Documento del Prof. Ludovico Abenavoli su Gastroenterologia. Il Pdf analizza l'apparato digerente, descrivendone anatomia, funzioni e organi principali, con un focus sui processi di digestione e assorbimento. Il materiale, utile per lo studio universitario di Biologia, illustra i segni e sintomi comuni in gastroenterologia.
Mostra di più15 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Prof. Ludovico Abenavoli Lezione 1 - 05/11/2021 Argomenti: Apparato digerente: segni e sintomi
L'apparato digerente è quel tubo digestivo che parte dalla bocca e termina, dopo un lungo e tortuoso tragitto, nell'ano e, contestualmente al suo sviluppo, si connettono una serie di ghiandole che sono rappresentate in particolar modo dal fegato, dal pancreas e dalle ghiandole salivari. L'apparato digerente serve a digerire i nutrienti che poi verranno assorbiti, e per eliminare le scorie di questo processo (rappresentato dalla digestione prima e dall'assorbimento poi). Quindi l'apparato digerente è un tubo attraverso cui vengono introdotti gli alimenti che aiutano il nostro organismo a produrre energia. La digestione avviene principalmente a livello dello stomaco, ma non solo: è un processo dinamico che inizia a livello della bocca grazie alle ghiandole salivari e poi, grazie all'immissione nel tubo digerente dei secreti di altre due ghiandole, ovvero del fegato e del pancreas, vengono digeriti i nutrienti per poi essere assorbiti. I prodotti di scarto poi vanno a costituire le feci che vengono eliminate attraverso l'ultima parte dell'apparato digerente.
Da un punto di vista anatomico si può osservare lo sviluppo dell'apparato digerente. La prima parte è rappresentata dalla bocca, la quale si connette posteriormente attraverso la laringofaringe con l'esofago. L'esofago si sviluppa nel torace, attraverso il cardias si connette con lo stomaco. Quest'ultimo a sua volta si connette attraverso il piloro con il piccolo intestino. Il piccolo intestino è separato dal grande intestino dalla valvola ileo-ciecale. L'ano, che è l'ultimo sfintere, separa il tubo digerente con l'esterno.
In questo sviluppo vi sono numerose e importanti ghiandole:
Il sistema digerente comprende il tratto digerente (tratto gastrointestinale) e le ghiandole accessorie. Gli organi del tratto gastrointestinale sono: bocca, esofago (che porta il cibo verso lo stomaco), stomaco (che trattiene il cibo e lo mischia con le secrezioni per formare il chimo), intestino tenue (il luogo primario della digestione e dell'assorbimento) il colon (che assorbe acqua ed elettroliti e immagazzina le feci), retto e ano (un passaggio che porta verso l'esterno). Gli sfinteri regolano invece il flusso di materiale tra gli organi. Le ghiandole accessorie sono: le ghiandole salivari (che secernono saliva), il pancreas (che secerne succo pancreatico contenente enzimie bicarbonato) e il fegato (che secerne bile e metabolizza i nutrienti assorbiti).
Lo stomaco ha la forma di un sacco allungato ed è l'organo più ampio dell'apparato digerente. Grazie alla muscolatura localizzata dalle pareti, lo stomaco rimescola ed impasta il cibo con gli acidi e gli enzimi che produce, fino a formare il chimo, un liquido cremoso che, attraverso una valvola, il piloro, raggiunge la prima parte dell'intestino tenue, il duodeno. Da un punto di vista anatomico la forma dello stomaco varia in base al soggetto: i soggetti più alti tendono ad avere una forma più allungata e più stretta rispetto ai soggetti bassi, che invece presentano uno stomaco più slargato. Importante è anche il tipo di alimentazione, la quale incide sull'elasticità delle pareti dello stomaco: chi mangia più frutta e verdura avrà delle pareti più elastiche rispetto a chi ingerisce più grassi e proteine, i quali tenderanno ad avere invece delle pareti più rigide. Quando si esegue infatti l'esofago-gastro-duodenoscopia (inserimento di un tubo dalla bocca, che passa poi attraverso l'esofago fino allo stomaco) quello che si vede non è uguale per tutti: la forma dello stomaco sarà diversa perché è diversa la forma del soggetto. Ad esempio nei soggetti che soffrono di anoressia, dovuta ad aspetti psicologici oppure patologici (come chi non può alimentarsi a causa di tumori, neoplasie o malattie neurologiche), le pareti dello stomaco si irrigidiscono, quindi non sono più elastiche e il cibo non può piùessere spinto in maniera autonoma in avanti ma tende a rimanere nello stomaco, o ancora il bolo alimentare può tornare in esofago determinando rischio di soffocamento.
