L'intelligenza corporeo-cinestetica e le capacità cognitive, Appunti Unicusano

Documento da Unicusano Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma su L'intelligenza corporeo-cinestetica e le capacità cognitive. Il Pdf esplora il legame tra attività motoria e funzioni cognitive, descrivendo percezione, categorizzazione, attenzione e memoria, con riferimento alle raccomandazioni OMS per il benessere mentale e fisico, per studenti di Psicologia all'Università.

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MODULO 6
L’intelligenza corporeo-cinestetica e le capacità cognitive
6.1 L’attività motoria
Il movimento è base fondamentale della vita animale e umana. Senza il
movimento non sarebbe possibile respirare, nutrirsi, procreare, adeguarsi ai
cambiamenti ambientali ma anche parlare, scrivere o leggere.
Per movimento o attività motoria si intende il cambiamento di posizioni
spaziali anche minime del corpo o di sue singole parti (Nicoletti e al., 2007)
1
. Tali
cambiamenti comportano un dispendio energetico e includono molteplici attività:
lavorative, di piacere e qualsivoglia attività quotidiana.
Da un punto di vista neuro-fisiologico, l’attività motoria può essere definita
con il termine di motilità o motricità intesa come la proprietà del corpo di eseguire
spontaneamente movimenti volontari tendenti a mutare, in tutti i sensi, i rapporti dei
vari segmenti corporei fra loro o di tutto il corpo con l’ambiente(Peluso Cassese,
2012)
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. Se a questa definizione aggiungiamo la componente psicologica, parliamo di
psicomotricità, dove percezione, azione e cognizione sono strettamente interrelate.
L’azione non è solo un output”, ma anche un veicolo di conoscenza. Come abbiamo
già visto nei capitoli precedenti, negli ultimi anni, si è affermata l’idea che la
conoscenza sia embodied”, cioè il modo in cui conosciamo è profondamente
influenzato, non solo dalle caratteristiche degli oggetti, ma anche dal corpo e dal tipo
1
Nicoletti R, Borghi AM, Il controllo motorio, Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 9
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Peluso Cassese F., Attività motorie. Fondamenti psicofisiologici, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2012, pag. 11
di interazione con l’ambiente, permessa dalla specifica struttura corporea (Nicoletti e
al, 2007)
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La struttura corporea umana è disegnata per l’attività motoria. Tutte le funzioni
organiche non potrebbero essere fisicamente” svolte se non ci fosse l’apparato
locomotore, formato da ossa, articolazioni e muscoli. L’evoluzione del corpo umano
è sempre stata accompagnata, nel corso dei millenni, da un elevato livello di
movimento e sforzo; basti pensare che l’Homo Sapiens percorreva all’incirca 10-20
km al giorno per procacciarsi cibo e sopravvivere
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. Inoltre, prima
dell’industrializzazione, la maggior parte dei lavori si basavano su un notevole
impiego di forza fisica. E’ possibile affermare che il corpo fisico e il cervello sono
stati condizionati, nella loro evoluzione, dagli stimoli del movimento fisico. Rispetto
alla storia umana, è relativamente breve il tempo in cui l’uomo ha iniziato a utilizzare
le macchine per i lavori pesanti, i mezzi a motore per spostarsi, i sistemi elettronici
per “pensare”.
E’ possibile affermare che quella che comunemente viene chiamata
intelligenza, nel senso più ampio, sia direttamente influenzata dalla quantità e dalla
qualità di attività motoria svolta, a qualsiasi età.
Nel paragrafo seguente, vedremo la teoria delle intelligenze multiple di
Gardner che lega lo sviluppo dell’individuo all’attività motoria.
6.2 L’intelligenza corporeo-cinestetica e il suo sviluppo nell’individuo
Lo studioso Howard Gardner
5
ha proposto un innovativo modello teorico
basato sulla pluralità delle intelligenze, soffermandosi sulla peculiarità delle diverse
forme intellettive che ogni individuo può mettere in gioco. Gardner ritiene che
ognuno possieda almeno nove forme intellettive separate e più o meno sviluppate a
cui pfare appello in diverse situazioni. Ognuna delle intelligenze la possibilità
di risolvere problemi o di realizzare prodotti apprezzati in uno o più contesti
differenti.
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Nicoletti R, Borghi AM, Il controllo motorio, Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 9
4
Medina J, Il Cervello, Istruzioni per l’uso, Bollati Boringhieri, Torino, 2010, pag. 23
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Gardner H, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, Feltrinelli, Milano, 2010

