Fondamenti della pedagogia speciale: DSA e integrazione scolastica

Slide dall'Università sui Fondamenti della Pedagogia Speciale. Il Pdf esplora i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e fornisce indicazioni operative per favorire l'integrazione scolastica e sociale, affrontando anche il disagio interculturale. Questo materiale di Psicologia è utile per lo studio autonomo.

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19 pagine

Fondamenti della pedagogia speciale
a cura di
Dott. ssa Luana Lutzu
Come nasce la pedagogia speciale?
La pedagogia speciale è una branca della pedagogia che interviene, con modalità ben
definite, in tutte le aree riguardanti la disabilità, (soprattutto quella cognitiva, ma
anche motoria e socio-affettiva).
obiettivo: far si che ognuno possa sviluppare pienamente stesso e possa
partecipare in modo attivo e consapevole alla vita della propria comunità.
Criteri e principi pedagogici di lavoro:
-prestare attenzione a tutte le dimensioni della persona, alle sue risorse e punti di
forza;
- evitare l'isolamento dell'individuo, valorizzare l'esperienza sociale.

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Anteprima

Fondamenti della pedagogia speciale

a cura di Dott. ssa Luana Lutzu

Come nasce la pedagogia speciale?

La pedagogia speciale è una branca della pedagogia che interviene, con modalità ben definite, in tutte le aree riguardanti la disabilità, (soprattutto quella cognitiva, ma anche motoria e socio-affettiva).

> obiettivo: far si che ognuno possa sviluppare pienamente se stesso e possa partecipare in modo attivo e consapevole alla vita della propria comunità.

Criteri e principi pedagogici di lavoro

  • prestare attenzione a tutte le dimensioni della persona, alle sue risorse e punti di forza;
  • evitare l'isolamento dell'individuo, valorizzare l'esperienza sociale.

I Bisogni Educativi Speciali (BES)

Se non si ha chiaro il panorama dei BES e tutte le sfumature che questo può assumere, si rischia di cadere in un eccessiva categorizzazione, che non aiuta nel momento in cui bisogna capire come facilitare l'accesso all'apprendimento dei bambini con difficoltà. Ormai è da tempo che i bambini con una certificazione clinica hanno diritto ad un Piano Didattico Personalizzato che garantisce loro una programmazione individualizzata e l'uso di strumenti compensativi e dispensativi, o ad un Piano Educativo Individualizzato.

. Non esiste una diagnosi di BES ma esistono bambini con BES: chi sono? .Oltre gli alunni con disabilità (legge 104/92), e con Disturbi Specifici di Apprendimento (legge 170/2010), vengono inclusi anche tutti coloro che non hanno una certificazione ma che hanno bisogno di un'adeguata e personalizzata risposta dalla scuola, a causa di svantaggio socio- economico, disturbi del linguaggio, della condotta e del comportamento (ADHD) e Disturbi dello Spettro Autistico. Questi ultimi possono usufruire dei "supporti" enunciati dalla legge 170/2010 poiché è stata estesa dalla Direttiva sui BES del 2012.

I Bisogni Educativi Speciali (BES) e stabilità

Un bambino con BES all'inizio della scuola primaria, sarà un bambino con BES alla scuola secondaria? Non tutte le situazioni sono stabili e perenni! Ogni alunno può manifestare Bisogni Educativi Speciali: per motivi fisici, biologici, fisiologici, psicologici e sociali. Per questo motivo, è necessario potenziare i processi di personalizzazione della didattica e di inclusione, attraverso una "didattica adeguata" che tenga conto delle neurodiversità, ovvero che sappia "agganciare" e valorizzare i diversi funzionamenti cognitivi ed emotivi degli allievi (Fornasa & Medeghigni, 2011, Levine, 2005; Ianes & Macchia, 2008 in Damiani, P., Grimaldi R., & Palmieri, S. , 2013).

Cosa comprende l'acronimo BES?

