Estetica e mimesis: Platone e Aristotele nella filosofia

Documento di Università su Estetica. Il Pdf esplora il concetto di estetica e mimesis nella filosofia, concentrandosi sulle teorie di Platone e Aristotele. Questo materiale di Filosofia analizza le diverse interpretazioni della mimesis, distinguendo tra icastica e fantastica, e le loro implicazioni psicologiche e conoscitive.

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20 pagine

20/09
ESTETICA
manuale: lineamenti di estetica
Il termine estetica deriva dal greco: aisthesis = sensazione, sensibilità. Ha quindi a che fare con la
dimensione sensibile, ovvero ciò che si manifesta a noi attraverso i nostri sensi, e questo viene
ancora prima della dimensione artistica.
Si deve a Baumgarten (1735-50) la nascita dell’estetica in quanto disciplina filosofica, questo
significa che l’estetica come disciplina filosofica non esisteva ai tempi di Aristotele e Platone, tuttavia
si riconoscono nella filosofia antica degli elementi che si trovato nell’estetica.
Scienza delle rappresentazioni della sensibilità, comprendente anche soprattutto l’immaginazione,
cioè di quelle rappresentazioni di cui è particolarmente ricco il testo poetico”, per Baumgarten si tratta
quindi di una scienza della conoscenza sensibile, che quindi vuole studiare la sensazione.
L’altro filone attraverso cui si può parlare di estetica è quello della filosofia dell'arte, che troviamo già
in platone.
Platonismo: impostazione platonistica della filosofia.
Si tratta di una forma di pensiero derivante appunto da platone (ma alla quale la filosofia di platone
non può essere ridotta). Nietzsche è quella figura che arriverà a mettere in crisi questa forma di
pensiero: con i termini platonismo e platonistico gilles deleuze, via nietzsche, tende a caratterizzare
un’interpretazione del reale che trae origine dalla filosofia di platone e attraversa la storia della
filosofia occidentale divenendo il pensiero dominante.
Il platonismo ha a che fare con il mondo delle idee, si approccia al reale con una separazione netta
tra il mondo delle idee e il mondo sensibile, c’è un'interpretazione del reale che vede il reale come
un dimensione che sta al di qua rispetto ad una dimensione trascendente.
Caratteristiche del MONDO DELLE IDEE:
- Dimensione ideale che si contrappone
a quella sensibile (idee/ sensi)
- Le idee sono eterne mentre il mondo
sensibile muta
- Le idee non si possono incontrare nel
mondo sensibile, nella realtà. Le
abbiamo invece viste nella memoria,
prima di nascere. Platone non rifiuta i
sensi ma li considera un passaggio per
raggiungere l’eternità, l’ideale.
- L’idea diventa il modello del mondo
sensibile, il demiurgo crea il cosmo
perché si ispira al modello delle idee.
- Luce del sole = Verità (trascendente)
- Siccome è verità eterna e non
mutevole ha anche una dimensione
universale.
- Quindi l'idea/essenza è ciò che non
muta da contrapporre ai sofisti (coloro
che non ritengono ci sia una verità fissa
ma vero è ciò che è utile, per loro la
retorica e un processo di convincimento
dell’altro, non si preoccupano del
legame che l’interlocutore ha non la
verità platonista.)
Caratteristiche del MONDO SENSIBILE
- Dimensione sensibile
- Divenire: cambiamento, tutto cambia
- Copia (degradata) del mondo ideale
del mondo ideale. Il termine “copia”
inserisce una valutazione del mondo
sensibile e gli da una colpevolità.
- Ombra: questo mondo è l’ombra, come
elemento di non conoscenza, la
caverna dove gli uomini vedono delle
ombre che non sono verità ma
apparenza. La verità sta fuori dalla
caverna, il sole platonico intellegibile.
- Le cose che incontriamo nel mondo
sono cose particolari, sono quindi
diverse una dall’altra.
- Quello che noi vediamo nel mondo sono
variazioni dell’idea, riconosciamo un
albero anche se è unico, perchè tutti gli
alberi hanno in comune l’idea di albero.