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Anteprima

MENS INGENII VERBUM UNICUSANO

Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma

MODULO 6

L'intelligenza corporeo-cinestetica e le capacità cognitive

6.1 L'attività motoria

Il movimento è base fondamentale della vita animale e umana. Senza il movimento non sarebbe possibile respirare, nutrirsi, procreare, adeguarsi ai cambiamenti ambientali ma anche parlare, scrivere o leggere.

Per movimento o attività motoria si intende il cambiamento di posizioni spaziali anche minime del corpo o di sue singole parti (Nicoletti e al., 2007)1. Tali cambiamenti comportano un dispendio energetico e includono molteplici attività: lavorative, di piacere e qualsivoglia attività quotidiana.

Da un punto di vista neuro-fisiologico, "l'attività motoria può essere definita con il termine di motilità o motricità intesa come la proprietà del corpo di eseguire spontaneamente movimenti volontari tendenti a mutare, in tutti i sensi, i rapporti dei vari segmenti corporei fra loro o di tutto il corpo con l'ambiente" (Peluso Cassese, 2012)2 . Se a questa definizione aggiungiamo la componente psicologica, parliamo di psicomotricità, dove percezione, azione e cognizione sono strettamente interrelate. L'azione non è solo un "output", ma anche un veicolo di conoscenza. Come abbiamo già visto nei capitoli precedenti, negli ultimi anni, si è affermata l'idea che la conoscenza sia "embodied", cioè il modo in cui conosciamo è profondamente influenzato, non solo dalle caratteristiche degli oggetti, ma anche dal corpo e dal tipo 1 Nicoletti R, Borghi AM, Il controllo motorio, Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 9 2 Peluso Cassese F., Attività motorie. Fondamenti psicofisiologici, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2012, pag. 11MENS INGENII VERBUM UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma di interazione con l'ambiente, permessa dalla specifica struttura corporea (Nicoletti e al, 2007)3.

La struttura corporea umana è disegnata per l'attività motoria. Tutte le funzioni organiche non potrebbero essere "fisicamente" svolte se non ci fosse l'apparato locomotore, formato da ossa, articolazioni e muscoli. L'evoluzione del corpo umano è sempre stata accompagnata, nel corso dei millenni, da un elevato livello di movimento e sforzo; basti pensare che l'Homo Sapiens percorreva all'incirca 10-20 km al giorno per procacciarsi cibo e sopravvivere4. Inoltre, prima dell'industrializzazione, la maggior parte dei lavori si basavano su un notevole impiego di forza fisica. E' possibile affermare che il corpo fisico e il cervello sono stati condizionati, nella loro evoluzione, dagli stimoli del movimento fisico. Rispetto alla storia umana, è relativamente breve il tempo in cui l'uomo ha iniziato a utilizzare le macchine per i lavori pesanti, i mezzi a motore per spostarsi, i sistemi elettronici per "pensare".

E' possibile affermare che quella che comunemente viene chiamata intelligenza, nel senso più ampio, sia direttamente influenzata dalla quantità e dalla qualità di attività motoria svolta, a qualsiasi età.

Nel paragrafo seguente, vedremo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner che lega lo sviluppo dell'individuo all'attività motoria.

6.2 L'intelligenza corporeo-cinestetica e il suo sviluppo nell'individuo

Lo studioso Howard Gardner' ha proposto un innovativo modello teorico basato sulla pluralità delle intelligenze, soffermandosi sulla peculiarità delle diverse forme intellettive che ogni individuo può mettere in gioco. Gardner ritiene che ognuno possieda almeno nove forme intellettive separate e più o meno sviluppate a cui può fare appello in diverse situazioni. Ognuna delle intelligenze dà la possibilità di risolvere problemi o di realizzare prodotti apprezzati in uno o più contesti differenti.

