Appunti di Storia: Rivoluzione Russa, URSS e l'Italia del dopoguerra

Documento di Scuola superiore su Rivoluzione Russa, URSS e l'Italia del dopoguerra. Il Pdf, utile per lo studio della Storia, riassume gli eventi della Rivoluzione Russa del 1917, la formazione dell'URSS e il regime stalinista, per poi analizzare il contesto italiano del dopoguerra, il Biennio Rosso e l'emergere del fascismo.

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STORIA
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Anteprima

BOOM ECONOMICO

Dal 1901 al 1914, l'Italia venne maggiormente dominata dal politico liberale Giovanni Giolitti. Egli fu un abile politico, che riuscì a mantenere il potere per molti anni. Non si occupò di questione risorgimento al fine di dare più importanza alle questioni giuridico/amministrative:non a caso, l'età giolittiana coincide con il boom economico, tipico della seconda rivoluzione industriale (compreso nel triangolo industriale tra le città di Torino, Milano e Genova) che vide la nascita e lo sviluppo di industrie automobilistiche, come la Fiat e la Pirelli agricole e del cotone. Si ebbe un forte intervento economico dello Stato, imponendo una politica protezionistica per favorire la produzione interna. Giolitti nazionalizzò tutte le ferrovie e le compagnie assicurative. Questa forte economia, venne anche garantita dalle banche, sia italiane che estere poiché investirono i loro capitali nella costruzione di fabbriche.

QUESTIONE MERIDIONALE

Le fabbriche del sud, tuttavia, rispetto a quelle del nord non erano così sviluppate (infatti riguardavano realtà molto limitate), e si potè parlare del "doppio volto" di Giolitti: la sua strategia al nord consente gli scioperi, restando neutrale fra imprenditore e operai. Gli operai ottennero alcune concessioni, come l'aumento dei salari, li portarono ad acquistare anche beni "superflui" (prodotti industriali, come l'automobile) e non solo necessari (come il cibo). Vennero attuate alcune riforme, messe in pratica solo al Nord:

  • Riduzione dell'orario a 10 ore,
  • Provvedimenti volti alla tutela della maternità per le lavoratrici, Età minima lavorativa stabilita a 12 anni.

Lo Stato non investì al sud, per via dell'esportazione del modello piemontese. Per motivi storici, l'esportazione non andò a buon fine, quindi per Giolitti il sud era solamente un "serbatoio di voti", che andava trattato come sostenitore del governo di turno. L'unica opera pubblica al sud, fu la costruzione dell'acquedotto pugliese e Giolitti represse duramente, causando numerose vittime, gli scioperi.

GUERRA DI LIBIA

Per queste cause, molti abitanti del sud Italia emigrano all'estero in stati come l'America o la Francia. Fra il 1911 e 1912, si realizza una ripresa del colonialismo, soprattutto verso la conquista della Libia (a discapito dell'impero ottomano), sicuramente per rendere l'Italia una nazione potente e per assecondare alcune mire delle industrie belliche e delle banche. Giolitti pensò che avrebbe assecondato l'opinione pubblica per via dell'emigrazione: un nuovo stato, ovviamente italiano, dove emigrare era un aspetto positivo. Nonostante la Libia fosse un possedimento ottomano l'Italia riesce a sconfiggerlo nel 1912, dopo una battaglia avvenuta nel mar Egeo. Questa conquista portò a spese notevoli e a pochi benefici, poiché le masse contadine non potevano emigrare in Libia per via della non presenza di campi coltivabili e risorse minerarie (il petrolio verrà scoperto più tardi). Nello stesso anno, Giolitti consentì il suffragio universale maschile a partire dai 21 anni, ammesso che sappiano leggere e scrivere, altrimenti avrebbero dovuto aspettare ai 31 anni. Nel 1913, stipulò il "Patto Gentiloni" al fine di indirizzare i cattolici verso il partito socialista.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

CAUSE GENERALI E REMOTE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE

  • La Francia voleva la rivincita sulla Germania per vendicare la sconfitta di Sedan (1870) e rivendicare la perdita dell'Alsazia e della Lorena;
  • La Germania nutriva risentimento per Francia ,Belgio ma soprattutto per la Gran Bretagna per via dei suoi vasti imperi coloniali e per il predominio economico;
  • Austria e Russia erano rivali per spartirsi l'impero turco ( i paesi Balcani tenevano il dominio dell'Austria);
  • Mire espansionistiche del Giappone e degli USA;
  • Tendenze nazionaliste ed imperialiste sempre più accese;
  • propaganda, molti intellettuali tra cui D'Annunzio e Marinetti, ritenevano che la guerra fosse l'unica possibilità per un cambiamento sociale.

