Documento di Università su Acconti e Perdita su Crediti. Il Pdf esplora i concetti di assestamento contabile, anticipi e gestione dell'IVA, con esempi pratici di registrazioni contabili per la materia di Economia.
Mostra di più19 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
L'assestamento comprende ratei, risconti, rimanenze, ammortamenti e fondi rischi e oneri - tutto ciò che porta alla chiusura del periodo amministrativo e alla quantificazione delle due grandezze fondamentali: il risultato e il capitale.
La vita aziendale non si ferma mai, ma la legge obbliga le aziende ogni anno a fermarsi per quantificare reddito e capitale, pagare le imposte e adempiere agli obblighi normativi. L'azienda continua, ma deve fare questa pausa virtuale.
Si può tracciare una linea immaginaria tra l'anno "n" e l'anno "n+1". Accanto a questa linea si trova la procedura di assestamento.
Il termine stesso "assestare" significa modificare, integrare, sistemare.
È importante capire che tutte le operazioni quotidiane correttamente rilevate durante l'anno, dal primo all'ultimo giorno, non bastano per quantificare il reddito e il capitale. Per questo esiste la procedura di assestamento, che guida nel completare questo processo.
Si chiude con il funzionamento con tre operazioni:
Sono tre tipiche operazioni che possono avvenire durante il funzionamento.
Le norme fiscali sono stabilite da specifiche leggi, dove è ben saputo che i redditi sono soggetti a imposizione fiscale.
La disciplina delle imposte dirette è contenuta nel TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi), che regola la tassazione di ogni tipo di reddito: da lavoro dipendente, autonomo, d'impresa, occasionale e da investimenti. Nessun reddito può essere escluso dalla tassazione.
Parallelamente, l'altra importante imposta è quella sui consumi: l'IVA (Imposta sul valore aggiunto).
L'IVA è un'imposta indiretta perché si applica solo agli atti di consumo. Se non si effettuano acquisti da consumo, non si paga l'IVA.
Esempio: quando si acquista un caffè, un capo d'abbigliamento o un'automobile, si paga l'IVA. È quindi un'imposta che grava sui consumi e viene pagata dal consumatore finale.
Il DPR 633 del '72 e successive modifiche è la legge fondamentale che regola questa materia. Questo decreto stabilisce come comportarsi correttamente con l'IVA per evitare dichiarazioni false ed evasioni fiscali - aspetti molto seri dato che comportano conseguenze penali.
Secondo il DPR 633, quando si dà o si riceve un acconto, il trasferimento di denaro richiede l'emissione di fattura e l'applicazione dell'IVA.
L'IVA segue sempre lo stesso principio:
Il trattamento è identico a quello di una normale operazione di vendita o acquisto.
Il PRINCIPIO DI COMPETENZA ECONOMICA stabilisce che l'iscrizione nei conti aziendali avviene in base alla competenza economica e non alla cassa.
Nel conto economico si trovano costi e ricavi, che vengono iscritti secondo la competenza economica.
Se un'azienda versa un anticipo ma non riceve la merce, non si realizza ancora un costo - è solo una partita finanziaria. Il costo si realizzerà solo alla consegna della merce, quando l'attività viene effettivamente ceduta e consumata.
Prendiamo l'esempio di un divano. Un'azienda lo produce, ma quando si realizza la vendita? Quando consegna il divano al cliente. In quel momento, chi beneficia del divano? Chi si assume il rischio che, per esempio, un bambino lo sporchi? Il compratore.
È proprio questo trasferimento di benefici e rischi che determina quando imputare costi e ricavi.
Per l'azienda produttrice, il ricavo matura al momento della consegna, quando benefici, godimento e rischi passano al cliente.
Tutti i costi sostenuti per realizzare quel ricavo seguono la stessa competenza economica. Le materie prime, i materiali, il lavoro degli operai, l'uso dei macchinari - tutti questi costi sostenuti per produrre il divano vengono iscritti insieme al ricavo della vendita.
Questo si chiama "matching" o "principio di correlazione": costi e ricavi devono essere correlati nello stesso periodo. Non si possono arbitrariamente scegliere periodi diversi.
Quando si iscrive un ricavo per competenza, tutti i costi di produzione di quel ricavo appartengono allo stesso periodo. Se l'azienda ha prodotto il bene ma non l'ha ancora venduto, non si genera un ricavo, bensì una rimanenza.
Il ciclo si completa con la vendita: vendita -> ricavo > iscrizione del ricavo. Tutti i costi sostenuti vanno registrati nel conto economico.
Questo è il principio della competenza economica.