Le categorie sottostanti sono quella della disabilità, quella dei disturbi evolutivi (specifici e non) e quella dello svantaggio socio-economico. Quando di parla di disturbi evolutivi si fa riferimento ai disturbi dell'apprendimento, del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, al deficit dell'attenzione e/o iperattività (ADHD) e al Disturbo dello Spettro Autistico.

I Bisogni Educativi Speciali (BES) e Funzionamento Intellettivo Limite

Il caso del Funzionamento Intellettivo Limite: di cosa si tratta?

La Direttiva Ministeriale del 2012 "Strumenti d'intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" dedica un intero paragrafo al Funzionamento Intellettivo Limite. Questi alunni, pur non avendo disabilità intellettiva, hanno un funzionamento intellettivo inferiore a quello degli individui a sviluppo tipico: a causa di ciò possono avere problemi in famiglia o a scuola o nella società , motivo per cui dovrebbero essere aiutati a livello educativo, scolastico e abilitativo in modo significativamente superiore rispetto ai coetanei (Vianello, Di Nuovo & Lanfranchi, 2014). Questa condizione non è automaticamente indice di difficoltà di adattamento, quello che bisogna tenere a mente è che il FIL può contribuire negativamente allo sviluppo dell'individuo e al suo sviluppo sociale, soprattutto nei casi di comorbilità, perciò merita l'attenzione dei clinici.

Disturbi del Neurosviluppo

I disturbi del neurosviluppo sono un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo. Questi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare, e sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. I disturbi del neurosviluppo si presentano spesso in concomitanza. (DSM-V)

Disturbi del Neurosviluppo: tipologie

  • Disabilità Intellettive -> www.disabilitaintellettive.it
  • Funzionamento Intellettivo Limite (FIL)
  • Disturbi del Linguaggio e della Comunicazione
  • Disturbo dello Spettro Autistico -> www.angsa.it, www.spazioasperger.it
  • Disturbo da deficit di Attenzione e/o Iperattività (ADHD) -> https://www.aidaiassociazione.com/
  • Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA)
  • Disturbo del Movimento
  • Disturbo da Tic
  • Disturbo Oppositivo Provocatorio

Disturbo dello Spettro Autistico

.Il disturbo dello spettro autistico è un disturbo caratterizzato da una compromissione grave e generalizzata in diverse aree dello sviluppo: - capacità di interazione sociale reciproca - capacità di comunicazione - presenza di comportamenti, interessi, e attività stereotipate. .Le compromissioni qualitative che definiscono queste condizioni sono nettamente anomale rispetto al livello di sviluppo o all'età mentale del soggetto. Di solito sono evidenti nei primi anni di vita e sono spesso associati con un certo grado di Disabilità Intellettiva.

Disturbo dello Spettro Autistico: fonti delle difficoltà comportamentali

  • Compromissione sociale > difficoltà di comprensione dei rapporti sociali, di interpretare e prevedere il comportamento altrui, le strategie per influenzare il comportamento altrui, uso della modalità "scontro frontale".
  • Difficoltà nella comunicazione > linguaggio utilizzato non sempre per comunicare, difficoltà nel comprendere le modalità di comunicazione, scarsa consapevolezza degli aspetti verbali e non verbali della comunicazione, rabbia e frustrazione.
  • Carenza di autoconsapevolezza > Scarsa consapevolezza della s capacità di controllare il comportamento, provocato spesso da stimoli esterni. Difficoltà a trovare strategie alternative per affrontare i problemi e gli stress, fa fatica a regolare comportamenti ed emozioni!
  • Difficoltà sensoriali > ipersensibilità sensoriali o assenza di risposte sensoriali possono provocare avversione per situazioni sociali o contesti specifici.
  • Rigidità -> insistenza che tutto rimanga uguale e immutato, comportamenti ripetitivi, stereotipie motorie, ritardo o compromissione dell'immaginazione .
  • Carenza di capacità di gioco e di autonomie sociali > mancano mezzi per essere socialmente autosufficienti.

