Campylobacter, Vibrio e Listeria: infezioni e tossinfezioni alimentari

Slide dall'Università San Raffaele su Campylobacter, Vibrio e Listeria. Il Pdf esplora le infezioni e tossinfezioni alimentari, le manifestazioni cliniche, la prevenzione e le terapie. Questo materiale di Biologia, adatto per l'Università, è utile per lo studio autonomo e fornisce informazioni chiare sui patogeni.

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19 pagine

Professore
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Paola Checconi
Campylobacter, Vibrio e Listeria
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Staphylococcus aureus
Clostridium botulinum
Clostridium perfringens
Salmonella
Shigella
Escherichia coli
Vibrio paramolyticus
Campylobacter
Listeria monocytogenes
Principali microrganismi responsabili
INFEZIONI/TOSSINFEZIONI ALIMENTARI
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Anteprima

Università San Raffaele Roma

Professore Paola Checconi

Argomento Campylobacter, Vibrio e ListeriaT

Principali microrganismi responsabili

Infezioni/Tossinfezioni Alimentari

Batteri Staphylococcus aureus Clostridium botulinum Clostridium perfringens Salmonella Shigella Escherichia coli Vibrio paramolyticus Campylobacter Listeria monocytogenes

Virus

Virus dell'epatite A Virus dell'epatite E Norovirus (Calicivirus) Rotavirus

Prioni

Encefalite spongiforme bovina (BSE) Creutzfield-Jacob (CJD)

Miceti

Intossicazioni Micotossine

Parassiti

Toxoplasma gondii

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Campylobacter

  • Bacilli ricurvi
  • Gram negativi
  • 1-2 flagelli unipolari
  • Microaerofili

Specie che interessano la patologia umana: C. jejuni e C. coli

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Campilobatteriosi

Descritta negli anni Cinquanta come rara batteriemia nelle persone immuno- compromesse, nel 1972 è stata individuata come causa di malattie diarroiche. La maggior parte delle infezioni (circa il 90%) è provocata dalle specie C. jejuni e C. coli, mentre meno frequenti sono quelle causate dalle specie C. lari, C. fetus e C. upsaliensis.

La campylobatteriosi è una delle malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e il suo tasso di incidenza ha superato in alcuni Paesi europei quello relativo alle salmonellosi non tifoidee, rappresentando un problema di salute pubblica di impatto socio-economico considerevole.

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Trasmissione del Campylobacter

  • Episodi epidemici di infezione da Campylobacter sono stati associati prevalentemente al consumo di acqua o latte contaminati, alimenti a rischio consumati crudi e, occasionalmente, a carne di pollo. La trasmissione attraverso il latte può essere facilmente controllata tramite la pastorizzazione e quella attraverso l'acqua con un sicuro sistema di potabilizzazione. Anche i prodotti freschi, se consumati crudi, sono a rischio e quindi è indispensabile incrementare l'applicazione di misure di prevenzione, come le Good Agriculture Practices.
  • Nei casi sporadici, la principale via di trasmissione è la carne di pollame. A questo proposito è utile promuovere le norme igieniche di base sia durante le fasi di preparazione, che durante la conservazione del cibo. Anche gli animali domestici possono essere "serbatoi" del Campylobacter e favorirne la trasmissione, mentre il contagio diretto da uomo a uomo è piuttosto raro.

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Manifestazioni della Campilobatteriosi

  • I sintomi sono solitamente leggeri o moderati e consistono in diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea e vomito, con durata da giorni
  • Manifestazioni più gravi si verificano in meno dell'1% dei pazienti, solitamente molto anziani o molto giovani, e includono meningiti, endocarditi e aborti. Pazienti con deficit di immunoglobuline possono presentare infezioni gravi, prolungate e ricorrenti. Il tasso di mortalità è basso.
  • L'infezione è stata associata a diverse sequele croniche che includono artrite reattiva, infiammazioni a carico di fegato e reni e la sindrome di Guillain-Barré.

A causa della mancanza di caratteristiche cliniche specifiche, la campylobatteriosi è difficile da distinguere dalle altre patologie gastrointestinali. Una diagnosi definitiva può essere effettuata solo attraverso l'analisi microbiologica di campioni clinici.

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Prevenzione della Campilobatteriosi

Il pollame rappresenta uno dei principali serbatoi delle diverse specie di Campylobacter. Le conoscenze sulle vie di contaminazione del pollo sono ancora incomplete, ma i fattori maggiormente correlati alla diffusione del batterio sono il livello di biosicurezza, la stagione, l'età del pollame, le modalità di somministrazione dei mangimi, le condizioni di trasporto del pollame, l'acqua e i medicinali somministrati agli animali. La contaminazione della carne avviene durante la macellazione. Misure di controllo in tutti i settori della catena alimentare, dalla produzione alla preparazione domestica del cibo, contribuiscono a ridurre il rischio di infezione. L'unico metodo efficace per eliminare il Camplylobacter dai cibi contaminati è quello di introdurre un trattamento battericida, come il riscaldamento (cottura o pastorizzazione).

