Documento dall'Università su Microbiologia Clinica: Percorsi Diagnostici Organizzati per Apparato. Il Pdf, di Biologia e destinato all'Università, esplora le infezioni respiratorie, le polmoniti e le caratteristiche di microrganismi come Haemophilus influenzae e Streptococcus Pyogenes.
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Le infezioni dell'apparato respiratorio si dividono in infezioni delle alte vie respiratorie (prevalentemente virali) e delle basse vie respiratorie (prevalentemente batteriche). Queste infezioni, caratterizzate da muco, tosse ed espettorato, colpiscono principalmente anziani e bambini, oltre a pazienti debilitati ed immunodepressi essendo infezioni opportunistiche e nosocomiali, rappresentando la terza causa di morte al mondo. La principale via di trasmissione è aerea, attraverso le goccioline di Flügge (droplet), emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. Queste goccioline, relativamente grandi, vengono espulse a breve distanza, circa un metro, e possono depositarsi sulla congiuntiva, sulla mucosa nasale o sulla mucosa buccale. A differenza degli aerosol, le goccioline di Flügge non rimangono sospese a lungo nell'aria, ma tendono a depositarsi rapidamente sul terreno o sulle superfici circostanti; quest'ultimo aspetto è rilevante per batteri come Mycobacterium tubercolosis, che si dimostra resiliente anche a fattori ambientali avversi e, successivamente, aerosolizza e ritorna nuovamente disperso nell'aria. Le infezioni delle alte vie respiratorie (riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, epiglottiditi) possono essere di natura:
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Le infezioni delle basse vie respiratorie (bronchiti, polmoniti, ascessi polmonari ed empiemi pleurici) possono essere di natura:
Una conseguenza clinica di un'infezione al polmone può essere la polmonite, cioè un'infezione acuta del parenchima polmonare, che può coinvolgere alveoli, bronchioli respiratori e/o interstizio polmonare. Si manifesta con una combinazione di sintomi clinici (come febbre, tosse, dolore toracico, dispnea) e reperti radiologici (come opacità o addensamenti nelle aree polmonari interessate). Ci sono diversi tipi di polmonite:
La polmonite acuta insorge con malessere e febbre ingravescente, oppure improvvisa con brividi (pneumococcica); il principale sintomo è la tosse che negli adulti diviene produttiva con formazione di escreato, cioè di materiale purulento più o meno ricco di PMN negli alveoli e nei bronchioli. Tra i segni clinici, che indicano un'alterazione degli scambi gassosi alveolari, abbiamo: tachipnea (aumento frequenza respiratoria), dispnea (fame d'aria) e cianosi. Gli agenti eziologici principalmente coinvolti sono: S. pneumoniae, S. Aureus, H. influenzae, batteri anaerobi (polmonite da aspirazione - forma di polmonite che si verifica quando materiale estraneo, come cibo o liquidi, viene inalato nei polmoni), Enterobacteriaceae, P. aeruginosa, e Legionella spp. I virus tendono causare più bronchiti e broncopolmonite; nel bambino eventuali polmoniti acute sono causate dal virus respiratorio sinciziale, dal virus parainfluenzale (tipi 1,2,3), dai virus influenzali (A e B), Rhinovirus, Bocavirus e metapneumovirus umano. Nell'adulto si aggiunge l'Adenovirus, mentre i virus parainfluenzali sono meno comuni. In base all'eziologia, alla presentazione clinica e ai reperti radiologici, possiamo distinguere due tipi di polmonite:
TIPICA Storia clinica Esordio rapido con febbre alta e brividi Intra-alveolare Radiologia Es. obiettivo Escreato Età Dolore pleurico Conta leucocitaria Consolidamento sempre presente Purulento e rugginoso Ogni età Frequente Aumentata (PMN: 12.000 mm3) ATIPICA Subdola (5 - 7 giorni) Interstiziale Consolidamento talvolta presente Mucoide Adolescenti Raro Normale o leggermente aumentata
Una particolare forma di polmonite è la polmonite atipica primaria (o polmonite di Eaton), causata dal batterio Mycoplasma pneumoniae. Questo batterio aderisce e danneggia le cellule ciliate dell'epitelio respiratorio, compromettendo la clearance mucociliare. M. pneumoniae è uno dei patogeni più comuni responsabili di infezioni polmonari nei giovani tra i 5 e i 35 anni
Percorsi diagnostici di microbiologia clinica Dino Talarico AA 23-24 29ed è spesso causa di epidemie (scuole, caserme) che si diffondono lentamente a causa del suo lungo periodo di incubazione (1-3 settimane). Le faringiti sono infiammazioni della faringe che possono manifestarsi in diverse forme, tra cui: faringite, rinofaringite, faringotonsillite e tonsillite. In oltre il 50% dei casi i responsabili sono rhinovirus, coronavirus, e virus parainfluenzali; mentre la faringite batterica è tipicamente causata da Streptococcus pyogenes. In generale la faringite colpisce principalmente i bambini e i giovani tra i 5 e i 15 anni; si manifesta dopo 2-4gg dall'esposizione e si accompagna a faringodinia (dolore faringeo), cefalea, disfagia (difficoltà a deglutire), linfoadenopatia cervicale, essudato in sede locale e può diffondere: localmente, causando sinusiti, otiti, linfoadeniti e ascessi tonsillari, o sistematicamente, causando polmoniti, meningiti e sepsi. In caso di infezione batterica si ha edema della faringe e delle tonsille con presenza di placche purulente. Sebbene rare, le faringiti possono essere causate anche da protozoi e miceti, soprattutto in individui con un sistema immunitario compromesso. Un esempio è la candidosi esofagea, che può manifestarsi in pazienti affetti da AIDS. Streptococcus pyogenes (ß-emolitico di gruppo A) non è l'unica causa di faringotonsillite batterica; va messa in conto la possibilità che si tratti di streptococco ß-emolitico di gruppo C o G, altre specie di streptococchi (agalactie si sospetta nei neonati, poiché molto diffuso nelle donne che stanno per partorie), Corynebcaterium (haemoliticym nell'adulto o diphtheriae nei soggetti non vaccinati). Quest'ultimo, il Corynebacterium diphtheriae, è un batterio Gram-positivo, non sporigeno, immbobile e con la peculiare morfologia a "caratteri cinesi" responsabile della difterite. Questa infezione, sebbene oggi rara grazie alla vaccinazione, può portare alla formazione di pseudomembrane grigiastre in gola che possono ostruire le vie aeree, oltre a produrre una tossina (tossina difterica) che può danneggiare cuore, nervi e reni. È fondamentale riconoscerla tempestivamente per iniziare una terapia antibiotica e antitossica adeguata. Infine, le faringiti possono essere causate da cocchi Gram+ e Gram- della flora commensale in caso di pazienti immunocompromessi.
