Slide dall'Università sui Nativi Digitali: Crescere e Apprendere nel Mondo dei Nuovi Media. Il Pdf esplora il fenomeno dei nativi digitali e l'impatto delle nuove tecnologie sulla mente e l'identità, analizzando le caratteristiche distintive dei nuovi media come variabilità e interattività, utile per Psicologia a livello universitario.
Mostra di più19 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
NATIVI
DIGITALI
CRESCERE E
APPRENDERE
NEL MONDO
DEI NUOVI
MEDIA
Giuseppe Riva
www.youtube.com/watch?v=aXV-yaFmQNkCAP. 1
L'espressione «Net Generation» (Tapscott, 1998)
introdotta per commentare i risultati di una ricerca,
condotta su 300 adolescenti americani, che
evidenziava una differenza radicale di comportamenti e
competenze rispetto alle generazioni precedenti.
Per coloro che ne fanno parte la tecnologia non è un
problema ma un'opportunità.
É proprio partendo da questo dato che il ricercatore
americano Prensky, qualche anno dopo, ha introdotto
l'espressione «nativo digitale», contrapponendola a
quella di «immigrato digitale» (Prensky, 2001)
Save the Children: anche in Italia il mondo digitale è diventato il principale
contesto di socializzazione per bambini e adolescenti.
Tra i 6 e i 10 anni, i bambini usano la connessione da casa nel 54% dei casi, le
bambine nel 53%.
Questa percentuale sale con il crescere dell'età: tra i 15 e i 17 anni, con
rispettivamente il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi connessi.
Emerge chiaramente come l'esperienza del mondo digitale passi principalmente
attraverso lo smartphone: i ragazzi affermano di «usarlo per tutto, tranne che per
chiamare» e tra le ragazze c'è chi dichiara «non posso vivere senza».
IMPLICAZIONI RACCHIUSE NEL CONCETTO DI «NATIVO DIGITALE»
(Tapscott e Prensky):
Tuttavia un nativo digitale non è qualcuno che fin dalla nascita è in grado di usare le
nuove tecnologie, ma piuttosto è chi le sa usare intuitivamente, senza sforzo.
Si diventa nativi digitali solo dedicando una quantità significativa di tempo e di energie
all'interazione quotidiana con i nuovi media.
Essere nativi digitali non è dunque una questione generazionale ma di capacità:
è possibile essere nativi digitali anche a 50 anni, così come si può non esserlo a 20.
I media sono sempre generatori di cambiamento: ponendosi «in mezzo» tra i soggetti
interagenti, li obbligano ad adattarsi alle proprie caratteristiche.
E quando ciò avviene il soggetto cambia: cambia il modo di usare la tecnologia,
cambiano i significati che le si attribuiscono e le opportunità che è in grado di cogliere.
La COMUNICAZIONE ha un ruolo centrale nella nostra vita: non possiamo non
comunicare, possiamo solo scegliere come farlo.
Definiamo «medium» ogni strumento (artefatto) che ci permette di comunicare
senza il principale limite della comunicazione faccia-a-faccia: la contiguità spazio-
temporale [Riva 2012].
I media sono dispositivi di mediazione: da una parte facilitano il processo di
comunicazione superando i vincoli imposti dal faccia-a-faccia; dall'altra, ponendosi «in
mezzo» tra i soggetti interagenti, sostituiscono l'esperienza diretta dell'altro con una
percezione indiretta (mediata).
Stando «in mezzo», i media influenzano l'attività comunicativa dei soggetti
interagenti a 3 livelli:
Il rapporto tra l'uomo e il medium è bidirezionale: l'uomo supera i
vincoli dell'ambiente esterno tramite i media, ma modifica sé stesso
attraverso l'uso che ne fa.
Il medium modifica i significati e i comportamenti degli utenti, dall'altra questi
cambiamenti finiscono a loro volta per modificare il medium, facendolo
evolvere verso nuove forme e nuove applicazioni.
Queste dimensioni sono tra loro in rapporto dialettico: il cambiamento di un elemento porta a un
cambiamento anche negli altri, per cui il risultato finale del cambiamento è molto superiore a quello che
si sarebbe ottenuto solo dall'adattamento a una singola dimensione.
Per esempio, l'introduzione della tastiera alfabetica sovrapposta a quella numerica nei telefoni cellulari
(dimensione fisica) ha consentito all'utente di scegliere se comunicare in modalità vocale o testuale
mediante messaggi (dimensione pragmatica) e ha portato alla creazione di nuovi simboli - abbreviazioni
ed emoticons (dimensione simbolica) - in grado di rendere più efficace la comunicazione testuale.