CAUSA OCCASIONALE

  • Il 28 giugno 1914 a Sarajevo viene ucciso l'arciduca Francesco Ferdinando. Autore del delitto fu un giovane studente serbo membro di una società patriottica segreta

INIZIA COSÌ LA PRIMA GUERRA MONDIALE L'Austria manda un ultimatum alla Serbia che però non accetta le clausole. Il 28 luglio 1914 l'Austria dichiara guerra alla Serbia facendo scattare il meccanismo delle alleanze, questo genera una mobilità generale che non coinvolse più pochi soldati. Presto da una guerra di movimento si passa a una guerra di posizione. La Russia (alleata della Serbia) invade la Prussia -> guerra di trincea Intanto la Germania (alleata dell'Austria) e l'Inghilterra (a fianco della Serbia) danno inizio a una battaglia navale. A causa dei possedimenti tedeschi in Estremo Oriente anche il Giappone dichiara guerra alla Germania.

PERCHÈ L'ITALIA NON INTERVIENE?

L'Italia, facendo parte della triplice intesa, si sarebbe dovuta schierare a fianco di Germania e Austria, decise però di non intervenire poiché la triplice intesa era un patto puramente difensivo mentre l'Austria aveva dato inizio a una guerra offensiva. Il 2 agosto 1914 l'Italia si proclama neutrale, questo fa formare nel Paese tre gruppi:

  • NEUTRALISTI: pensavano che l'Italia dovesse diventare fornitrice di beni necessari;
  • INTERVENTISTI: pensavano che fosse necessario entrare in guerra (D'Annunzio);
  • IRREDENTISTI: pensavano che fosse necessario entrare in guerra solo per conquistare il Trentino e il Venezia-Giulia che erano ancora in mani austriache.

Il 26 aprile 1915 viene firmato il Patto di Londra nel quale l'Italia garantiva agli alleati dell'intesa il loro intervento in 30 giorni, ricevendo in cambio Trentino, Trieste e Gorizia. Circa un mese dopo, il 24 maggio 1915, l'Italia dichiara guerra all'Austria dopo averle inviato un ultimatum il giorno prima.

1915-1916

Il conflitto divenne una guerra di posizione sul fronte occidentale, il progetto della guerra lampo era fallito definitivamente. Le maggiori difficoltà erano sul fronte orientale:

  • I russi erano stati cacciati con gravissime perdite
  • Austria e Germania costruirono un fronte ininterrotto dal Mar Baltico al Mar Egeo L'entrata in guerra dell'Italia era l'unico elemento positivo per l'intesa.

Tra giugno e dicembre 1915 si combatterono le 4 battaglie dell'isonzo le quali causarono gravissime perdite all'esercito italiano, anche sul fronte italiano si passò una guerra di posizione. Nel 1916 non ci sono mutamenti importanti sui fronti, inizia una guerra sul mare-> la Germania usò i sommergibili per colpire a sorpresa. Il 15 maggio 1916 gli Austriaci sferrarono in Trentino una violenta offensiva con l'intenzione di vendicare il tradimento dell'Italia, gli italiani furono aiutati dai russi. Paolo Boselli dichiara guerra anche alla Germania, quest'ultimo Paese stava cercando una via d'uscita e propose alcune proposte di accordo tramite Benedetto XV (furono inutili).

1917-1918

Il prolungarsi della guerra genera gravi tensioni in Russia, la quale nel febbraio del 1917 fu colpita da una nuova sommossa del governo rivoluzionario comunista con a capo Lenin. Rivoluzione d'ottobre costrinse la Russia al ritiro dal conflitto -> armistizio di Brest-Litovsk L'uscita della Russia fu un duro colpo per l'intesa soprattutto per l'esercito italiano, il quale fu sconfitto tra il 23 e il 24 ottobre 1917 dall'esercito austriaco a Caporetto. L'Italia reagì formando un nuovo governo di unità nazionale con a capo Vittorio Emanuele Orlando. Intanto anche gli Stati Uniti erano intervenuti nel conflitto ad aprile. Il presidente americano Wilson indusse il Congresso a dichiarare guerra alla Germania fornendo all'Europa enorme quantità di viveri, mezzi e uomini ( questo provoca un forte indebitamento nei confronti degli Stati Uniti da parte dell'Europa). Nella primavera 1918 Germania e Austria tentarono l'offensiva finale:

