Slide dal Dipartimento di Scienze della Formazione-Università degli Studi di Catania su Storia Medievale. Il Pdf esplora le caratteristiche dei popoli germanici e le loro interazioni con l'Impero Romano, analizzando concetti come il 'comitatus' e l'etnogenesi, utile per studenti universitari di Storia.
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PROF. EMANUELE PIAZZA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE CURRICULUM EDUCATORE SOCIALE DI COMUNITA DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE-UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA
PROF. EMANUELE PIAZZA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DEL TURISMO DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE-UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA
I secolo d.C. : dall'anno 1 al 100 II sec. d.C. : dal 101 al 200 III sec. d.C. dal 201 al 300 IV sec. d.C. dal 301 al 400 V sec. d.C dal 401 al 500 VI sec. d.C. dal 501 al 600 VII sec. d.C dal 601 al 700 VIII sec. d.C dal 701 all'800 IX sec. d.C dal 801 al 900 X sec.d.C. dal 901 al 1000 XI sec. d.C dal 1001 al 1100 XII sec. d.C dal 1101 al 1200 XIII sec. d.C dal 1201 al 1300 XIV sec. d.C dal 1301 al 1400 XV sec. d.C. dal 1401 al 1500
Medioevo: un'età di mezzo, il cui "inventore" viene individuato in Cristoforo Keller, professore di storia all'Università di Halle, autore, nel 1688, del libro: Historia medii aevi a temporibus Constantini Magni ad Constantinopolim a Turcis captam. Data classica per indicare l'inizio del Medioevo: 476; altre proposte: 313 (Costantino); 410 (Roma); 622 (egira). Periodizzare: individuare nel corso del tempo fasi omogenee intervallate da momenti di frattura (determinate da una crisi, scelta).
La Chiesa si organizza secondo una struttura gerarchica stabile, e per questo maggiormente integrata con la società romana: presbiteri (anziani) e vescovi (sorveglianti), accanto ai quali troviamo i diaconi (assistenti). La figura del vescovo diviene ben presto centrale nelle comunità cristiane, in ragione della sua appartenenza alle classi economicamente e culturalmente più elevate; si crea un forte connubio tra autorità religiosa e autorità politica (viene smarrito il senso morale e religioso della Chiesa primitiva [Ecclesia primitivae forma]). Il caso di Ambrogio di Milano (374): da funzionario imperiale a vescovo (senza neppure essere un presbitero). Testimonianze di Salviano di Marsiglia e Sidonio Apollinare (seu patriam dimittere seu capillos). Trasformazioni.
Diffusione del cristianesimo: Pietro e Paolo di Tarso, apostolo delle genti. Il cristianesimo si radica innanzitutto nelle città, specialmente quelle portuali (nei pagi, cioè i territori rurali, abitano coloro che rifiutano la parola del Vangelo, ossia i pagani). Diffusione lungo le rotte navali. Cristianesimo assimilato inizialmente ad una setta ebraica; prime insofferenze (Claudio e Nerone). Rifiuto cristiano di partecipare ai culti legati alla figura dell'imperator romano.
- 303: persecuzioni sotto Diocleziano contro i cristiani, colpiti per la loro intransigenza e per la loro chiusura nei riguardi degli altri culti diffusi sul territorio imperiale. Visione di Costantino: [ ... ] quando il sole cominciava a declinare, egli vide con i propri occhi in cielo, più in alto del sole, il trofeo di una croce di luce sulla quale erano tracciate le parole IN HOC SIGNO VINCES (Eusebio di Cesarea, Vita Costantini). Costantino aveva avuto una visione in sogno, la notte prima della battaglia di Ponte Milvio (28 ottobre 312) contro Massenzio, [ ... ] esortando Costantino ad apporre quel simbolo sugli scudi dei soldati con quei segni celesti di Dio e ad iniziare quindi la battaglia (Lattanzio, De mortibus persecutorum). Editto di Serdica (311) ed Editto di Milano (313): il cristianesimo è riconosciuto come religio licita; si restituiscono i beni alla Chiesa (che inizia a costituire il proprio patrimonio). Il cristianesimo risponde a nuove esigenze sociali (crsicta individuale rispetto a valori civici e comuni oramai in declino; si pensi, ad esempio, alla differenza tra evergetismo e carità). Editto di Tessalonica (380): il cristianesimo diviene religione ufficiale dell'impero; si avvia una trasformazione decisiva, si proibiscono i culti pagani e gli eretici vengono considerati nemici dello Stato.
Ordinamento ecclesiastico che ricalca quello imperiale. Le principali sedi vescovili (patriarcati) sono: Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme. Il vescovo di Roma (indicato poi come papa, padre, a partire dal V secolo; soglio da solium, seggio, trono) si erge al di sopra degli altri patriarchi (aveva assunto il titolo di pontefice, deposto da Graziano nel 376): - Roma era il luogo del martirio degli Apostoli Pietro e Paolo (Principi degli Apostoli), ed è inoltre capitale dell'impero; - il vescovo di Roma è il successore di Pietro. Quando la capitale imperiale si sposta a Costantinopoli le gerarchie ecclesiastiche d'Oriente ritengono la supremazia del papa puramente onoraria. Cattolicesimo. Con Leone I Magno (440-461) si afferma il primato papale, riconosciuto anche dall'imperatore Valentiniano III, mentre con Gelasio I (492-496) la Chiesa si oppone all'intromissione degli imperatori nelle questioni religiose (il cosiddetto "cesaropapismo"; necessaria sottomissione, come cristiano, del sovrano temporale al papa).
