Documento di Università su Storia della Moda. Il Pdf esplora l'evoluzione della moda attraverso diversi periodi storici, dalla Rivoluzione Francese agli anni '90, analizzando stili e movimenti che l'hanno plasmata.
Mostra di più22 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Svoltasi il 4 luglio 1789, si ispira ai principi di "libertà, uguaglianza e fratellanza", impone per l'uomo l'abito disadorno e vieta alla donna per qualche tempo l'uso del corsetto, della sottana a mongolfiera, di cipria e tacchi alti. L'abbigliamento per uniformare acquista una funzione politica esplicita e trasmette principi e valori ideologici. Coccarde e berretti, divennero emblemi patriottici codificati per legge. Franc e redingote hanno toni scuri e tessuti sobri. Si accompagnano a calzoni lunghi aderenti, infilati negli stivali, camicie bianche con collo fermato da larghe cravatte, annodate come sciarpe a fasciare il mento. Chi continuava ad utilizzare vesti in seta era messo all'indice e considerato nemico della Rivoluzione. Il popolo dei "sanculotti" indossa la "Carmagnola" una casacca informe in tessuto grezzo, lunga al ginocchio, su pantaloni larghi e lunghi, con patta orizzontale e 3 bottoni. Completano l'insieme rivoluzionario: camicia bianca, gilet a righe e fazzoletto annodato al collo, su capigliatura alla "Titus"o alla "victime". La donna elegante, abolita camicia e sottana, si veste con una tunica aderente all'antica, allacciata sotto al seno, appena velato, che lascia nude le braccia e si apre dal ginocchio in giù. Durante il periodo del terrore le "merveilleuses" si coprono soltanto di veli trasparenti anche in inverno, causando innumerevoli malattie da raffreddamento. Sotto la tunica indossano una maglia da corpo in seta color carne.
Les incroyables, sfoggiano accessori stravaganti ed eccessivi.
Con i suoi richiami alla purezza delle linee classiche, si affermò in tutta Europa come una condotta di vita, che prese ufficialmente avvio il giorno dell'incoronazione di Napoleone. Il vestito femminile esprime semplicità: è un lungo camice, con un accenno di strascico. Ha una generosa scollatura e brevi maniche a palloncino, che mettono in risalto un candido decolté. La linea è morbida e verticale, definita da un taglio sotto al seno ricalcando l'immagine delle antiche vestali greche. Mussoline e veli sono cosi leggeri da lasciar trasparire le sembianze umane. Per conferire consistenza, nell'abito di corte, si usa il raso color avorio, con bordure ricamate sul fondo. Palmette, foglie d' acanto, cordoncino e mazzolino di fiori sono i motivi ricorrenti. Sopra l'abito s'indossa una veste-mantello aperta sul davanti. L'insieme è completato da guanti lunghi e aderenti e preziosi scialli rettangolari in lana e disegni cachemere. Ispirate alla moda greco-romana anche le acconciature raccolte. L'uomo adotta il modello di abbigliamento inglese. Indossa il frac e code lunghe in panno o in velluto scuri, con ampi risvolti e calzoni stretti e fascianti, inseriti negli stivali, oppure che arrivano sotto al ginocchio, evidenziando le calze bianche. Il gilet sottostante è scollato, per lasciare posto ad una cravatta avvolta a doppio giro con un nodo vistoso che lambisce il mento. Come soprabito si usa la redingotte. Una canna da passeggio e un cilindro nero sono gli accessori più comuni. L'imperatore fece apporre le proprie iniziali in sfarzosi ricami in oro ed era solito indossare una cravatta in dentelle, che impose come complemento dell'abito di corte per i grandi dignitari.
L' abbigliamento maschile subisce una svolta epocale, si orienta verso sistemi di sobrietà e praticità propri del modello di eleganza inglese, proposto da Lord Brummel. Gli uomini borghesi scelsero abiti civili semplici e di buon taglio, in panno in lana dai colori più smorti: verde oliva, petrolio, marrone, grigio, blu e nero. Rimane in vigore il frac dalle maniche strette, con falde arretrate, colletto rialzato solo sul dietro, ampi risvolti e bottoni d'oro, diverrà un abito riservato per le cerimonie. I pantaloni sono aderenti, spesso a righe verticali, indossati dentro gli stivali flosci e cascano, oppure s'allungano a tubo più morbidi. Per l'inverno si usa la redingotte, con abbottonature a un petto o doppio petto, capo informale, di tono sportivo, usato in campagna. Come soprabiti si adottano anche il gabbano ad ampie maniche e il mantello. La camicia maschile aggiunge una nota di frivolezza con ruches e piegone. La cravatta è importante in candida seta anche ricamata. Il gilet contribuisce a modellare il torace: ha il collo a scialle, è in piquet, cachemire e camoscio e si usa anche doppio, sovrapponendone uno bianco a uno colorato. Le donne francesi appaiono infagottate dentro abiti interi, conici e accollati che arrivano a contenere fino a tre ordini di collarette increspate o a balze digradanti, ripetute nelle più svariate fatture sul fondo della gonna. Le maniche sono lunghe e aderenti, mentre il punto vita scenderà gradualmente al suo posto. Berretti, cuffie e capelli a calotta alta con piume, guanti corti in capretto chiaro, manicotti e guarnizioni in pelliccia sono gli accessori di completamento più ricercati.
