Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Nel cantiere della modernità: storia, memoria, identità. Il Pdf, utile per studenti universitari di Storia, esplora la relazione tra storia, memoria e identità, analizzando la Riforma protestante, la musica di Bach e il ruolo della fede a Praga.
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studocu Nel cantiere della modernità- storia, memoria, identità Scienze della formazione primaria (Università Cattolica del Sacro Cuore) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da michela possi (possimichelapub@gmail.com)I quadri 1 Tra presente e passato: la dinamica della conoscenza storica I metodi e gli oggetti privilegiati per la conoscenza storico cambiano in base al punto di vista dell'osservatore. Esiste però un nucleo essenziale che resiste ai cambiamenti con il quale si può comprendere la realtà dell'oggi sulla base di una conoscenza retrospettiva. Cosa mette in moto il bisogno di custodire una memoria dell'itinerario che ha portato a modellare la fisionomia in cui ci riconosciamo? Il fattore trainante della spinta che porta alla conoscenza storica è l'io che vive nel presente e la sua stessa coscienza. Ciò vale sia per il singolo che per intere comunità sociali. Alla base ci vuole il soggetto umano in sviluppo, che cresce e vuole far luce sulla realtà in cui è innestato che vuole conoscere chi è veramente, da dove viene, di quali significati vuole essere portatore. Come scatta la riflessione della ragione su se stessa, che ci proietta verso la visione del passato che ci portiamo come eredità? La realtà stessa ci interpella, dall'interno dell'esperienza vissuta in prima persona dal soggetto. La realtà reca impressa l'orma del tempo che passa. Ci arrivano echi di un passato, talvolta antichissimo (strutture originarie di una forma religiosa, quadri del diritto, ecc.) e ci parlano di qualcosa a cui siamo agganciati anche e non ne siamo sempre pienamente consapevoli. I 'mattoni' di cui è fatta la realtà del mondo ci sono dati e ce li troviamo davanti in gran parte già forgiati da chi ci ha preceduto. La realtà, quindi, diventa una grande domanda che ci coinvolge e ci ricongiunge con i passi di un tragitto che è stato percorso da tempo. La memoria storica getta un ponte verso il passato da cui abbiamo preso le distanze avanzando nella corsa del tempo. La sensibilità storica nasce e matura geneticamente, come affermazione e continua riconquista di un nesso tra noi e ciò che è stato prima di noi. La storia è innanzitutto genealogia, un'"autobiografia del presente". Insieme alle linee di continuità (col passato), emerge il senso della differenza. Si profila la linea di una evoluzione che ha portato alla trasformazione della realtà (realtà del divenire). Siamo eredi e al contempo agiamo in autonomia dentro una rete di legami tra passato e presente. Il senso maturo della storia è la conoscenza di una continuità di sviluppo che è aperta al mutamento. Tutto ciò che vive nel tempo per sua natura si trasforma, cambia (le città, i rapporti sociali, le regole e le norme, il modo di vestire, il lavoro, le istituzioni politiche ... ). È necessario porre grande attenzione a non trascurare il rapporto con l'alterità, ciò che è diverso. Il mutamento è la parola chiave della storia che proprio dal connubio alterità- continuità, si è imposta come pratica di conoscenza. Al contempo non è tutto soggetto a cambiamento, ci sono grandi eredità, permanenze che restano produttive. This document is available on studocu Scaricato da michela possi (possimichelapub@gmail.com)In storia la scommessa è riuscire a tenere insieme le due dimensioni tra loro intrecciate: continuità e discontinuità. Sono due poli che bisogna tenere insieme poiché vivono in una interdipendenza da cui non si può fuggire. Il passato si distanzia da noi e crea il senso di una prospettiva, in quanto possiamo osservarlo da lontano per soddisfare il nostro desiderio di capire. Johan Huizinga, storico olandese, afferma che: << Alla storia premono il distacco, il contrasto, le prospettive. Nel passato non ricerchiamo soltanto ciò che è affine e corrispondente alle nostre attuali condizioni, ma anche ciò che è opposto, completamente estraneo. La comprensione storica nasce proprio da questo spaziare fra due poli molto distanti.>> La storia è vista da Huizinga come uno 'spaziare' (un moto di oscillazione continuo) tra due estremi che però si rimandano a vicenda. Se viene meno il rispetto per la diversità del passato, tutto tende ad essere riassorbito in un eterno presente. Sul lato opposto, se si dimentica il nesso del passato con l'oggi, sprofondiamo nel pantano del passato slegato dalla nostra esperienza nel tempo presente.
