CAPITOLO VIII
Gli orientamenti religiosi
Introduzione
Nonostante la maggior parte degli adolescenti
dichiarino di aderire ad una religione ed alcuni
traducano tale adesione con una partecipazione
intensa alle attività della comunità di riferimento, la
psicologia ha dedicato poca attenzione allo sviluppo
religioso in adolescenza
Le ricerche sociologiche
Tra gli adolescenti ed i giovani di età compresa tra i 15 ed i 34 anni [dati IARD, 2007]:
- il 69,4% aderisce alla religione cristiano-cattolica
- il 4,8% si sente cristiano, ma non si riconosce nella Chiesa
- il 2% crede in un'altra religione (cristiana non cattolica, non cristiana monoteista o orientale)
- il 6% afferma di credere in un'entità superiore senza far riferimento a nessuna religione istituzionalizzata
- l'11,3% sostiene di non credere in nessuna religione
- il 6,2% ritiene che sulla religione non ci si possa esprimere
Le ricerche sociologiche
1983
1987
1992
1996
2000
2004
La religione è importante nella mia vita
(molto, moltissimo)
26,9
30,8
32,9
34,5
29,1
30,2
Frequento le funzioni religiose tutte le settimane o 2-3 volte al mese
36,4
36,7
34,9
34,8
31,6
27,8
Ho partecipato più di 2 volte negli ultimi 3 mesi alle attività di un'organizzazione religiosa o parrocchiale
26
27,3
15,8
17,3
-
Partecipo attualmente alle attività di associazioni, movimenti religiosi o gruppi parrocchiali
-
-
15,5
13,2
Forma a "scalare" della religione (dalla credenza all'appartenenza)
Progressivo declino della partecipazione religiosa
Fonti: Grassi [2006; 2007] e Rostan [2002].
Le ricerche sociologiche [Grassi 2006]
Tra gli adolescenti e i giovani che si definiscono cristiano-cattolici, è possibile
distinguere varie tipologie di religiosità riconducibili a due gruppi:
- I cattolici non praticanti rappresentano un terzo di coloro che si dichiarano
cristiano-cattolici: sono giovani che, nonostante si riconoscano nella religione
cattolica, hanno abbandonato quasi completamente qualsiasi forma di pratica
religiosa sia istituzionalizzata sia individuale
- I cattolici praticanti, che rappresentano i due terzi di coloro che aderiscono
alla religione cattolica, sono un gruppo eterogeneo, che include:
- cattolici ritualisti (23,9%)
- cattolici intimisti (14,2%)
- cattolici moderati (19,6%)
- cattolici ferventi (9,6%)
Gli orientamenti religiosi: differenze di età
- Tipico andamento ad U: la vicinanza con
la religione diminuisce in adolescenza, è
minima nella fascia tra i 18 ed i 30 anni e
poi riacquista importanza tra i 30-34 anni
senza raggiungere tuttavia i livelli
qualitativi precedenti alla Cresima
Gli orientamenti religiosi: differenze di età
U
- Adolescenza: fase di risveglio (maggiore impegno verso la
religione)
- Emerging adulthood: passaggio dal cristianesimo sociologico alla
modernità religiosa; sacralizzazione dell'individuo [Castegnaro et
al. 2010]
- Età adulta: riavvicinamento parziale alla dimensione religiosa
(matrimonio, educazione dei figli)
NB. Cfr. paradigma dell'economia religiosa [Stark 1998]
Gli orientamenti religiosi: differenze di genere
Le ragazze
- considerano la religione più importante
- dicono di pregare più spesso
- partecipano alle funzioni religiose e alle attività di gruppi,
movimenti e associazioni religiose
- con maggiore frequenza dei ragazzi
Gli agenti della socializzazione religiosa
- Famiglia (agenti di socializzazione primaria)
- Insegnanti (agenti di socializzazione secondaria)
- Adulti significativi (agenti di socializzazione secondaria)
- Pari
devono essere in grado di proporre delle strutture di
plausibilità: bisogna che l'impegno religioso, ad es. in caso di
conversione venga considerato plausibile, serio, anche dopo un
po' di tempo.
Le prospettive psicosociali
- William James [1902]: non è possibile ipotizzare che esista un'unica forma di religiosità,
bensì è necessario rivolgere l'attenzione alle varie forme che può assumere l'esperienza
religiosa
Allport [1963] distingue tra
- religiosità formale: rappresenta qualcosa da "usare", non "da vivere", è una sorta di
vestito che gli individui possono indossare in alcune circostanze per migliorare il proprio
status, per ottenere amicizie, potere, per accrescere la propria stima di se conformandosi
a un gruppo (associata ad un maggiore pregiudizio verso altri gruppi)
- religiosità interiorizzata: non implica un uso strumentale della religione, ma scaturisce da
un percorso di riflessione e confronto sociale, che ha portato a un sentimento religioso
maturo, che diventa centrale nell'identità personale e sociale (maggiore pregiudizi)
Caratteristiche del sentimento religioso maturo [Allport 1950]
- è ben differenziato: non vi è adesione acritica a dei precetti trasmessi;
- è dinamico: per quanto motivante, non è però coercitivo o fanatico;
è capace di produrre una moralità coerente: definisce un sistema valoriale e
normativo che stabilisce atteggiamenti e comportamenti accettabili;
- ha un carattere comprensivo ed integrale: fornisce una visione unitaria
dell'esistenza e della realtà;
- è fondamentalmente euristico: offre una chiave di lettura della realtà, procedendo per
ipotesi che dovranno successivamente essere convalidate;
IL SENTIMENTO RELIGIOSO MATURO IMPLICA LA STESSA ATTIVITA' ESPLORATIVA CHE
RAPPRESENTA LA CONDIZIONE NECESSARIA PER LA DEFINIZIONE DI UN IDENTITA'
MATURA.
