a) b) Fig. 4.8 - Disposizione di una goccia di liqui- do e potere bagnante: a) scarso; b) elevato.
Il liquido penetra per capillarità (e non per gravità) nel difetto che si aprono sulla superficie del pezzo e viene trattenuto anche quando il pezzo viene sottoposto a lavaggio ed essiccazione.
b) Se le forze di adesione sono piccole rispetto a quelle Fig. 4.10 - Effetto della capillarità in recipiente a) pieno di acqua; b) con- tenente mercurio. Fig. 4.9 - Penetrazione del liquido per capil- larità. di coesione (per esempio, mercurio in vetro), il livello del fluido in un sistema di vasi capillari comunicanti tende a decrescere al diminuire della sezione dei vasi. Il fenomeno della capillarità avviene se il liquido bagna le pareti del tubo, ovvero quando le forze di adesione sono grandi rispetto a quelle di coesione.
esame con luce bianca 11 esame con luce nera Il metodo è molto sensibile alla presenza anche di piccole discontinuità superficiali
Gli aspetti negativi di questa tecnica consistono invece nel fatto che:
Il metodo magnetoscopico ha lo scopo di evidenziare discontinuità del materiale Linee di forza magnetiche attorno a una corrente rettilinea. poste in superficie o poco al di sotto di essa, per esempio difetti di fusione, cricche, inclusioni, corrosione e così via. Questo tipo di esame sfrutta le perturbazioni che difetti interni o superficiali provocano in un campo magnetico indotto nel pezzo da controllare e può essere effettuato su materiali ferromagnetici, quindi sul ferro e le sue leghe, a esclusione di Linee di forza magnetiche B dovute a una bobina. quelle che presentano struttura austenitica che non è magnetica (per B esempio, gli acciai inossidabili austenitici non possono essere sottoposti a questa prova). Un campo magnetico può avere linee di flusso longitudinali o trasversali. Se la corrente è continua il modulo del campo magnetico indotto non varia nel tempo. Se è alternata il modulo varia e si creano delle forze elettromotrici indotte che si oppongono al passaggio della corrente che viene dal generatore. Questo fenomeno si chiama autoinduzione ed è alla base dell'effetto pelle che sarà descritto poi.
campo magnetico bobina Fig. 4.21 - Campo magnetico lon- gitudinale generato da una bobina attraversata da corrente elettrica. campo magnetico Fig. 4.22 - Campo magnetico circolare generato da una corrente elettrica che attraversa un conduttore. Generalmente le linee di flusso, che rappresentano l'intensità locale del campo magnetico, attraversano l'acciaio in modo uniforme anche presso le superfici esterne: quando queste incontrano una discontinuità, quale per esempio una microcricca, la cavità o un'inclusione che presentano una permeabilità magnetica Appunti ed esercizi di tecnologia - Prove non distruttive rev. 5 - 05/02/2024 - Mauro Zovi Pag. 4 di 19