2 I fattori della realtà storica Per poter studiare la storia e i centri attorno ai quali si è organizzata e ha preso forma, è necessario disegnare un'architettura per aprirsi ad una visione comprensiva e sintetica, capace di includere l'intero. Due corollari di riferimento per studiare le strategie di avvicinamento all'evoluzione che ha portato al presente:
La realtà della vicenda umana è l'oggetto tipico dello sguardo storico. È una realtà che tende a darsi un ordine secondo dinamiche concrete, non dall'esito di una sovrastruttura regolativa applicata dall'esterno. La società che si sviluppa nella storia è una struttura vivente, un 'ordinamento' complesso: una costituzione nel senso più largo e generale. Ogni società ha una sua costituzione materiale, che costituisce la sua struttura portante ed è il tessuto connettivo d'insieme. Le linee dell'evoluzione fisiologica dell'uomo dimostrano come ogni società si organizza in un corpo strutturato, si inquadra in istituzioni e apparati, definisce le sue regole e le sue funzioni di autorità che si evolvono, si trasformano, vanno in crisi e sono corrette, cambiando il loro funzionamento. Scaricato da michela possi (possimichelapub@gmail.com)Negli anni centrali del Novecento, questa tradizione storiografica caratterizzata da una grande ambizione di generalità è stata sostituita dalla selezione riduttiva della scuola storica francese, animata dal periodico "Annales" di Bloch e Febvre. Tale approccio fu geniale, stimolante ma anche disorganico in quanto si finiva per concentrarsi su aspetti isolati per il loro rilievo e fascino, esasperandoli per farne il fulcro di un'ottica di lettura parziale e inadeguata. Si preferisce qui sostenere la fecondità della storia detta socio-costituzionale, tipica della matrice tedesca. IL primo esponente fu Otto Brunner, il quale scrisse una raccolta di saggi intitolata 'per una nuova storia costituzionale e sociale'. Il nodo centrale della proposta di Brunner: simbiosi tra società e politica (=tra ricchezza dell'esperienza umana (economia, demografia, cultura, ecc.) e le forze di comando che la sorreggono). Scaturisce un'immagine di società come un corpo vertebrato il cui scheletro tende a dare forma alla molteplicità della vita. In tale ossatura rientrano le leggi, le consuetudini, i patti autodeterminanti, i codici etici, i rapporti sociali, i modelli di identità personale ... Così, il concetto di costituzione non si riduce unicamente alla sfera giuridica. Il discorso sulla 'costituzione' non si limita unicamente all'approccio politico o istituzionale, rimanda alle radici del fenomeno sociale come tale. Per questo è utile contaminare il concetto brunneriano di costituzione con quello più antropologico di 'civiltà'. La storia è il cammino con cui l'uomo tende a fare del suo contesto di vita una civiltà> gli attori umani interagiscono con i dati della loro esistenza creando un ordine, tensioni, problemi aperti, ecc. Per Bloch, civiltà è "questo complesso nel cui seno si riuniscono tutti gli elementi della vita di un popolo, tutte le forze della sua esistenza". Torna in primo piano la visione organica, l'idea guida della società come architettura vivente, come cantiere fondato sulla interdipendenza dei fattori e sottoposto a continua revisione. Le costituzioni sociali sono un ordine vivente, per questo sono architetture mobili. Possono deperire, andare in crisi, contaminarsi, generare influenze e discendenze, intrecciarsi tra loro. Non c'è una necessità e linearità unidirezionale, né tanto meno un progresso a tappe. Lo sviluppo non è a senso unico. Hanno di regola un andamento sinuoso con ritmi e cicli mutevoli e diversificati dai singoli aspetti che le compongono. Tale plasticità è l'impianto del divenire, che è il cardine della storia che si svolge nel tempo. In sintesi:
La forza creativa dei soggetti umani in azione, se si creano complessi fattori favorevoli, può anche confluire negli avvenimenti intesi come pienamente storici, capaci di lasciare una traccia durevole nella realtà collettiva. Sono fatti che alterano la continuità, aprendo spazi inediti nel flusso del divenire storico, anche tramite scarti e fratture. Gli avvenimenti però, non sono gli unici fattori generatori da tenere in conto per capire il dinamismo globale della storia e della società. Sono snodi, punti di svolta ma non senza radici con il contesto che li ha visti fiorire. Gli avvenimenti sono quindi:
Nessuna società può vivere senza continuità di riferimenti e senza schemi consolidati. Per esemplificare la dinamica dell'avvenimento storico: storia religiosa della cristianità. Il cristianesimo nasce da un esiguo numero di uomini che diffondono un nuovo fatto religioso comunitario che ha grande attrattiva, all'interno dell'ordine romano del mondo antico (numerosi scontri, anche violenti). La fisionomia del culto cerimoniale cristiano nasce da alcuni avvenimenti specifici: l'ultima cena, il sacrificio stesso sulla croce> sono elementi di straordinarietà nel flusso della storia della Palestina, ma allo stesso tempo è nella realtà concreta di quei luoghi (Galilea, Gerusalemme, Giudea) che sono stati modellati. Ad oggi quegli avvenimenti sono diventati parte dell'ordine strutturato del rito liturgico, hanno avuto una riattualizzazione comunitaria e si sono stabilizzati in formule, gesti, codici, ecc. Solo attraverso questi passaggi i fedeli hanno trovato lo strumento oggettivo per prolungare nella storia il sacrificio di Cristo. Tutta la storia della liturgia cristiana è stata percorsa da nuove prese di coscienza, da riscoperte, perdite, abusi, ondate di rinnovamento. Gli avvenimenti generano e fecondano la vita delle istituzioni. È un rapporto inscindibile quello che esiste tra strutture, continuità, tradizione e avvenimento, essenziale per approdare ad una comprensione adeguata del panorama storico. La totalità della storia è un insieme organico complesso di continuità, sistemi, strutture e processi di sviluppo, istante di mutamento e salti di rottura. Sarebbe sbagliato fissarsi solo sulla stabilità dei grandi sistemi immaginati come corpi statici, o capovolgere l'errore concentrandosi totalmente sui processi di cambiamento che aprono al nuovo. Scaricato da michela possi (possimichelapub@gmail.com)