Ciascun microrganismo responsabile di infezione respiratoria è responsabile di un insieme di segni e sintomi, dipendenti da vari fattori, tra cui la sede dell'infezione e le caratteristiche specifiche dell'agente infettante.
Malattia Caratteristiche cliniche: come si presenta il paziente? Sospetto diagnostico principale Otite L'otite può essere esterna o media; se localizzata nell'orecchio esterno si avranno intenso prurito e dolore con infiammazione del condotto uditivo esterno (è frequente nei nuotatori); se è localizzata nell'orecchio medio si hanno infezione purulenta con riduzione dell'udito e dolore intenso. Tra le complicanze vi è la possibile rottura della membrana timpanica (frequente). Otite esterna -> P. Aeruginosa e Staphylococcus Aureus. Otite media -> H. influenzae e gli streptococchi pneumoniae e pyogenes. Sinusite È una infiammazione dei seni paranasali che appaiono dolenti e dolorosi; si ha, inoltre, ostruzione nasale e febbre. H. influenzae, Staphylococcus Aureus e gli streptococchi pneumoniae e pyogenes.
Percorsi diagnostici di microbiologia clinica Dino Talarico AA 23-24 30Laringite epiglottidite ed Il paziente ha infiammazione di laringe ed epiglottide che spesso si manifesta con perdite di voce. H. influenzae, Moraxella e streptococcus pneumoniae, Bronchite Il paziente ha infiammazione dei bronchi, si presenta con febbre e tosse muco-purulenta, nei casi cronici ha difficoltà respiratorie con respiro corto. M. pneumoniae, streptococcus pneumoniae e altri Faringite Infiammazione della gola con febbre brividi e faringodinia; tosse assente o modesta e cefalea. Streptococcus pyogenes Difterite Corynebacterium diptheriae Comparsa di pseudomembrane grigiastre e segni sistemici delle tossine; cefalea, febbre, astenia e faringodina. Per quanto riguarda le infezioni virali i virus parainfluenzali sono responsabili della parainfluenza (faringite, bronchite, infiammazione nasale e talvolta polmonite); mentre i Rinovirus e alcuni Coronavirus sono responsabili del raffreddore comune (malessere, cefalea, faringodinia, tosse, rinorrea).
Gli agenti virali che causano infezione delle basse vie respiratorie sono i virus dell'influenza, l'adenovirus, il virus respiratorio sinciziale e l'hantavirus. La sindrome polmonare da Hantavirus può portare a febbre, disturbi renali e, nei casi gravi, febbre, emorragia, shock ed edema polmonare. Inoltre, nell'influenza i sintomi respiratori possono essere accompagnati da gastroenteriti. Per quanto riguarda le infezioni fungine è molto importante l'infezione da aspergilli che può causare: Aspergilloma, ABPA (aspergillosi broncopolmonare allergica) o aspergillosi disseminata.
Malattia Caratteristiche cliniche: come si presenta il paziente? Principale sospetto diagnostico. Polmonite classica Infiammazione di bronchi e alveoli polmonari con febbre e accumulo di secrezioni liquide. Staphyloccus aureus, Streptococcus pneumonie, Klebsiella pneumonie, Mycobacterium tubercolosis Tubercolosi Tosse persistente (spesso con sangue), febbre, sudorazioni notturne, perdita di peso, affaticamento. Mycobacterium tubercolosis Nocardiosi Pazienti immunocompromessi; quadro simile a quello della polmonite Nocardia asteroides Ornitosi (psittacosi) Malattia simile alla polmonite con febbre, rantoli, addensamento polmonare. È trasmessa all'uomo dagli uccelli. Chlamydia psittaci Pertosse L'infezione ha tre stadi: lo stadio catarrale, lo stadio parossistico e lo stadio di convalescenza. Lo stadio catarrale presenta febbre, rinorrea, tendenza a starnutire e malessere; nello Bordetella pertussis
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