Mindful Eating nella pratica clinica, Università San Raffaele Roma

Slide dall'Università San Raffaele Roma su Mindful Eating nella pratica clinica. Il Pdf esplora il concetto di Mindful Eating e la sua applicazione clinica, con focus sul diabete mellito di tipo 1 e 2, per studenti universitari di Psicologia.

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21 pagine

Professore
Giulia Fiorentini
Argomento
Mindful Eating nella pratica clinica
Giulia Fiorentini
Mindful Eating nella pratica clinica
2
di 21
Mindful Eating
“Il mindful eating è un’esperienza che coinvolge
completamente il nostro corpo, il nostro cuore e la nostra
mente nella scelta, nella preparazione e nella
consumazione del cibo quotidiano. Attraverso il mindful
eating utilizziamo i nostri sensi immergendoci nei colori,
nella consistenza, nei profumi, nei sapori e anche nei suoni
di ciò che beviamo e mangiamo. In questo modo
esploriamo con curiosità le nostre reazioni al cibo e i nostri
segnali interni di fame e di sazietà”.
J. Chozen Bays, 2009

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Anteprima

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Introduzione al Mindful Eating

Università San Raffaele Roma Professore Giulia Fiorentini Argomento Mindful Eating nella pratica clinicaT Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Mindful Eating "Il mindful eating è un'esperienza che coinvolge completamente il nostro corpo, il nostro cuore e la nostra mente nella scelta, nella preparazione e nella consumazione del cibo quotidiano. Attraverso il mindful eating utilizziamo i nostri sensi immergendoci nei colori, nella consistenza, nei profumi, nei sapori e anche nei suoni di ciò che beviamo e mangiamo. In questo modo esploriamo con curiosità le nostre reazioni al cibo e i nostri segnali interni di fame e di sazietà". J. Chozen Bays, 2009

Protocollo MB-EAT

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Il protocollo MB-EAT

  • MB-EAT: Mindfulness Based- Eating Awareness Training (Training per lo Sviluppo della Consapevolezza Alimentare Basato sulla Mindfulness).
  • Un protocollo standardizzato e validato scientificamente di 9 incontri di gruppo a cadenza settimanale, della durata di 2 ore ciascuno.
  • All'interno di ogni incontro vengono insegnate pratiche di consapevolezza, focus tematici specifici per ogni incontro e degli esercizi da svolgere a casa ogni settimana.

Destinatari del protocollo MB-EAT

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini A chi si rivolge I'MB-EAT Il protocollo MB-EAT è stato oggetto d numerose ricerche scientifiche e si è dimostrato particolarmente indicato per persone che soffrono di:

  • Gastrite
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Diabete
  • Colite
  • Per chi si è sottoposto o dovrà sottoporsi ad un intervento di chirurgia dell'obesità
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Obesità
  • In chi ha difficoltà a perdere peso e/o nel mantenimento del peso dopo una dieta
  • Per tutti coloro che vogliono sviluppare una consapevolezza più profonda sul proprio rapporto con il cibo

Elementi chiave del mindful eating

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Cosa ci insegna il mindful eating Occhi Rallentare Cuore Tatto La gentilezza e il critico interiore La giusta quantità Orecchie Mente Fame Cellulare Naso Stomaco Bocca Lontano dagli occhi, lontano dal cuore L'equazione dell'energia Sostituzioni consapevoli

Abitudini e schemi alimentari

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Abitudini e schemi intorno al cibo

  • Diventare consapevoli delle abitudini e degli schemi alimentari che abbiamo sviluppato nel corso della nostra vita, ciò che chiamiamo il condizionamento.
  • Quando da bambini otteniamo una ricompensa per un certo comportamento, elogi, sorrisi, sensazioni piacevoli mentre mangiamo qualcosa, siamo molto più propensi a mangiarlo. Se invece riceviamo un feedback negativo, veniamo sgridati, guardati con disappunto, siamo più propensi a non ripetere più quell'esperienza. Il condizionamento positivo crea desiderio, quello negativo crea avversione.
  • Il condizionamento sul cibo è un fenomeno normale e inevitabile, capita a tutti e comincia appena nasciamo.

Influenze e condizionamenti alimentari

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Abitudini e schemi intorno al cibo (2)

  • La nostra relazione con il cibo è condizionata da migliaia d'influenze, non solo durante l'infanzia: la famiglia d'origine, la pubblicità, la televisione, le riviste, i coetanei, i costumi locali ..
  • Se siamo cresciuti in una famiglia difficile, può essere che i pasti fossero momenti spiacevoli, di poca armonia o di tensione. Se la tavola è stato un luogo infelice, potremmo provare ansia quando ci sediamo a mangiare e il cibo viene abbinato a vergogna, stress o pericolo. Dall'associazione cibo + stress possono risultare diversi comportamenti.
  • Il meccanismo attraverso cui utilizziamo il cibo per celare o allontanare emozioni negative o voci interiori è noto con il termine inglese self- soothing, ovvero auto rassicurazione.

Comportamenti condizionati da schemi alimentari

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Identificare i comportamenti dovuti da condizionamento Come possiamo capire che si è attivato un vecchio schema di comportamento?

  • Idiosincrasie alimentari: scegliere l'ordine con cui mangiamo i diversi cibi, non volere che i cibi si mischino ..
  • Rabbia: alcune persone riportano di provare rabbia mentre mangiano e, ad esempio, sentono la necessità di controllare quanto cibo stiano prendendo gli altri commensali ..
  • Desiderio irresistibile: avere un tipo di cibo in particolare, che quando siamo stanchi, a disagio o stressati cerchiamo compulsivamente, ne mangiamo più del dovuto e più velocemente.
  • Mangiare fino ad anestetizzarsi: lo scopo è mangiare così tanto da non sentire più le emozioni negative, il dolore, la solitudine .. È uno schema spesso presente da persone affette da Binge-Eating Disorder.