3 Nicoletti R, Borghi AM, Il controllo motorio, Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 9 4 Medina J, Il Cervello, Istruzioni per l'uso, Bollati Boringhieri, Torino, 2010, pag. 23 5 Gardner H, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza, Feltrinelli, Milano, 2010MENS INGENI VERBUM UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma

Gardner afferma che la teoria classica sull'intelligenza, basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite il QI, sia errata. Secondo Gardner non ha alcun senso misurare il quoziente intellettivo di un individuo considerandolo come capacità o potenziale generale che ogni essere umano possiede: ogni individuo ha una propensione particolare e non è dotato di "intelligenza generale". Ogni persona ha delle attitudini particolari che interessano aree specifiche nelle quali sarà maggiormente creativo6.

Gardner individua sette intelligenze principali (linguistica, logico-matematica, musicale, spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale), a cui successivamente ne aggiunge un'ottava (naturalistica) e ne ipotizza una nona (esistenziale)7.

  1. Intelligenza linguistica, tipica dei poeti, lirici, scrittori, oratori e di tutti coloro che amano il linguaggio in ogni sua espressione e sanno usare le parole in modo efficace, sia oralmente che per iscritto. E' la capacità di leggere e capire un testo, di ascoltare e comprendere una storia, di produrre un discorso con padronanza di vocabolario, di apprendere le lingue straniere. Secondo Gardner un modo per valutare le abilità linguistiche nei bambini piccoli è quello di far loro inventare delle storie, osservando se si limitano a combinazioni di parole banali e ai soliti canovacci o se la loro storia è fantasiosa, se giocano con i suoni e creano figure retoriche.
  2. Intelligenza logico-matematica, tipica degli scienziati, dei matematici e di tutti coloro che danno grande valore al ragionamento. Nei test standard per valutare l'intelligenza e il QI è questa l'intelligenza che viene maggiormente indagata in Occidente. Si manifesta attraverso l'abilità di calcolo, quantificazione, creazione di rappresentazioni spaziali, elaborazione di strategie risolutive di un problema. Nei bambini è possibile indagare questo tipo di intelligenza dando loro la possibilità di indagare e verificare ipotesi o di utilizzare giochi da tavolo che richiedano capacità strategiche.
  3. Intelligenza musicale, propria dei musicisti e di tutti coloro che sono attratti dalle note, dai suoni e amano metterli insieme per creare qualcosa di nuovo. Si manifesta con una spiccata sensibilità ai diversi aspetti della realtà sonora, alle · Gardner H, Educazione e sviluppo della mente. Intelligenze multiple e apprendimento, Erickson, Trento, 2005 7 Gardner H, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza, Feltrinelli, Milano, 2010MENS INGENII VERBUM UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma variazioni di tono, di timbro, all'invenzione di strutture ritmiche, all'uso e creazione di strumenti musicali. La tendenza ad esplorare suoni nuovi, a imitare suoni onomatopeici, rumori naturali e artificiali è un segnale di questo tipo di intelligenza nei bambini anche piccolissimi.
  4. Intelligenza spaziale, tipica dei costruttori, disegnatori, architetti, pittori, piloti di aerei e di tutte quelle persone che sono particolarmente sensibili alle relazioni visivo-spaziali. E' la capacità di orientarsi, di percepire forme e colori, relazioni spaziali ecc. Un bambino attento osservatore della realtà, che presta attenzione ai dettagli che interiorizza i punti di riferimento è un bambino con un potenziale di intelligenza spaziale. Uno dei primi segni di questa abilità è la capacità di costruire oggetti con le costruzioni, immaginare l'aspetto di un oggetto visto da diversi punti di osservazione.