  • GERMANIA: attaccarono, fallendo, gli anglo-francesi e subirono una controffensiva alleata sulla Marna;
  • AUSTRIA: Cercare una di attaccare l'esercito italiano sul Piave, senza successo. Pochi giorni dopo fu sfondato il fronte austriaco a Vittorio Veneto questo determinò la ritirata austro-ungarica. Vengono firmati gli armistizi.

TRATTATI DI PACE

18 gennaio 1919 -> conferenza di Parigi

  • viene decisa una nuova sistemazione per l'Europa;
  • Vi parteciparono " i quattro grandi" (Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Italia)
  • portò a 5 trattati (2 sono i più importanti)
  • 1. Trattato di Versailles con la Germania -> La Germania fu costretto a cedere Alsazia e Lorena alla Francia, fu costretta a ridurre l'esercito è costretta a sanzioni economiche
  • 2. Trattato di Saint Germain con l'Austria -> L'Austria fu costretta a cedere all'Italia Trentino, Alto Adige, Istria e l'alto bacino dell'isonzo, gli italiani non ottennero Dalmazia e fiume (che erano previste nel Patto di Londra)

28 aprile 1919 -> Società delle Nazioni

  • organismo internazionale con sede a Ginevra
  • scopo: regolare pacificamente le controversie tra stati- non vi aderirono i vinti della guerra E gli Stati Uniti (che adottarono una politica isolazionista)

RIVOLUZIONE RUSSA

RIVOLUZIONI 1917

La Russia entra nella prima guerra mondiale a fianco dell'Intesa, questo genera un malcontento generale che sfocia in sommosse (rivoluzione di febbraio). Lo zar Nicola II abdica e viene arrestato, questo portò a un nuovo governo. Finisce così il governo Zar. Nel Paese vi erano due poteri:

  • GOVERNO PROVVISORIO: vecchia borghesia
  • SOVIET: operai, soldati e contadini a capo dei Soviet c'era Lenin -> leader dei bolscevichi Dalla rivoluzione di febbraio si passa alla rivoluzione russa proletaria -> volontà di creare una società comunista -> tesi di aprile (controllo sull'agricoltura, non più libero commercio). Intanto il Paese era stanco della guerra ma il governo socialdemocratico decise di proseguire, per questo si tentò anche un colpo di stato. Lenin approfitto della situazione e conquistò il potere -> la notte tra il 24 e il 25 ottobre la guardia rossa occupò il Palazzo d'inverno, inizia la rivoluzione d'ottobre

DALLO STATO SOVIETICO ALL'URSS

La rivoluzione d'ottobre porta a un nuovo governo sovietico basato sui soviet (consiglio di fabbrica/ lavoratori). A capo dello stato vi è Lenin, il quale stipula la pace con Austria e Germania che determina l'uscita della Russia dal primo conflitto mondiale.

GUERRA CIVILE

Nel 1918 scoppia una guerra civile tra:

  • ROSSI: sostenitori del nuovo stato sovietico
  • BIANCHI: fedeli al regime zarista -> appoggiati dal resto dell' Europa che temeva in una possibile rivoluzione comunista Lenin intanto istituisce la Terza internazionale per diffondere su scala mondiale la rivoluzione proletaria. Viene creata la NEP (nuova politica economica) -> riapre gli scambi commerciali, si avvicina alle caratteristiche di un'economia capitalista. 1922 viene creata l' Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) con una costituzione il 31 gennaio 1924.

LA COSTRUZIONE DELLO STATO TOTALITARIO DI STALIN

Nel 1924 muore Lenin, artefice di questa rivoluzione. Nel partito bolscevico si creano due linee opposte:

  • rivoluzione permanente
  • socialismo in un Paese solo: idea portata avanti da Stalin che prevalse e si pone alla guida dello stato Stalin punta sull'industrializzazione
  • collettivizzazione forzata della terra
  • predispone i piani quinquennali -> per incrementare la produzione industriale Stalin trasforma la Russia in uno stato totalitario:
  • controllo della vita da parte del partito comunista
  • propaganda

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