L’ARTE COME IMITAZIONE
MIMESIS
Dal latino imitatio, imitazione, riproduzione, rappresentazione.
Il concetto di mimesis è alla base della riflessione teorica sull’opera d’arte sin dalle origini della cultura
occidentale, esso fa riferimento a diversi punti di vista che variano nelle differenti epoche e all’interno
dei diversi pensieri filosofici.
Già a partire dal 4 secolo veniva utilizzata l’espressione arti mimetiche in riferimento a poesia,
pittura, musica, danza, scultura, questo a indicare che la caratteristica principale in comune tra queste
forme artistiche è il processo imitativo che regola il rapporto tra opera d’arte e natura.
Inoltre, per non attribuire al concetto di mimesis un significato riduttivo, è possibile ricondurlo alle
definizioni possibili che si possono dare del rapporto tra arte e realtà, in modo da definire l’esperienza
estetica.
È proprio da qui che arriva l’espressione opera d’arte come specchio in cui si riflette il reale”, la
quale ricorre da platone ai contemporanei e che individua come sommo fine dell'arte quello di:
-reggere lo specchio alla natura
-oppure quello di fornire un riflesso trasfigurato del reale, che trasforma espressivamente i tratti di
ciò che riproduce. Difatti nel 700 la concezione mimetica si lega sempre di più al concetto di
espressione: l’opera d’arte coglie nel mondo un nucleo emotivo che oltrepassa una
rappresentazione regolata da una funzionalità imitativa.
Il concetto di mimesis quindi, venendo utilizzato per mettere in luce il processo creativo che porta alla
realizzazione di un’opera d’arte, si presta sia a essere considerato in quanto rappresentazione di un
archetipo preesistente (relazione tra opera d’arte e realtà/ natura) sia a essere valutato tenendo conto
della sua componente espressiva, per non ridurlo ad un processo passivo (con l’oggetto mimetico
viene creato un mondo a parte indipendente da una realtà effettiva, ha potere comunicativo).
È a platone e aristotele che si deve la formulazione di una teoria mimetica dellarte.
PLATONE
Platone estende il concetto di mimesis al di delle arti, alle pratiche umane, individua quindi un
rapporto mimetico anche tra mente umana e realtà poiché il pensiero e il linguaggio si strutturano
attraverso rappresentazioni. La mimesis, in senso platonistico, è intesa come imitazione dell’essenza.
La stessa creazione del mondo sensibile da parte del demiurgo avviene grazie al principio imitativo
che segue l’immagine del mondo delle idee, archetipo immutabile. (Il mondo sensibile è in un
rapporto mimetico con il mondo delle idee, l’imitazione viene sempre dopo le idee.)
All’interno dei dialoghi platonici si possono rintracciare due prospettive d'indagine sulla mimesis
artistica:
1. Si indaga il rapporto tra arti mimetiche e realtà, della quale forniscono una rappresentazione.
_ Repubblica X: Platone pone la mimesis a tre gradini di distanza dalla verità poiché l’arte
mimetica si crea su modelli forniti dalla realtà restando però incapace di coglierne l’intima
verità. L’arte mimetica è techne, ovvero tecnica mimetica, quindi quella tecnica che ci
permette di creare delle copie. Per Platone questo era un ulteriore allontanamento dalla
dimensione ideale: se pensiamo l’arte unicamente come tecnica mimetica la abbassiamo di
livello, la sminuiamo, diventa solo una copia degradata della realtà.
_ Sofista: La figura del sofista è, secondo platone, colui che si mostra come qualcosa senza
in realtà esserlo e ci riesce molto bene, è quanto di più si possa allontanare dalla figura del
maestro (che è socrate per platone), tuttavia il sofista si presenta come tale. Nel dialogo
platonico c’è una forte dicotomia tra apparenza e essenza, Platone cerca di distinguere la
figura del sofista dal filosofo, quindi facendo una differenza tra essenza e apparenza (la
luce dell’ideale è essenza mentre l'ombra è apparenza).