Facciamo un esempio estremo: immaginiamo un'azienda che per un anno faccia solo anticipi. È una situazione ipotetica! Da un lato, fa anticipi ai fornitori senza mai ricevere materie prime; dall'altro, riceve anticipi dai clienti senza mai consegnare un solo pezzo di divano. Dove si registrano tutti questi anticipi dati e ricevuti? Non nel conto economico, ma nello stato patrimoniale, tra i crediti e i debiti. Perché? Finché non riceve la materia prima, non ha sostenuto alcun costo. Allo stesso modo, finché non consegna il divano, non ha realizzato alcun ricavo. È quindi una partita puramente finanziaria, che si trasforma in economica solo quando riceve la materia prima o consegna il divano - solo in quel momento diventa effettivamente costo o ricavo.
Il DPR 633 è la norma che disciplina il meccanismo IVA. Anche se non è tecnicamente il testo unico, è come se lo fosse.
Cercando "DPR 633 del 72" si trova un documento complesso con numerosi articoli che spiegano come gestire correttamente l'IVA secondo la legge.
La norma stabilisce che, indipendentemente dalla competenza economica, quando si dà o si riceve un anticipo bisogna ivarlo (tecnicamente si dice sottoporre ad IVA). Al fisco non interessa se non c'è stato ancora un effettivo consumo della materia - la legge richiede che ogni movimento di denaro sia fatturato e soggetto a IVA. L'IVA da applicare segue le stesse regole delle normali operazioni di acquisto o vendita:
Quindi non c'è nessun segno diverso.
L'anticipo da clienti è la situazione in cui un cliente versa del denaro all'azienda prima di ricevere la merce.
Quando un cliente ha dato un anticipo: al momento della vendita del prodotto (quando si perfeziona il ricavo) il cliente deve pagare l'importo totale meno l'anticipo già versato.
Lo stesso principio si applica quando un'azienda da un anticipo al fornitore: al ricevimento della materia prima o della merce, si registra il costo finale. Dal costo totale va poi detratto l'anticipo già versato al fornitore.
Questa è la gestione della partita finanziaria.
Per quanto riguarda l'IVA, se si anticipa 1.000 euro a un fornitore, si calcola l'IVA del 22% su questo importo, quindi 220 euro.
Se il costo totale dell'acquisto è 3.000 euro (con IVA al 22% pari a 660 euro), e si è già versato 1.000 euro di anticipo con relativa IVA di 220 euro, si dovrà versare solo i rimanenti 440 euro di IVA. In pratica, l'IVA da versare è quella calcolata sulla somma non ancora pagata.
Sul costo definitivo di 3.000 euro, avendo già versato un anticipo di 1.000 euro (già assoggettato a IVA), quando si chiude la partita si deve calcolare l'IVA solo sui restanti 2.000 euro.
Lo stesso principio si applica ai clienti: se un cliente ha versato un anticipo di 1.000 euro più IVA, e il valore finale del prodotto è 5.000 euro, non si deve calcolare l'IVA sull'intero importo ma solo su 4.000 euro, poiché una parte dell'IVA è già stata versata con l'anticipo.
In conclusione, quando si chiude la partita dell'anticipo, dal lato fornitori si avrà il costo totale, il debito residuo e l'IVA residua da versare. Dal lato clienti si avrà il ricavo totale, il credito residuo e l'IVA residua da riscuotere.
Un'azienda acquista delle materie prime da un fornitore per un valore di 3.000€ oltre iva al 22%. L'azienda decide di corrisponde al fornitore un anticipo di 1.000€ oltre iva.
Dopo 3 mesi l'azienda ottiene la materia prima e versa la parte rimanente del saldo.
Quando l'azienda paga, ha un'uscita di denaro di 1.220 euro che corrisponde all'anticipo di 1.000 euro più IVA. Questo anticipo, finché non riceve la merce, funziona tecnicamente come un credito.
Non è un vero e proprio credito, perché alla fine l'azienda non si aspetta di ricevere indietro il denaro, ma di ricevere la materia prima. Tuttavia, è simile a un credito con una differenza importante.
Quando l'azienda versa 1.000 euro senza ricevere nulla in cambio, ha un credito. Ma non vuole indietro i 1.000 euro - vuole ricevere la materia prima. Finché non la riceve, esiste questo credito che, a differenza di un credito normale, non si chiude con un pagamento ma con una compensazione: il credito si annulla quando si registra il costo.
L'operazione prevede:
Per registrare questa operazione, quali conti si devono aprire?
Come si chiama il primo conto? Poiché sta uscendo del denaro dall'azienda, si chiamerà "Disponibilità liquide". Fa parte del conto finanziario e va inserito nell'avere, essendo una variazione finanziaria passiva.
Il secondo conto riguarda il credito, anche se fittizio, che si matura nei confronti del