Riassunto Fondamenti di tipologia linguistica, Università di Bologna

Documento dall'Università di Bologna su Riassunto Fondamenti di tipologia linguistica. Il Pdf esplora i metodi di indagine, la costruzione di campioni rappresentativi e le implicazioni per l'acquisizione linguistica, utile per studenti universitari di Lingue.

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Riassunto Fondamenti di tipologia linguistica - Nicola Grandi
Lingue e linguaggio (Università di Bologna)
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FONDAMENTI DI TIPOLOGIA LINGUISTICA
1. La tipologia linguistica: nozioni introduttive
1.1 Ambito di studio, metodo d’indagine e obiettivi
1.1.1 L’oggetto della tipologia linguistica e la definizione di “tipo”
La tipologia linguistica è una disciplina predittiva, che si occupa della variazione
interlinguistica classificando le lingue storico/naturali in base ad affinità o divergenze
strutturali sistematiche.
Le lingue vengono ripartite in gruppi chiamati tipi linguistici (modelli di
descrizione delle lingue)
La scelta delle proprietà su cui si fondano i tipi deve consentire di operare previsioni
attendibili sulla struttura delle lingue indagate.
Altro parametro è relativo all’ordine dei costituenti di alcune strutture sintattiche,
come il sintagma verbale, nominale, la frase relativa, ecc.
1.1.2 Indagine tipologica: metodi e obiettivi
Il Primo passo è quello di individuare i parametri pertinenti del sistema lingua in
base alla loro potenzialità predittiva, e stabilire quanti e quali tipi possano essere
ricondotte a lingue storico/naturali rispetto ai tratti linguistici oggetto dell’indagine.
Secondo passo cogliere la ratio profonda del fenomeno e abbandonare il livello
descrittivo e spostarsi sul livello predicativo e predittivo. La ratio profonda deve
tenere presente la funzione cui la lingua deve assolvere, cioè consentire alle comunità
di comunicare.
1.1.3 La costruzione del campione
È impensabile procedere alla comparazione di tutte le lingue del mondo, quindi per
tracciare un quadro esauriente è necessario selezionare un campione altamente
rappresentativo che dovrebbe essere immune da:
Distorsioni genetiche, rappresentare in egual misura le famiglie linguistiche;
Distorsioni areali, le lingue possono sviluppare tratti comuni in virtù dei contatti
tra i parlanti;
Distorsioni tipologiche, non deve essere sbilanciato a favore di alcune
configurazioni tipologiche. Ad esempio, se prendiamo in considerazione la
morfologia nominale, dobbiamo tener presente che esistono almeno 4 tipi
morfologici di riferimento (isolante, agglutinante, fusivo, polisintetico);
Distorsioni legate alla consistenza numerica delle comunità parlanti. Oggi sono
parlate + di 6000 lingue e circa 100 sono parlata da + dell’80% della popolazione.
Il campione deve riprodurre al suo interno questi rapporti numerici.
Uno dei padri degli studi tipologici, Joseph H. Greenberg, ha inaugurato negli anni
sessanta, il filone di ricerca sugli universali linguistici, selezionando le lingue del
campione “per convenienza”. Contrariamente al progetto di Greenberg, quello in
corso, il World Atlas of Language Structures, sotto la guida di Bernard Comrie,
Matthew Dryer, David Gil e Martin Haspelmath, il campione è composto da cento
lingue, in rappresentanza di oltre 50 famiglie linguistiche. Inoltre, i risultati delle
indagini condotte vengono poi verificati su un secondo campione di altre 100 lingue.
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Riassunto Fondamenti di tipologia linguistica

studocu Riassunto Fondamenti di tipologia linguistica - Nicola Grandi Lingue e linguaggio (Università di Bologna) Studocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by Giada Aronica (giadaaronica@gmail.com)FONDAMENTI DI TIPOLOGIA LINGUISTICA

La tipologia linguistica: nozioni introduttive

Ambito di studio, metodo d'indagine e obiettivi

L'oggetto della tipologia linguistica e la definizione di "tipo"

La tipologia linguistica è una disciplina predittiva, che si occupa della variazione interlinguistica classificando le lingue storico/naturali in base ad affinità o divergenze strutturali sistematiche. Le lingue vengono ripartite in gruppi chiamati -> tipi linguistici (modelli di descrizione delle lingue) La scelta delle proprietà su cui si fondano i tipi deve consentire di operare previsioni attendibili sulla struttura delle lingue indagate. Altro parametro è relativo all'ordine dei costituenti di alcune strutture sintattiche, come il sintagma verbale, nominale, la frase relativa, ecc.

Indagine tipologica: metodi e obiettivi

Il Primo passo è quello di individuare i parametri pertinenti del sistema lingua in base alla loro potenzialità predittiva, e stabilire quanti e quali tipi possano essere ricondotte a lingue storico/naturali rispetto ai tratti linguistici oggetto dell'indagine. Secondo passo cogliere la ratio profonda del fenomeno e abbandonare il livello descrittivo e spostarsi sul livello predicativo e predittivo. La ratio profonda deve tenere presente la funzione cui la lingua deve assolvere, cioè consentire alle comunità di comunicare.