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20/09 ESTETICA

manuale: lineamenti di estetica Il termine "estetica" deriva dal greco: aisthesis = sensazione, sensibilità. Ha quindi a che fare con la dimensione sensibile, ovvero ciò che si manifesta a noi attraverso i nostri sensi, e questo viene ancora prima della dimensione artistica.

Si deve a Baumgarten (1735-50) la nascita dell'estetica in quanto disciplina filosofica, questo significa che l'estetica come disciplina filosofica non esisteva ai tempi di Aristotele e Platone, tuttavia si riconoscono nella filosofia antica degli elementi che si trovato nell'estetica.

"Scienza delle rappresentazioni della sensibilità, comprendente anche soprattutto l'immaginazione, cioè di quelle rappresentazioni di cui è particolarmente ricco il testo poetico", per Baumgarten si tratta quindi di una scienza della conoscenza sensibile, che quindi vuole studiare la sensazione.

L'altro filone attraverso cui si può parlare di estetica è quello della filosofia dell'arte, che troviamo già in platone.

Platonismo e la sua crisi

Platonismo: impostazione platonistica della filosofia. Si tratta di una forma di pensiero derivante appunto da platone (ma alla quale la filosofia di platone non può essere ridotta). Nietzsche è quella figura che arriverà a mettere in crisi questa forma di pensiero: con i termini platonismo e platonistico gilles deleuze, via nietzsche, tende a caratterizzare un'interpretazione del reale che trae origine dalla filosofia di platone e attraversa la storia della filosofia occidentale divenendo il pensiero dominante.

Il platonismo ha a che fare con il mondo delle idee, si approccia al reale con una separazione netta tra il mondo delle idee e il mondo sensibile, c'è un'interpretazione del reale che vede il reale come un dimensione che sta al di qua rispetto ad una dimensione trascendente.

Caratteristiche del Mondo delle Idee

  • Dimensione ideale che si contrappone a quella sensibile (idee/ sensi)
  • Le idee sono eterne mentre il mondo sensibile muta
  • Le idee non si possono incontrare nel mondo sensibile, nella realtà. Le abbiamo invece viste nella memoria, prima di nascere. Platone non rifiuta i sensi ma li considera un passaggio per raggiungere l'eternità, l'ideale.
  • L'idea diventa il modello del mondo sensibile, il demiurgo crea il cosmo perché si ispira al modello delle idee.
  • Luce del sole = Verità (trascendente)
  • Siccome è verità eterna e non mutevole ha anche una dimensione universale.
  • Quindi l'idea/essenza è ciò che non muta da contrapporre ai sofisti (coloro che non ritengono ci sia una verità fissa ma vero è ciò che è utile, per loro la retorica e un processo di convincimento dell'altro, non si preoccupano del legame che l'interlocutore ha non la verità platonista.)

Caratteristiche del Mondo Sensibile

  • Dimensione sensibile
  • Divenire: cambiamento, tutto cambia
  • Copia (degradata) del mondo ideale del mondo ideale. Il termine "copia" inserisce una valutazione del mondo sensibile e gli da una colpevolità.
  • Ombra: questo mondo è l'ombra, come elemento di non conoscenza, la caverna dove gli uomini vedono delle ombre che non sono verità ma apparenza. La verità sta fuori dalla caverna, il sole platonico intellegibile.
  • Le cose che incontriamo nel mondo sono cose particolari, sono quindi diverse una dall'altra.
  • Quello che noi vediamo nel mondo sono variazioni dell'idea, riconosciamo un albero anche se è unico, perchè tutti gli alberi hanno in comune l'idea di albero.

L'ARTE COME IMITAZIONE

MIMESIS

Dal latino imitatio, imitazione, riproduzione, rappresentazione. Il concetto di mimesis è alla base della riflessione teorica sull'opera d'arte sin dalle origini della cultura occidentale, esso fa riferimento a diversi punti di vista che variano nelle differenti epoche e all'interno dei diversi pensieri filosofici.

Già a partire dal 4 secolo veniva utilizzata l'espressione arti mimetiche in riferimento a poesia, pittura, musica, danza, scultura, questo a indicare che la caratteristica principale in comune tra queste forme artistiche è il processo imitativo che regola il rapporto tra opera d'arte e natura.

Inoltre, per non attribuire al concetto di mimesis un significato riduttivo, è possibile ricondurlo alle definizioni possibili che si possono dare del rapporto tra arte e realtà, in modo da definire l'esperienza estetica.

È proprio da qui che arriva l'espressione "opera d'arte come specchio in cui si riflette il reale", la quale ricorre da platone ai contemporanei e che individua come sommo fine dell'arte quello di: -reggere lo specchio alla natura -oppure quello di fornire un riflesso trasfigurato del reale, che trasforma espressivamente i tratti di ciò che riproduce. Difatti nel 700 la concezione mimetica si lega sempre di più al concetto di espressione: l'opera d'arte coglie nel mondo un nucleo emotivo che oltrepassa una rappresentazione regolata da una funzionalità imitativa.

Il concetto di mimesis quindi, venendo utilizzato per mettere in luce il processo creativo che porta alla realizzazione di un'opera d'arte, si presta sia a essere considerato in quanto rappresentazione di un archetipo preesistente (relazione tra opera d'arte e realtà/ natura) sia a essere valutato tenendo conto della sua componente espressiva, per non ridurlo ad un processo passivo (con l'oggetto mimetico viene creato un mondo a parte indipendente da una realtà effettiva, ha potere comunicativo).

È a platone e aristotele che si deve la formulazione di una teoria mimetica dell'arte.

PLATONE

Platone estende il concetto di mimesis al di là delle arti, alle pratiche umane, individua quindi un rapporto mimetico anche tra mente umana e realtà poiché il pensiero e il linguaggio si strutturano attraverso rappresentazioni. La mimesis, in senso platonistico, è intesa come imitazione dell'essenza.