Consapevolezza e potere della scelta

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Il potere della consapevolezza

  • Quando fermiamo un comportamento automatico, quando lasciamo uno spazio tra il pensiero e l'azione che generalmente ne segue, stiamo aprendo uno spiraglio nella porta della prigione costituita da migliaia di condizionamenti.

"Tra lo stimolo e la risposta c'è uno spazio. In quello spazio risiede il potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta c'è la nostra crescita e libertà." (Viktor Frankl)

Ruolo di zucchero, sale e grasso nelle scelte alimentari

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Zucchero, sale, grasso: un trio diabolico o benedetto?

Sebbene le nostre scelte alimentari siano influenzate dai condizionamenti, lo zucchero, il grasso e il sale forniscono di per sé un rinforzo positivo. Lo sanno bene i fast food, questo trio è infatti molto redditizio e se mangiati in eccesso sono concausa di molte malattie, fra cui diabete, ipertensione, obesità, malattie del fegato .. È altrettanto vero, però, che sono tre nutrienti essenziali per la sopravvivenza e il corpo li riconosce come preziosi.

  • Zucchero: da "oro bianco" solo fino a 250 anni fa, a consumo medio in Italia di 27 kg a persona (70 kg in USA).
  • Grasso: il nostro istinto primordiale a immagazzinare carburante ci fa amare il grasso, ma è davvero ancora necessario fare scorta in vista dell'inverno?
  • Sale: essenziale nutrimento per le nostre cellule, dobbiamo assumerlo regolarmente dall'esterno con la nostra dieta.

Cerchiamo questo trio non solo perché è essenziale, ma perché ha il potere di cambiare i nostri stati mentali e il nostro umore (self-soothing).

Proposte di esercizi pratici

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Esercizi

Esercizio per diventare consapevoli degli schemi reattivi sul cibo

Con un compagno/a o in gruppo (o se siete soli, potete scrivere in un dia- rio), condividete le vostre storie riguardo a episodi di:

  • cibo utilizzato come ricompensa
  • cibo utilizzato come punizione
  • accumulo compulsivo di scorte alimentari
  • privazioni o malnutrizione

Riuscite a scorgere qualche comportamento reattivo che può essere scatu- rito da queste particolari esperienze?

Consapevolezza dei condizionamenti legati al mangiare

È utile cominciare a ricordare come si svolgevano i pasti durante la vostra infanzia. Trovate un compagno o una compagna con cui fare questo esercizio e descrivete come si svolgevano i pasti in casa vostra quando avevate tra i 5 e i 10 anni. Cominciate dalla colazione e poi proseguite con il pranzo e la cena. Il vostro compagno può farvi delle domande se è necessario: Dove mangiavate? Chi era presente? Qual era il livello di rumore e attività? Chi cucinava? Ti piaceva il cibo? Chi lo serviva e come? Qual era l'atmosfe- ra generale mentre si mangiava? Di cosa si parlava? Chi parlava di più? Quanto durava un pasto? Come ci si congedava da tavola? A quell'età avevi dei compiti da svolgere che riguardavano cucinare, servire o sparec- chiare? Alla fine scambiatevi i ruoli cosicché il vostro compagno/a possa fare l'esercizio mentre voi fate le domande. Lavorando in coppia, raccontate al vostro compagno/a tutte le regole che ricordate riguardo al cibo, al mangiare, a come si doveva stare a tavola. Per esempio: "Finisci tutto altrimenti ?", "Niente dolce se non , "Non masticare con la bocca aperta". "I bambini devono essere visti ma non sentiti". Dite al vostro compagno/a come reagite a queste regole. Le seguite anco- ra, le avete modificate o vi siete ribellati? Cosa succedeva se infrangevate le regole e vi rifiutavate di mangiare un determinato cibo? . .

Coltivare la gratitudine

Università San Raffaele Roma Giulia Fiorentini Coltivare la gratitudine

  • Quando abbiamo "troppo", quando abbiamo cibo e bevande in abbondanza, li diamo per scontati e accade qualcosa al nostro senso di gratitudine. Quando perdiamo il contatto con la gratitudine, diventiamo progressivamente insoddisfatti della nostra vita e, in questo caso, del nostro rapporto con il cibo.
  • Quando perdiamo la gratitudine, come possiamo recuperarla? Esistono diverse pratiche che ci aiutano a ricontattare il senso di gratitudine semplice e naturale che esiste dentro ciascuno di noi nei confronti del corpo e del cibo.

Gratitudine per il corpo e il cibo

  • Gratitudine per il corpo: diamo per scontato il corpo e la salute e ci aspettiamo che il corpo faccia ciò che è tenuto a fare, in modo efficiente e senza problemi. Quando il corpo non funziona secondo le nostre aspettative (dolore, influenza, allergie, diabete, pressione alta ... ) è facile cadere nella critica, nell'irritazione, in un atteggiamento ansioso sullo stato del corpo o di parte di esso. Esercizio: Bodyscan (consapevolezza del corpo) con gratitudine.
  • Gratitudine per il cibo: quando smettiamo di dare attenzione al cibo, smettiamo di sentire i profumi e i sapori. Questo ci fa sentire insoddisfatti e tendiamo così a mangiare di più o ad aumentare l'intensità dei gusti. Tutti noi abbiamo conosciuto però la semplice felicità e gratitudine che deriva dal bere un bicchiere d'acqua quando abbiamo veramente sete. Esercizio: Gentilezza amorevole verso chi ci prepara il cibo.
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