Il costo inferiore dei messaggi ha portato i più giovani a preferire la comunicazione testuale (dimensione
pragmatica), spingendo i costruttori di telefonini ad aggiungere una vera e propria tastiera al cellulare
(dimensione fisica).
L'uso progressivo della tastiera ha modificato i comportamenti e le capacità motorie degli utenti: il 50%
di chi ha meno di 35 anni usa sia il pollice sia l'indice per scrivere sulla tastiera del cellulare; il 65% di chi
ha più di 35 anni usa solo l'indice.
Successivamente, attraverso l'uso, i giovani hanno scoperto la possibilità di inviare messaggi
vocali che, a differenza dei messaggi testuali, consentono di trasmettere una serie di indici di
tipo non verbale come il tono e il timbro della voce.
Pertanto, una nuova caratteristica fisica del telefono cellulare - la tastiera alfabetica - ha
provocato una vera e propria trasformazione nel modo di utilizzarlo: ha creato un nuovo
sistema simbolico, nuove capacità motorie e ha finito per far evolvere il medium stesso verso
nuove potenzialità e nuove pratiche.
Il processo di cambiamento è contemporaneamente individuale e sociale. Prima i soggetti,
con l'uso e il progressivo adattamento al medium, lo riescono a usare in maniera intuitiva; poi,
grazie all'interazione attraverso il medium, creano delle pratiche condivise che ne strutturano
l'uso individuale e sociale.
Hughes [1987; 1994] ritiene che ogni tecnologia si sviluppi attraverso un processo innovativo che
si struttura in 4 fasi: (esempio degli SMS):
Nel momento in cui una tecnologia è riuscita a penetrare all'interno della società e si consolida
nell'uso quotidiano, si attiva una sua seconda fase, che Hughes [1994] definisce come «momento
tecnologico», che ha un impatto significativo sui comportamenti individuali e sui processi sociali.
Uno dei risultati più evidenti di tale trasformazione è stato lo sviluppo di un nuovo linguaggio in
grado di permettere una comunicazione efficace utilizzando un medium in cui i messaggi non
possono superare i 160 caratteri.
La prima caratteristica di questo linguaggio è l'utilizzo di acronimi e abbreviazioni per sfruttare al
massimo i caratteri disponibili. Il risultato è una fusione di codici linguistici che lo rendono una forma
espressiva originale [Mininni 2013], una specie di «oralità scritta», che tende a caratterizzarsi per il
linguaggio asintattico e spesso agrammaticale.
Accanto all'uso delle abbreviazioni, i messaggi testuali includono forme linguistiche particolari che
hanno l'obiettivo di compensare la mancanza dei codici comunicativi gestuali, mimici e prossemici
[Riva 2016].
Oltre all'impiego di emoticons, sono spesso utilizzati punti esclamativi e interrogativi, vocalizzazioni
espresse attraverso il prolungamento delle parole e l'uso enfatico del carattere maiuscolo.
Secondo Robert Wright [2000], il principale effetto è la creazione di «metatecnologie»: pratiche
condivise che strutturano l'uso individuale e sociale delle tecnologie.
Un esempio è la progressiva sostituzione degli Sms con la messaggistica istantanea. Oggi i nativi digitali
usano principalmente questa tecnologia per comunicare tra loro in forma testuale.
A portare all'estinzione gli Sms è stata la metatecnologia: il costo elevato di Sms e di Mms, la volontà di
comunicare superando il limite dei 160 caratteri, la riduzione del costo di connessione internet e la
diffusione degli smartphone rappresentano l'evento di rottura.
Questi fattori hanno consentito la nascita delle App di instant messaging.
La fase finale, è la diffusione della pratica attraverso l'interazione sociale: i miei amici vedono che l'uso
dell'instant messaging è più efficace e meno costoso degli Sms e decidono di scaricare anche loro
WhatsApp e di usarlo. A questo punto però si crea una vera e propria frattura con il passato.
L'evoluzione di WhatsApp e l'inserimento di nuovi strumenti - come la chiamata vocale e i messaggi
vocali - stanno generando un nuovo evento di rottura che porterà a nuove pratiche e nuovi significati
In sintesi, a caratterizzare una metatecnologia sono 4 fattori:
Ogni metatecnologia produce un profondo cambiamento che ha come conseguenza uno
squilibrio, una divisione, definita «digital divide» [Anzera e Comunello 2005], cioè un «divario
digitale»: mancanza di accesso ai media digitali e alle opportunità offerte da questi [Sartori
2006].