L'ideale femminile dell'epoca è quella di una sposa sottomessa e fedele, madre attenta e premurosa. È prediletto il ricamo floreale, in cui la bellezza e la grazia delle forme esalti la delicatezza dei colori. Se in epoca romantica la donna era un essere fragile che doveva essere protetta, l'uomo è un eroe dai sentimenti nobili. L'abbigliamento differenzia le caratteristiche di entrambe e doveva essere adeguato al luogo e alla circostanza, secondo i canoni di eleganza.
Egli porta spesso pettinature spettinate a riccioli naturali, pronunciate basette che sfiorano le gote mentre il collo è avvolto da una sciarpa o larghe cravatte di seta.
Considerato l'abito moderno, assume molteplici varianti anche minime. I calzoni sono ampi in alto per accentuare il volume del bacino e muniti di staffa alle estremità per scendere spioventi. L'abito sobrio è in panno o fustagno ha linea aderente e smilza.
Per assottigliare la vita l'uomo indossa un vero e proprio busto, la cintura basca anche a lui un petto d'anitra e un vitino a vespa. Nel 1823 viene presentato un bustino meccanico, munito di pulegge e minuscoli meccanismi sulla schiena che rendevano il modello simile a un busto ortopedico di contenzione ma rendevano il modello più simile a un meccanismo autonomo.
Caratterizzata dal taglio in vita cui è cucita una lunga falda, che arriva a metà coscia, è munita di un lungo colletto a scialle e risvolti ampi che arrotondano le spalle. Anche il soprabito mantiene linea attillata: è a redingotte con maniche a "prosciutto", dalle attaccature basse. È concessa la frivolezza dei gilet damascati o in velluto . In ogni occasione indossano cappello a cilindro. Prevalgono basse calzature in pelle nera, di linea affusolata, con tacco normale, ornate da una fibbia. Le fogge degli abiti femminili s'ispirano al Medioevo gotico e al Rinascimento. Si tratta di abiti interi, formati da corpetto e gonna cuciti insieme e allacciati posteriormente. La moda abbraccia i toni pastello. In vita è allacciato con un nastro a fascia o una cintura dello stesso tessuto, con fibbia in madreperla o in metallo smaltato o cesellato. Il girovita doveva avvicinarsi il più possibile alla circonferenza ideale 40 cm. Profonde scollature sagomate a cuore o a barca, lambiscono le spalle scese e nude, velate da candidi colletti a "Berthe" e si abbinano a brevi e gonfie maniche, in modo da enfatizzare una linea a clessidra. Verso il 1828 sia adottarono le maniche sbuffanti lunghe a gigot, che raggiunsero una grandezza esagerata per poi cominciare a decrescere. Gli abiti sono sostenuti da sottogonne rinforzate imbottite e sovrapposte per dare volume alla parte inferiore, che si contrappone ad acconciature piccole e aggraziate, formate da trecce ripiegate e fissate con gommalacca, piccoli chignon fermati da spilloni e boccoli ricadenti. Queste pettinature alla "Chinoise" o alla "giraffa" slanciavano il collo ed erano adatte anche per il ballo. Ai piedi calzature minute, pianelle prive di tacco o stivaletti bassi, allacciati con nastrini di raso. L'abbronzatura era tipica solo di contadine e popolane , che non seguivano i capricci della moda, ma vestivano assai modestamente, soprattutto nel quotidiano. Riservavano alle ricorrenze e ai giorni di festa i bei costumi tradizionali, ricchi di nastri e inserti preziosi, variavano in base alla dislocazione geografica. Le donne giovani e intraprendenti si cimentano come elegantissime amazzoni indossando una larghissima sottana lunga fino a terra, giacchino dal corpetto aderente e un piccolo cilindro ingentilito da un velo. Molto diffusi i negligè, abiti ornati da ruches e trine abbinati ad appropriati accessori come: leziose cuffiette in tela batista, calze in seta traforate o in tulle ricamato, mezzi guanti in leggero merletto, chiamati "mitaines". Significativo l'uso del fazzoletto in lino, ricamato in bianco agli angoli, con i monogrammi, che diventa elemento fondamentale nel corredo di ogni sposa elegante. Il fazzoletto si teneva in mano, oppure infilato nella manica, lontano da occhi indiscreti, se utilizzato per il naso o per il sudore. Anche l'abito da sposa è ammantato di sfarzo e preziosità , divenendo rappresentativo di un evento straordinario. Più avanti si affermerà la crinolina e il vitino a vespa, ottenuto con sapiente uso delle stecche di balena, che mantenevano il busto eretto e separavano i seni, mettendo a repentaglio la salute, le donne continuano a sacrificare il comfort a vantaggio dell'apparenza. Sorrette da strati di sottogonne, le gonne sono ornate di fiocchi, trine e volant, e ricalcano i gusti delle dame settecentesche, mentre a ridurre il punto vita arriverà il busto "à la paresseuse", perché munito di una serie di lacci elastici che consentivano d'indossarlo senza l'aiuto di inservienti e guardarobiere.
In quegli anni si usava organizzare eventi pubblici che duravano un'intera giornata con sfilate, esibizioni di orchestre e banchetti all'aperto, nelle strade della città, durante i quali i parlamentari delle opposizioni liberali esponevano discorsi dei propaganda elettorale.