Fattori che influenzano lo sviluppo religioso [Allport 1950]
- i bisogni primari (ridurre la paura; bisogno di appartenenza)
- le caratteristiche di personalità (es. apertura all'esperienza si associa
positivamente alla religiosità matura e negativamente alla religiosità
formale)
- il sistema dei valori
- la ricerca di significato (rispondere alle domande esistenziali)
- la cultura e l'ambiente
Fattori che influenzano lo sviluppo religioso
Psicologia sociale della religione [Argyle e Beit-Hallahmi 1975; 1997]
Pone l'accento sull'interdipendenza di fattori
- individuali (stili cognitivi di elaborazione delle informazioni, caratteristiche di
personalità, il bisogno di ridurre l'ansia e l'incertezza alimentate dal non
conosciuto, ecc.)
- relazionali (come l'educazione familiare, l'apprendimento sociale che avviene
nei contesti amicali)
- sociali (come le influenze culturali)
che interagiscono nella formazione e nel mantenimento degli orientamenti
religiosi
Psicologia sociale della religione
- Studio longitudinale di Gunnoe e Moore [2002] ha mostrato che i predittori più
importanti della religiosità giovanile sono rappresentati dall'appartenenza etnica
e dall'esempio offerto dal gruppo dei pari
- Un'ulteriore ricerca ha confermato che, in questa fase della vita, gli individui sono
influenzati più dal modello offerto dai loro coetanei che dal modello fornito dalle
figure genitoriali [Schwartz 2006]: i pari influenzano gli orientamenti religiosi degli
adolescenti sia direttamente, attraverso il loro esempio ed il confronto sociale, sia
fungendo da mediatori delle posizioni familiari
La conversione
- Può essere vista come una forma di socializzazione religiosa
[Levenson, Aldwin e D'Mello, 2005] che scaturisce da un
processo dinamico il cui punto di partenza è rappresentato da
una condizione di crisi e tensione che alimenta nell'individuo
che sperimenta la ricerca di significato;
- Affinché si verifichi una conversione l'adolescente attivo in
tale ricerca deve poter incontrare una realtà religiosa che
offra risposte adeguate alla sua ricerca di senso;
Identità e religiosità
- La dimensione religiosa rappresenta uno degli ambiti in cui gli
adolescenti sono chiamati ad assumere un impegno
- Applicando il modello degli stati dell'identità [Marcia 1966] si
possono individuare vari stati dell'identità religiosa:
- Acquisizione (esplorazione ed impegno);
- Chiusura (no esplorazione ma presenza di impegno);
- Moratorium (esplorazione ma assenza di impegno);
- Diffusione ( assenza di esplorazione e di impegno);
Identità e religiosità
Le modalità attraverso cui coloro che hanno assunto impegni
nei vari ambiti della loro esperienza arrivano a impegnarsi
anche nell'ambito religioso sono differenti:
- gli adolescenti che hanno acquisito l'identità in altri ambiti
tendono ad avere un approccio valutativo e riflessivo anche
nel contesto religioso, non censurano i loro dubbi, bensì li
affrontano attivamente
- gli adolescenti che sono nello stato di chiusura tendono a
non avere dubbi sulla loro religiosità e si limitano a
confrontarsi con persone e situazioni che possano fornire
conferme alle loro idee
Identità e religiosità
Gli adolescenti che si trovano negli stati di moratorium e di
diffusione attribuiscono poca importanza alla fede, mostrano
livelli bassi di partecipazione religiosa e dubbi sul valore della
religiosità per la loro vita personale. Tuttavia:
- gli adolescenti nello stato di moratorium sono impegnati in
un processo di ricerca che potrà portarli a definire le loro
posizioni religiose
- i loro pari che sono nello stato di diffusione oscillano tra
l'adesione superficiale e il disimpegno, senza orientarsi
verso decisioni stabili
Conseguenze psicosociali dell'impegno religioso negli adolescenti
Effetti individuali e sociali (religiosità interiorizzata):
- Minore frequenza di disagio emotivo (es. ansia e depressione) e più benessere
[es. Dew et al, 2008];
- Strumento di coping per affrontare eventi critici (morte) [Beit-Hallami e Argyle
1997];
- Fattore protettivo comportamenti a rischio (abuso di sostanze) [Crocetti e
Pojaghi, 2010];
- Maggiore attenzione ai valori della socialità allargata (volontariato) [Bazzanella,
2006]