  5. Intelligenza corporeo-cinestetica, tipica degli atleti sportivi, dei ballerini, degli attori e artigiani e di tutti coloro che sanno usare il proprio corpo e il movimento per fare qualcosa o risolvere un problema. Essa è legata alla capacità del corpo di esprimersi, orientarsi, controllarsi nei movimenti, manipolare abilmente le cose, rispondere efficacemente ai problemi motori che si manifestano nelle forme più diverse. Include specifiche capacità fisiche quali la coordinazione dei movimenti, la forza, la flessibilità e la velocità. Per scoprire le potenzialità connesse all'intelligenza corporeo-cinestetica occorre osservare l'equilibrio statico e dinamico del bambino, le abilità relative alla motricità globale, la competenza nelle attività fino-motorie, la coordinazione oculo manuale, le abilità manipolative e grafiche, l'espressività. Tale capacità motoria e abilità mentale si può scoprire ed esercitare con lo sport: nelle partite di pallone e nel ballo, ad esempio, si rivelano l'aspetto funzionale del controllo e del coordinamento corporeo oltre all'aspetto espressivo. Un bambino che si muove poco, goffo e impacciato, indica uno scarso sviluppo di questa intelligenza, ma anche una situazione che potremmo considerare opposta, l'iperattività è segno di uno scarso controllo del corpo.
  6. Intelligenza interpersonale, propria degli psicologi, degli educatori, dei politici e di tutti coloro che mostrano una sensibilità particolare verso gli altri, li comprendono e li conoscono con facilità. Riguarda l'abilità nel percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Può includere la capacità di ascolto attivo, empatia, sensibilità verso leMENS INGENII VERBUM UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma espressioni del viso, della voce, dei gesti e l'abilità nel rispondere agli altri efficacemente, assumendo particolari ruoli sociali di leader, facilitatore, tutore, mediatore dei conflitti e organizzatore. I bambini che possiedono un'adeguata o elevata intelligenza interpersonale sono i cosiddetti "bambini socievoli", coloro che interagiscono spontaneamente con adulti e coetanei, che prendono parte ai giochi e alle attività di gruppo con entusiasmo, che tentano di coinvolgere gli altri nelle loro iniziative o che sono abili nell'appianare situazioni difficili e nel risolvere dispute.
  7. Intelligenza intrapersonale, propria di coloro che dimostrano una propensione particolare alla comprensione e conoscenza di sé stessi. Si tratta di una intelligenza introspettiva, la capacità di leggere e capire le proprie emozioni, le proprie intenzioni e desideri, descriverli e utilizzarli in forme socialmente accettabili. Questa buona conoscenza di sé spesso si riflette in comportamenti all'insegna dell'autonomia e di una soddisfacente gestione della propria persona. Nei bambini, l'intelligenza intrapersonale è l'autonomia operativa, ovvero la capacità di assolvere alle principali necessità quotidiane connesse all'igiene, all'alimentazione, alla cura di sé, di perseguire progetti propri o portare a termine compiti assegnatigli.
  8. Intelligenza naturalistica, è stata individuata da Gardner solo in un secondo momento e fa riferimento a quelle persone che mostrano una particolare sensibilità nei confronti dei problemi ambientali e degli animali, che si impegnano a salvare l'ambiente dal degrado, a ridurre l'inquinamento, a proteggere specie animali dall'estinzione ecc. Il bambino che ne è dotato potrà mostrare la sua propensione interessandosi alla vita di piante, animali e fenomeni naturali.
  9. Intelligenza esistenziale, è l'ultimo tipo di intelligenza ipotizzata da Gardner ed è tipica dei pensatori e filosofi. Essa concerne la capacità di saper riflettere sulle tematiche fondamentali della nostra esistenza: il senso della vita, della morte, i valori e la giustizia.

In merito all'intelligenza corporeo-cinestetica, Gardner, in contrapposizione alla convinzione di derivazione cartesiana di una scissione tra mente e corpo caratterizzata dalla priorità della prima sul secondo, afferma che "una descrizione dell'uso del corpo come forma di intelligenza può sembrare a tutta prima stridente.

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