La costruzione del campione

È impensabile procedere alla comparazione di tutte le lingue del mondo, quindi per tracciare un quadro esauriente è necessario selezionare un campione altamente rappresentativo che dovrebbe essere immune da:

  • Distorsioni genetiche, rappresentare in egual misura le famiglie linguistiche;
  • Distorsioni areali, le lingue possono sviluppare tratti comuni in virtù dei contatti tra i parlanti;
  • Distorsioni tipologiche, non deve essere sbilanciato a favore di alcune configurazioni tipologiche. Ad esempio, se prendiamo in considerazione la morfologia nominale, dobbiamo tener presente che esistono almeno 4 tipi morfologici di riferimento (isolante, agglutinante, fusivo, polisintetico);
  • Distorsioni legate alla consistenza numerica delle comunità parlanti. Oggi sono parlate + di 6000 lingue e circa 100 sono parlata da + dell'80% della popolazione. Il campione deve riprodurre al suo interno questi rapporti numerici.

Uno dei padri degli studi tipologici, Joseph H. Greenberg, ha inaugurato negli anni sessanta, il filone di ricerca sugli universali linguistici, selezionando le lingue del campione "per convenienza". Contrariamente al progetto di Greenberg, quello in corso, il World Atlas of Language Structures, sotto la guida di Bernard Comrie, Matthew Dryer, David Gil e Martin Haspelmath, il campione è composto da cento lingue, in rappresentanza di oltre 50 famiglie linguistiche. Inoltre, i risultati delle indagini condotte vengono poi verificati su un secondo campione di altre 100 lingue. This document is available free of charge on studocu Downloaded by Giada Aronica (giadaaronica@gmail.com)

Tipologia e sintassi

Il lessico è escluso dal dominio della tipologia perché è il componente della lingua più vulnerabile Il livello fonetico/fonologico è + impermeabile alle influenze provenienti dall'esterno. Morfologia e sintassi occupano una posizione intermedia perché, da un lato hanno inclinazioni assolutamente specifiche, e dall'altro rivelano gli effetti di tendenze linguistiche generali; in questo senso, sono da sempre considerate un ottimo banco di prova per la tipologia linguistica.

L'ordine dei costituenti

Un parametro che ha dato risultati convincenti nella ricerca tipologica è rappresentato dall'ordine in cui gli elementi della frase dichiarativa o di particolari sintagmi vengono disposti.

  • POSIZIONE DEL SOGGETTO La frase indipendente dichiarativa può essere segmentata in tre costituenti: - Soggetto (S) - Verbo (V) (che è una categoria sintattica) - Oggetto (O). La loro disposizione all'interno della frase, per la maggioranza delle lingue del mondo, è in prevalenza di due tipi: SOV per il 45% e SVO per il 42% e solo il 10% VSO. Per la totalità coprono il 97% della variazione interlinguistica su scala mondiale. La ragione di quest'uniformità (S prima di O) è che di norma il soggetto dà via all'azione espressa dal verbo e quindi gli assegna una preminenza rispetto all'oggetto. In fase di comunicazione questo chiarisce di chi o di che cosa s'intende parlare. Questa tendenza di anteporre il soggetto all'oggetto, è stata formulata da Greenberg nei termini di un universale linguistico. Il soggetto corrisponde nella maggior parte dei casi a quella che tecnicamente viene definita come l'informazione data (il tema), mentre nel resto della frase si trasmette l'informazione nuova ( il rema, vale a dire ciò che si dice del tema). Tuttavia, le combinazioni possibili fra i tre parametri, consentono di identificare 6 tipi linguistici. Ovvero, SOV, SVO, VSO come abbiamo già detto, ma anche di VOS, OVS e OSV.
  • Lingue che prediligono l'ordine VOS: il malgascio (Madagascar) e il coeur d' Alene (lingua parlata a nord di Salt Lake City);
  • Ordine OVS: lo hixkaryana (Brasile) e in parte le lingue penuti dei gruppi coos e siuslaw (America a nord di San Francisco);
  • Ordine OSV: nessun dato certo. Downloaded by Giada Aronica (giadaaronica@gmail.com)

Ordine naturale e ordine marcato

L'ungherese dà ampia libertà ai costituenti della frase, che possono mutare posizione senza pregiudicare la grammaticalità della frase stessa, e ciò che indica tale questa discrepanza, è la marcatura dei costituenti. Dati 2 costrutti uno si definisce marcato rispetto all'altro se in esso compare un elemento in + detto MARCA, elemento assente nell'altro costrutto (es i fonemi occlusivi bilabiali p e b -> b è marcato perché contraddistinto dal tratto di sonorità che non caratterizza p). Una struttura sintattica può essere definita naturale o non marcata, se esibisce una sostanziale neutralità pragmatica e se risulta più frequente nell'uso delle sue varianti. La tendenza prevalente, è quella di privilegiare le strutture non marcate.

