Slide sulle Guerre Persiane e le loro ripercussioni sulla Grecia antica. Il Pdf esplora lo scontro culturale tra l'Impero Persiano e le poleis greche, come Atene e Sparta, e le conseguenze inaspettate del conflitto, inclusa l'ascesa dell'imperialismo ateniese attraverso la Lega di Delo. Questo materiale di Storia è adatto per la Scuola superiore.
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La presenza di un potere centrale (un regno o anche solo una città stato) garantisce la diffusione della cultura e, di conseguenza, la conservazione e la scoperta di tecnologie e innovazioni.
Spesso, al crollo di una civiltà, associamo un decadimento tecnologico; ciò non è causato necessariamente da fenomeni antropologici, ma dalla riduzione demografica e dalla perdita di un potere centrale.
Per gli esseri umani la possibilità di comunicare e diffondere esperienze e scoperte (soprattutto in forma scritta, , assicurandone la sopravvivenza nel tempo) è fondamentale.
Per questo motivo il commercio (specie con altre culture) è fondamentale per 'importare nuovo sapere e il controllo di un territorio più o meno vasto assicura la sua propagazione.
Con il passare dei secoli la popolazione aumenta e i villaggi si trasformano nelle prime poleis greche
La singola polis greca è una città stato indipendente che governa su un territorio più o meno vasto esterno ai propri confini.
L'impossibilità di creare vasti appezzamenti di terra coltivabile rende difficile accumulare ricchezze e, dunque, la creazione di una casta di ricchi proprietari terrieri. Allo stesso tempo, mancando la necessità di coordinare grandi sforzi comuni, la figura del monarca non emerge con la stessa frequenza e con gli stessi poteri rispetto al mondo miceneo o sumero.
La Grecia arcaica vide la nascita dell'OPLITISMO, cioè della guerra basata sugli OPLITI: ogni città della Grecia, dovendosi difendere dalle vicine e non potendo contare su un vasto territorio o vasti eserciti, metteva in campo eserciti composti dai propri cittadini. A seconda delle proprie disponibilità economiche il cittadino poteva armarsi come un cavaliere (ARISTOCRATICI), come un peltasta (POVERI) o come un oplita (CITTADINI), cioè un combattente appiedato, armato di lascia e scudo e protetto da un'armatura di bronzo. L'equipaggiamento era costoso, e tramandato di padre in figlio, ma era alla portata di un cittadino con una professione e un piccolo appezzamento di terra.
Così il cittadino greco (ceto medio, piccolo proprietario terriero) è attivamente partecipe alla difesa della città e contribuisce all'economia della città senza che grandi nobili possano affermare di costituire il ceto più produttivo; può insomma dire di essere un cittadino attivo, con dei doveri ma anche dei diritti.
Da questo concetto, di base molto semplice (partecipo ugualmente agli altri, quindi merito uguali diritti) si sviluppa il concetto di uguaglianza davanti alla legge e, in un secondo momento, di partecipazione comune alla vita politica della città. Ciò, ovviamente, in forme diverse e in momenti diversi.
Abbiamo detto che non tutte le poleis greche sono democratiche e, infatti, caratteristiche geografiche, sociali e storiche determinavano l'evoluzione della politica della città-stato in maniera anche molto diversa.
Tutte le poleis vivevano un conflitto di fondo fra «nobili» e «plebei» ma, come già detto, la distinzione non era così grande come in altre culture, a fronte del fatto che non era possibile possedere dei veri e propri vasti appezzamenti di terra su cui fondare la propria ricchezza.
Ciò non implica che non ci fosse risentimento fra i due gruppi: i nobili vogliono contare di più dei plebei (sono più ricchi e più istruiti, sono migliori APIETOI) i plebei odiano la spocchia dei nobili e pensano che, se potessero, i nobili li ridurrebbero in schiavitù.
Questa reciproca sfiducia si traduce in greco con una parola: ETAZIZ, la perenne paura di una guerra civile portata avanti dalla fazione rivale e, a seconda della capacità degli aristocratici o del popolo di imporre con la forza il proprio potere, abbiamo poleis governate dai soli aristocratici, talvolta addirittura da dei re (molto raramente), e poleis in cui il governo è affidato a tutti i cittadini riuniti in assemblea, o ad alcuni funzionari eletti, o ancora ad un Tiranno, un uomo che è riuscito a porsi a capo della città stato e che la governa (più o meno bene) sfruttando il malcontento della popolazione per gli aristocratici.
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Le donne, relativamente libere e incoraggiate a fare atletica e sport per produrre figli forti, potevano ereditare e gestire i beni del marito o del padre.