Concilio di Nicea del 325: riunito da Costantino ("vescovo degli esterni"), deliberò la condanna dell'Arianesimo (eresia secondo la quale solo il Padre può considerarsi veramente Dio, non generato ed eterno, mentre il Figlio, creato dal nulla, un tempo non esisteva, ed è a lui subordinato), che ha una valenza religiosa e politica, poiché l'imperatore vuole salvaguardare la pace e l'ordine nei suoi territori, in particolare in Asia Minore. Anche se l'Arianesimo fu condannato continuò ad essere predicato da molti missionari orientali. Prime fasi dell'evangelizzazione dei Goti intorno alla metà del IV secolo, ad opera del missionario Ulfila, che tradusse gran parte della Bibbia in gotico (inventò per l'appunto l'alfabeto gotico). Filostorgio asserisce che Ulfila aveva omesso di tradurre i Libri dei Re per non fomentare lo spirito guerriero dei barbari.
- III secolo: in Egitto nasce il monachesimo cristiano, che inizialmente coinvolge le classi inferiori; - monaci ("monos", solo), anacoreti ("anachorein", ritirarsi), eremiti ("eremos", solitario, deserto); - Sant'Antonio abate, monaco egiziano (356); Martino di Tours, monaco e vescovo gallico (397). Dopo la pace costantiniana i cristiani erano chiamati ad impegnarsi in un'intensa attività missionaria, molti invece iniziano a ritirarsi dalle comunità religiose per vivere isolati, in luoghi desertici, per riaffermare la seprazione tra il mondo terreno e il regno di Dio e aspirare ai più alti valori spirituali. Forme estreme di isolamento, ad esempio gli stiliti, alle quali si contrappone il cenobitismo: eremiti che vivevano in comunità. Il monaco egiziano Pacomio promuove la nascita di monasteri (fondò la prima abbazia intorno al 320), in cui gli eccessi dei primi monaci vengono temperati e regolati.
- Basilio di Cesarea promuove la fondazione di monasteri ai quali invia le sue Regole; - in Occidente le classi aristocratiche abbracciano le forme comunitarie del cenobitismo; - Gerolamo: reca testimonianza della sua esperienza eremitica in Siria tra le nobildonne di Roma, che praticavano la vita ascetica all'interno delle loro case; - Cassiodoro: dopo essere stato collaboratore di Teodorico, si ritira nel monastero di Vivarium, dove si pratica lo studio più che di penitenza e ascesi; - Benedetto da Norcia, fondatore del monastero di Montecassino; Regola (circa 540): preghiera, lavoro e studio.
La Germania di Tacito: il mito della razza pura. Non è mai esistita però una comunità germanica originaria. Ethos guerriero; popoli in costante migrazione (agricoltura seminomade); culto degli elementi naturali. Primi contatti tra Romani e barbari: i Cimbri e i Teutoni vengono sconfitti in Spagna, in Gallia e in Italia dal generale Mario (II sec. a.C.). Momento decisivo fu poi la conquista della Gallia da parte di Caio Giulio Cesare (I sec. a.C.).
Caratteristiche principali dei popoli germanici: - popolo in armi, guidati da duces; dediti alla caccia, praticavano forme elementari di agricoltura - il potere magico-sacrale dei capi militari li distingueva in quanto nobili (adalingi) e si rafforzava in occasione delle guerre, quando riunivano attorno a sé un gruppo di guerrieri (comitatus) - il comitatus, originariamente, si scioglieva in tempo di pace, ma col passare del tempo divenne una struttura sociale più stabile; si creano così le élites dei guerrieri, riunite attorno ad un capo - i tratti originari di ogni popolo barbarico veniva tramandato da un'élite (Traditionskerne, nucleo di tradizione); non vi era dunque un'unità etnicamente definita, ma un insieme di tribù e famiglie che condividevano valori originari. Etnogenesi: i popoli non sono entità naturali ma il prodotto di lunghi processi di "acculturazione", ossia di assimilazione, elaborazione e riadattamento di valori culturali provenienti dal contatto con altri popoli.
I contatti lungo il confine (limes) con il mondo romano resero col tempo i barbari avvezzi a recepire le prime forme delle strutture militari dell'impero. All'inizio del III secolo d.C. la presenza di ufficiali e soldati barbari all'interno dell'esercito romano diviene sempre più significativa: Franchi, Alamanni e Burgundi sono alleati dell'Impero, che sfrutta i barbari per proteggere i suoi territori dagli assalti di altre popolazioni (barbariche) nemiche. Silvano: un generale dell'impero, di origine franca, usurpatore in Gallia nel 355, che ben testimonia l'inserimento degli ufficiali barbari nelle alte gerarchie dell'esercito romano.
I barbari sono una componente significativa della società tardo-imperiale; osmosi lungo il limes tra barbari e romani. Hospitalitas: sistema di insediamento attuato dalle prime popolazioni germaniche che prevedeva la cessione da parte dei latifondisti romani di parte dei loro terreni (nella misura di uno o due terzi); foederati: stanziati nelle terre dell'impero, con l'obbligo di prestare servizio militare e di sottostare alle leggi romane. I barbari sfondano le fortificazioni poste lungo il Reno nel 406 e invadono la Gallia e la Spagna. Il generale Stilicone, sostenitore di una politica conciliante verso i Visigoti cade in disgrazia perché malvisto dal partito anti-barbarico (giustiziato 408).