Testa e modificatori

Per ciò che riguarda la posizione del soggetto si è visto che la quasi totalità delle lingue adotta la medesima strategia (il 97% antepone il S all'O), quindi un'analisi basata solo su questo parametro sarebbe destinata all'insuccesso ... poniamo invece attenzione agli altri costituenti: V e O. I principali parametri in correlazione con la loro posizione sono la presenza di preposizioni, posposizioni, la struttura del sintagma nominale, la posizione degli ausiliari, della negazione e degli avverbi rispetto al verbo, la posizione della congiunzione subordinante rispetto alla frase subordinata, la collocazione dei pronomi interrogativi e la struttura delle costruzioni comparative. In base alla loro combinazione, possono essere individuati due tipi ideali di riferimento:

  • Tipo VO (testa a sinistra) -> preposizioni, nome-genitivo, nome-aggettivo, nome- dimostrativo, nome-numerale, nome-frase relativa, ausiliare-verbo principale, verbo-avverbio, congiunzione-frase subordinata, comparativo-secondo termine di paragone, pronome interrogativo in posizione iniziale; - > tailandese Sintagma verbale - VO, il verbo precede il suo complemento -> è alla testa Sintagma nominale -> nome genitivo - testa - precede i propri complementi Sintagma adposizionale -> preposizioni - alla SX dei complementi
  • Tipo OV (testa a destra) -> posposizioni, genitivo-nome, aggettivo-nome, dimostrativo-nome, numerale-nome, frase relativa-nome, verbo principale- ausiliare, avverbio-verbo, frase subordinata-congiunzione, secondo termine di paragone-aggettivo al comparativo, pronome interrogativo in posizione non iniziale; - > turco Sintagma verbale -> OV, la testa segue i modificatori Sintagma nominale - genitivo nome Sintagma adposizionale -> posposizioni

La Branching Direction Theory prevede però che in una lingua storico-naturale vi è una tendenza a collocare i costrutti di natura sintattica (es: the party o that I read) sempre prima o sempre dopo la testa. Entrambe le ipotesi quindi ricorrono a fattori interni per spiegare correlazioni tipologiche in ambito sintattico, spiegazione che può essere ricondotta alla tendenza all'economia che porta ogni lingua ad avere la maggior efficacia comunicativa riducendo al minimo la dotazione formale.

Tipologia e Morfologia

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La tipologia morfologica presuppone l'azione di 2 parametri: - l'indice di sintesi -> concerne il numero di morfemi individuabili in una parola; - l'indice di fusione -> riguarda la segmentabilità della parola stessa, ovvero il grado di difficoltà con cui vengono individuati i morfemi. La combinazione dei due indici permette di individuare almeno 4 tipi di riferimento:

  • tipo isolante: indice di sintesi ha valore minimo, ogni parola tende ad essere monomorfemica ed esprime un solo significato, quindi esistono solo confini tra parole - CINESE MANDARINO e VIETNAMITA Una stessa parola può svolgere più funzioni sintattiche senza alterare la propria configurazione formale. Si possono avverare casi di "conversione" o "derivazione zero": un elemento cambia la propria categoria sintattica senza l'aggiunta di materiale linguistico.
  • tipo polisintetico: indice di sintesi ha valore massimo, numero elevato di morfemi, in una sola parola informazioni che richiederebbero un'intera frase - ESCHIMESE SIBERIANO indice di fusione ha valori intermedi, casi in cui 2 morfemi adiacenti possano fondersi l'uno all'altro. Possiamo trovare un sottotipo incorporante, cui vengono ascritte le lingue che tendono a giustapporre in una sola parola numerosi morfemi di natura essenzialmente lessicale. Es: il ciukci, lingua uralica.
  • tipo agglutinante indice di sintesi su valori medio-alti, le parole tendono a dotarsi, al loro interno, di un buon numero di morfemi, in quanto è impossibile esprimere più categorie semantico-funzionali con un unico morfema; indice di fusione con valori minimi, parola con + morfemi, corrispondenza tra livello di forma e contenuto; - > TURCO
  • tipo fusivo indice di sintesi ha valori medio-bassi: la possibilità di far convergere + unità semantiche su un singolo morfema consente di ridurre il nr complessivo di morfemi all'interno della parola. indice di fusione con valori massimi, i confini tra morfemi perdono visibilità, la loro segmentazione ostica e non c'è corrispondenza tra livello di forma e contenuto le lingue indoeuropee hanno questo tipo di carattere. - > LINGUE INDOEUROPEE Possiamo trovare il sottotipo introflessivo: si tratta principalmente delle lingue a morfologia non concatenativa, che prevedono una collocazione "a pettine" dei morfemi -> ARABO

Marcatura della dipendenza sulla testa VS sul modificatore

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