La stessa creazione del mondo sensibile da parte del demiurgo avviene grazie al principio imitativo che segue l'immagine del mondo delle idee, archetipo immutabile. (Il mondo sensibile è in un rapporto mimetico con il mondo delle idee, l'imitazione viene sempre dopo le idee.)

All'interno dei dialoghi platonici si possono rintracciare due prospettive d'indagine sulla mimesis artistica:

  1. Si indaga il rapporto tra arti mimetiche e realtà, della quale forniscono una rappresentazione.
    • Repubblica X: Platone pone la mimesis a tre gradini di distanza dalla verità poiché l'arte mimetica si crea su modelli forniti dalla realtà restando però incapace di coglierne l'intima verità. L'arte mimetica è techne, ovvero tecnica mimetica, quindi quella tecnica che ci permette di creare delle copie. Per Platone questo era un ulteriore allontanamento dalla dimensione ideale: se pensiamo l'arte unicamente come tecnica mimetica la abbassiamo di livello, la sminuiamo, diventa solo una copia degradata della realtà.
    • Sofista: La figura del sofista è, secondo platone, colui che si mostra come qualcosa senza in realtà esserlo e ci riesce molto bene, è quanto di più si possa allontanare dalla figura del maestro (che è socrate per platone), tuttavia il sofista si presenta come tale. Nel dialogo platonico c'è una forte dicotomia tra apparenza e essenza, Platone cerca di distinguere la figura del sofista dal filosofo, quindi facendo una differenza tra essenza e apparenza (la luce dell'ideale è essenza mentre l'ombra è apparenza).
    • Nel dialogo è presente un passaggio importante per una riflessione sulle immagini. Il nostro rapporto con il mondo può suddividersi in 3 livelli:
      1. livello del mondo dell'essenza
      2. livello del mondo sensibile
      3. livello delle cose che riconosciamo senza che esse siano in presenza -> immagini Attraverso l'immagine riconosciamo un oggetto che non si manifesta a noi in quel momento. Come uomini abbiamo quindi la capacità/la tecnica imitativa, che ci permette di illustrare ciò che non è presente. Mimesis = produzione, ma di immaginii, non degli oggetti stessi (tre gradini di distanza dalla verità)

Tipologie di Mimesis

Platone affronta il tema della mimesis per distinguerne due tipologie:

  1. Mimesis icastica: l'arte imitativa ci restituisce un'immagine fedele al proprio modello, quindi non è la cosa stessa ma certa di essere il più fedele possibile nelle proporzioni. Questa immagine ha la caratteristica di essere fedele (eikon) e realmente simile (eikos) e somigliante.
  2. Mimesis fantastica: (fantastike) l'arte imitativa si allontana dal proprio modello e produce una parvenza ingannevole non più fedele, non è più simile ma solamente apparentemente simile non realmente. Tale è il caso dei sofisti, abili nel persuadere i propri interlocutori grazie alla loro capacità di ingannare, fornire rappresentazioni contraffatte della realtà. Esempio: "arte e illusione" Ci sono due scultori che provano a realizzare un'immagine di minerva: alcamene fece la dea bellissima per chi la guardava da vicino mentre fidia tenne conto del punto di visione del pubblico e quindi decise di deformare le forme della statua e questo il pubblico non lo ha preso bene. Tuttavia quando si posiziona la statue deformata nel punto suo destinato essa risulta armonica mentre l'altra no, la scultura di fidia appare somigliante ma poi da vicino appare deformata quindi è apparentemente somigliante ma non realmente.
  1. Si indagano le conseguenze delle mimesis per il pubblico e le implicazioni psicologiche che ne sono alla base. Parlando dell'arte poetica egli la definisce come il frutto dell'invasamento del poeta, è pericolosa in quanto sfugge, diversamente dalla filosofia, al dominio della ragione. Quindi l'arte poetica non è frutto della conoscenza o dell'abilità del poeta ma di un'ispirazione. Una potenza irrazionale infusa dalla musa che si propaga dall'artista all'ascoltatore come una sorta di contagio che esercita un'attrattiva che, come descritto nello ione di platone, è analoga alla forza tra due magneti. Repubblica III: il fatto che il potere delle arti mimetiche genera nei fruitori un'intensa risposta emotiva porta platone a escludere il poeta imitatore da una società ideale e perfetta. Il piacere dell'immaginazione e dell'immedesimazione penetrano all'interno dell'individuo facendo leva sulla sua parte irrazionale e lo trasportano fuori da sé, causando quindi uno sfaldamento dell'identità dell'individuo Platone quindi si rifiuta di dare valore conoscitivo all'arte sebbene riconosca la straordinaria potenza dell'immaginazione.

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