Lo stomaco produce il succo gastrico, una secrezione prodotta dalla mucosa interna dello stomaco. Contiene muco, enzimi digestivi e acido cloridrico. Contiene anche il cosiddetto fattore intrinseco, che favorisce l'assorbimento della vitamina B12. La produzione di succo gastrico (in media 1,5 litri al giorno) aumenta alla vista del cibo e all'ingresso di questo nello stomaco. Ha un'acidità notevole (pH da 1a 1,5) in quanto contiene dall'1 al 3 per mille di acido cloridrico libero. Altre sostanze presenti sono l'enzima pepsina (che scinde i protidi) e il muco che protegge le pareti dello stomaco dall'acido cloridrico.
Lo stomaco è l'organo principale per quanto riguarda la digestione, all'interno di esso infatti i cibi vengono quasi totalmente digeriti grazie alla produzione dell'acido cloridrico. A livello dello stomaco si raggiunge in piena fase digestiva un pH di 2, ovvero il pH più acido che possa essere prodotto dal corpo umano (pH pari a 2 nello stomaco, l'urina ha un pH di 4,4 , il sangue invece ha pH di 7,42). Le principali azioni di un pH così acido sono rappresentate dall'idrolisi che bisogna apportare ai legami molecolari, ma anche quella di igienizzare il contenuto degli alimenti, cioè uccide quasi tutti i microrganismi che vengono ingeriti nel momento in cui si mangia (a causa ad esempio di mani sporche, cibo contaminato, acqua non pulita). L'acido cloridrico non buca lo stomaco e non fa venire l'ulcera perché la mucosa dell'organo è ricoperta da un film di bicarbonati (basici) che protegge dalla sua azione corrosiva. Quando questa produzione di bicarbonati cessa, si riduce oppure sialtera, allora vi sarà un danno perpetrato a livello della mucosa gastrica, con conseguente gastrite acuta o cronica, ulcera o addirittura un tumore. Esistono diverse cause dell'alterazione della produzione di bicarbonati: ingestione di farmaci (cortisone), ingestione protratta di determinati alimenti (spezie, alcolici, caffè), uno stato psicofisico caratterizzato dalla presenza di eventi o situazioni di stress per cui si tende a produrre più acido cloridrico. Esiste un'asse che si chiama intestino- cervello o apparato digerente-cervello che sono in netta connessione, per cui se si vive uno stato particolarmente ansioso o si ha un calo del tono dell'umore, si avranno delle alterazioni con somatizzazione a livello dell'apparato digerente, quindi dell'intestino. L'apparato digerente, soprattutto il tubo dige rente, è, dopo il cervello, la parte dell'organismo umano in cui sono più presentifibre e connessioni nervose e in cui sono maggiormente prodotti i neurotrasmettitori. Quindi la somatizzazione, cioè l'ansia o la depressione che si manifestano con disturbi cosiddetti funzionali, nascono laddove non c'è una reale patologia di base ma che sono correlati allo stato psicofisico (gastrite, diarrea, stipsi, meteorismo).
L'intestino è l'ultima porzione dell'apparato digerente. Si presenta come un tubo a calibro variabile e dalle pareti flessibili. È distinto in due parti: intestino tenue e intestino crasso. La differenziazione è dovuta, oltre che per la forma e la lunghezza, alle diverse funzioni che queste svolgono. L'intestino tenue è più piccolo di calibro e forma su sé stesso una sorta di gomitolo, che è funzionale in quanto aiuta ed incrementa la superficie di assorbimento del tubo digerente. Una volta assorbiti tutti i micro ed i macro nutrienti, ciò che resta del bolo iniziale alimentare, viene avviato nell' intestino crasso, più grande di calibro che forma una specie di cornice, in cui invece si realizza l'assorbimento dell'acqua, quindi le feci passano da uno stato liquido/semiliquido ad uno stato solido. Nel caso di una patologia dell'intestino tenue è più probabile che sia causata da un malassorbimento, quindi una malnutrizione per mancato assorbimento dei nutrienti, nel caso invece di una patologia a carico dell'intestino crasso si avrà diarrea di tipo liquido perché vi sarà maggior presenza di acqua per mancato assorbimento a livello di questo tratto.