Disturbo Oppositivo- Provocatorio: cosa è nella vita quotidiana

.Sono bambini o ragazzi che sfidano l'autorità, che sembrano provare piacere nel far del male agli altri o nel provocare reazioni esasperate. .Bambini che infrangono deliberatamente le regole e che spesso sono esclusi dai compagni e dai giochi, ma questo non sembra scalfirli per niente. .Cercare di gestire i comportamenti di un bambino con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è difficile e spesso fonte di stanchezza, rabbia, frustrazione. .I bambini con DOP non sono affatto felici di essere isolati dagli altri e di essere considerati dei "bulli". In realtà loro sono i primi ad essere infelici e poco sereni per i loro comportamenti....

Regole per sopravvivere al Disturbo Oppositivo-Provocatorio

e quali sono le principali regole per sopravvivere!

  1. Fai attenzione alle tue reazioni Spesso la nostra reazione esaspera il comportamento stesso, piuttosto che spegnerlo. Diventare consapevoli di come stiamo reagendo a certi comportamenti è il primo passo per disinnescare il circolo vizioso della provocazione.
  2. Fornisci un'attenzione positiva Fornire al vostro bambino con una dose giornaliera di "carezze emotive", piuttosto che di "schiaffi psicologici". A volte i bambini si comportano male, nel tentativo di attirare l'attenzione. Fornire al bambino anche pochi minuti di attenzione positiva ogni giorno, spesso può ridurre le probabilità di una sfida finalizzata all'essere "visto".
  3. Premia i comportamenti positivi Possiamo usare anche un "trucchetto", ad es. : chiedere al bambino di aiutarci in piccole mansioni per poi lodarlo. Ad es .: "Mi passi il tovagliolo? ... Grazie, gentilissimo/velocissimo!
  4. Dai istruzioni e regole chiare, brevi e concise (possibilmente in aula meglio se scritte in un cartellone) Dai istruzioni efficcaci stabilendo sempre un contatto visivo e assicurati che il bambino abbia capito cosa gli stai chiedendo. Prima di dare loro istruzioni importanti cerca di eliminare altri stimoli.
  5. Permettetegli di scegliere e "segui la regola della nonna" (prima il dovere e poi il piacere!) Dare al bambino la possibilità di scegliere tra più alternative. Ci sarà qualcosa che il tuo allievo ti chiederà, e allora sarà il momento di negoziare: "prima ... poi".
  6. Evita le lotte di potere e comunica comprensione!

Le Disabilità Intellettive

La disabilità intellettiva è un disturbo con esordio in età evolutiva e comprende deficit sia del funzionamento intellettivo che adattivo negli ambiti concettuali, sociali e pratici.

A cosa si riferisce il funzionamento intellettivo?

  • ragionamento;
  • problem solving;
  • pianificazione;
  • pensiero astratto;
  • capacità di giudizio;
  • apprendimento scolastico e dall'esperienza.

Le Disabilità Intellettive: funzionamento adattivo

A cosa si riferisce il funzionamento adattivo?

Può riguardare il raggiungimento degli standard di sviluppo e socio-culturali necessari per l'indipendenza personale e la responsabilità sociale relativamente a:

  • comunicazione;
  • partecipazione sociale;
  • vita indipendente (a casa, nella scuola, nel lavoro e nella comunità sociale).

I Disturbi del Linguaggio e della Comunicazione

Cosa si intende per disturbo della comunicazione o del linguaggio?

Deficit nella acquisizione, nella comprensione e/o nell'uso del linguaggio orale, scritto e/o di altri sistemi di simboli. Le capacità cognitive non verbali sarebbero conservate. Il disturbo può interessare: - la forma del linguaggio; - il contenuto del linguaggio; - la funzione del linguaggio. Asha, 1993

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