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Terapia e farmaco-resistenza

  • Nel trattamento della campylobatteriosi è fondamentale la re-idratazione dei liquidi nei pazienti. Il trattamento con antibiotici non è solitamente indicato per le enteriti di moderata gravità. Tuttavia per i pazienti più a rischio (anziani, immuno- compromessi e donne incinte), che solitamente presentano una dissenteria da moderata a grave (diarrea con sangue), il trattamento antibiotico può essere vantaggioso (eritromicina, tetraciclina e fluorochinoloni).
  • Il fenomeno della farmaco-resistenza da parte delle varie specie è in aumento e, in modo particolarmente allarmante, quella relativa ai fluorochinoloni, identificata in Europa alla fine degli anni Ottanta. Alcuni studi mostrano una correlazione tra l'approvazione all'uso dei fluorochinoloni negli allevamenti e lo sviluppo di campylobacteriosi resistenti ai fluorochinoloni, sia negli animali che nell'uomo.

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Vibrio

  • Bacilli ricurvi (forma a C o virgola)
  • Gram negativi
  • Unico flagello
  • Aerobi-anaerobi facoltativi
  • Saprofiti nel suolo, acque
  • Interessano la patologia umana: Vibrio cholerae

Vibrio parahaemolyticus

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Vibrio cholerae

  • Agente eziologico del colera, grave enterite caratterizzata dall'emissione di grandi quantità di feci acquose e con un alto contenuto di potassio, che può portare fino a shock emodinamico e morte, causata principalmente dall'enterotossina che produce (vd esotossine)

L'infezione fa seguito all'ingestione di cibo o acqua contaminate da materiale fecale di malati o convalescenti- unica sorgente è rappresentata dall'uomo infetto

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Vibrio parahaemolyticus

  • Causa più frequente di gastroenteriti che seguono all'ingestione di molluschi o crostacei crudi

Ubiquitario nelle acque (alofilo)

  • Produce emolisine ed un' enterotossina

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Listeria

  • Corti bacilli
  • Gram positivi

Mobili per flagelli Aerobi/anaerobi facoltativi Ubiquitari, molto diffusi nell'ambiente e comunemente nel suolo, nell'acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali Psicrotrofi, crescita in un intervallo di temperatura da 0 ℃ ai 45 ℃ Listeria monocytogenes causa un'infezione nota come listeriosi, generalmente dovuta all'ingestione di cibo contaminato e pertanto classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti

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Listeria monocytogenes

  • Nonostante evidenze della malattia siano state descritte fin dalla fine dell'800 in diverse specie animali, il primo caso umano di listeriosi è stato riportato nel 1929, e il primo caso perinatale nel 1936.
  • Nei Paesi occidentali, la malattia si sta rivelando sempre più un importante problema di sanità pubblica. Seppur relativamente rara, infatti, si può manifestare con un quadro clinico severo e tassi di mortalità elevati soprattutto in soggetti fragili quali neonati, anziani, donne gravide e adulti immuno-compromessi. Inoltre, negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione.

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Trasmissione della Listeria

  • Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti. Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45°C, tende a persistere nell'ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati. Gli alimenti principalmente associati all'infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all'uso). Più raramente le infezioni possono verificarsi attraverso il contatto diretto con animali, persone o l'ambiente contaminato.

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Manifestazioni della Listeriosi

  • La dose infettiva di Listeria monocytogenes non è certa: il rischio di sviluppare la malattia si ha anche con bassi livelli di carica batterica, anche se la maggior parte dei soggetti adulti in buona salute non presenta alcun sintomo dopo il consumo di alimenti contaminati o può presentare sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata.
  • La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica.

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Forma invasiva e non invasiva

Liver Contaminated food Brain Forma invasiva Infezioni fetali, encefalite, meningite e setticemia Blood stream Gut Lymph nodes Foetus Spleen Forma non invasiva Gastroenterite febbrile Placenta

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Listeriosi in gravidanza

  • Le donne in gravidanza di solito manifestano una sindrome simil-influenzale con febbre e altri sintomi non specifici, come la fatica e dolori. Tuttavia, le infezioni contratte in gravidanza possono comportare serie conseguenze sul feto (morte fetale, aborto, parto prematuro, o listeriosi congenita), per il tropismo placentare di L. monocytogenes.

Queste manifestazioni cliniche sono trattabili con antibiotici (penicilline), ma la prognosi nei casi più gravi è spesso infausta. L'incubazione media è di 3 settimane (ma può prolungarsi fino a 70 giorni).

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