Difficoltà evolutive e crescita psicologica, Università di Torino

Documento da Università di Torino su difficoltà evolutive e crescita psicologica. Il Pdf approfondisce i disturbi dello sviluppo, del linguaggio e dell'affettività, inclusa la depressione infantile, con un focus sulla psicologia per l'Università.

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22 pagine

D. Knauer - Difficoltà evolutive e
crescita psicologica
Psicologia dello Sviluppo
Università di Torino (UNITO)
21 pag.
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D. Knauer - Difficoltà evolutive e crescita psicologica
Studi clinici longitudinali dalla prima infanzia all'età adulta
Introduzione
Nel considerare tutti i problemi psicologici manifestati dei bambini, dai sintomi funzionali lievi, alle difficoltà
del comportamento, i problemi più gravi o molto gravi, bisogna sempre considerare 2 fattori principali: da
un lato i conflitti di genitorialità, che possono essere di diversa natura e possono ricadere sul bambino
(causati da conflitti dei genitori con i loro genitori); dall'altro l'equipaggiamento di base del neonato, che fa
riferimento a caratteristiche proprie, soprattutto di ordine relazionale. Ci si chiede in particolare in che
modo con questi due fattori possono influenzare il disturbo psicologico del ambino e in quale misura.
La psicoterapia ha cercato di rispondere con diversi tipi di interventi:
Gli interventi brevi genitore-bambino, che mirano ad allontanare il transfert che effettua il bambino nei
confronti dei genitori rispetto alle immagini idealizzate che i genitori stessi hanno depositato su di lui. In
generale questi genitori vedono il loro bambino come un bambino difficile oppure nelle forme più gravi
depositano sul loro bambino le immagini di bambino rivendicativo, che non hanno mai osato essere nei
confronti dei propri genitori, vissuti come privi di comprensione nei loro confronti. A questo aspetto si
associano quindi problemi comportamentali e lievi disturbi dell'umore di tipo ipomaniacale a cui consegue
una tirannia e onnipotenza del bambino. Per queste ragioni è molto importante sviluppare un approccio
bifocale che si occupi, contemporaneamente e direttamente, dei problemi del bambino e di quelli dei
genitori, così come avviene in molti centri diurni che si occupano di questi casi. Quello che è importante al
termine della terapia che vi sia un ritorno al mondo interno dei genitori, accompagnato dall’elaborazione
dei lutti non risolti, che renda possibile un miglioramento psichico del bambino.
Inoltre, possono essere attivate psicoterapie più lunghe per conflittualità genitoriali di tipo narcisistico-
dissociate che comportano proiezioni negative sul bambino di immagini infantili o genitoriali pericolose, o
distrutte, che provocano angosce più profonde e persecutorie nei genitori. Si tratta di identificazione con
immagini genitoriali distanti, rifiutante, talvolta apertamente ostili. Da questo derivano interazioni
genitore-bambino povere, e spesso negative che danno luogo a disturbi gravi dell'attaccamento.
La sintomatologia del bambino deve essere trattata quanto prima per evitare una evoluzione in
adolescenza e in età adulta molto frequente di disturbi gravi di personalità. Nei casi considerati gli
interventi psicoterapeutici con i genitori non possono essere brevi e perché risultano controindicati , anzi
dovrebbero essere affiancati anche da altre forme di psicoterapia : come la guida all'interazione, ovvero
una psicoterapia a orientamento cognitivo-comportamentale che consente di supportare un dialogo
maggiormente adattato ai bisogni del bambino, e i gruppi di genitori, che sono molto utili in quanto sono
psicoterapie centrate sul tema della genitorialità e sulle difficoltà incontrate con bambini che presentano
gravi problemi di comportamento dello sviluppo.
Capitolo 1
Alcune considerazioni sul bambino e sui suoi problemi oggi
Negli studi recenti si è ritenuto importante seguire il percorso evolutivo di un gruppo di pazienti
dall'infanzia fino all'età di giovani adulti, tenendo conto della relazione tra genitorialità e personalità del
bambino. I dati nosografici, clinici e terapeutici in neuropsichiatria infantile sono stati rielaborati hanno
promosso molti interventi terapeutici sempre più precoci, tanto importanti da trovare eco a livello
internazionale.
In queste forme di approccio terapeutico precoce sono stati presi in considerazione 2 modelli di
psicoterapia breve genitori-bambino o madre-bambino, da una parte uno di ispirazione psicodinamica, e
dall'altra uno di ispirazione comportamentale. In ogni caso quello che è stato preso in considerazione il
fatto che il bambino si trova sin da subito inserito in un ambiente familiare o di cure da cui dipende a
prescindere dal suo patrimonio generico e dal carico che porta con sé. Bisogna imparare ad affinare le
categorizzazioni, non solo per spiegare meglio le cause delle diverse difficoltà incontrate, ma anche per
definire meglio i percorsi che potrebbero consentire l'acquisizione di competenze indispensabili per la
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D. Knauer - Difficoltà evolutive e crescita psicologica

Psicologia dello Sviluppo Università di Torino (UNITO) 21 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/d-knauer-difficolta-evolutive-e-crescita-psicologica/7237281/ Downloaded by: alice-ballotta (alice.ballotta@edu.unito.it)D. Knauer - Difficoltà evolutive e crescita psicologica

Studi clinici longitudinali dalla prima infanzia all'età adulta

Introduzione ai problemi psicologici infantili

Nel considerare tutti i problemi psicologici manifestati dei bambini, dai sintomi funzionali lievi, alle difficoltà del comportamento, i problemi più gravi o molto gravi, bisogna sempre considerare 2 fattori principali: da un lato i conflitti di genitorialità, che possono essere di diversa natura e possono ricadere sul bambino (causati da conflitti dei genitori con i loro genitori); dall'altro l'equipaggiamento di base del neonato, che fa riferimento a caratteristiche proprie, soprattutto di ordine relazionale. Ci si chiede in particolare in che modo con questi due fattori possono influenzare il disturbo psicologico del ambino e in quale misura.

La psicoterapia ha cercato di rispondere con diversi tipi di interventi:

  • Gli interventi brevi genitore-bambino, che mirano ad allontanare il transfert che effettua il bambino nei confronti dei genitori rispetto alle immagini idealizzate che i genitori stessi hanno depositato su di lui. In generale questi genitori vedono il loro bambino come un bambino difficile oppure nelle forme più gravi depositano sul loro bambino le immagini di bambino rivendicativo, che non hanno mai osato essere nei confronti dei propri genitori, vissuti come privi di comprensione nei loro confronti. A questo aspetto si associano quindi problemi comportamentali e lievi disturbi dell'umore di tipo ipomaniacale a cui consegue una tirannia e onnipotenza del bambino. Per queste ragioni è molto importante sviluppare un approccio bifocale che si occupi, contemporaneamente e direttamente, dei problemi del bambino e di quelli dei genitori, così come avviene in molti centri diurni che si occupano di questi casi. Quello che è importante al termine della terapia che vi sia un ritorno al mondo interno dei genitori, accompagnato dall'elaborazione dei lutti non risolti, che renda possibile un miglioramento psichico del bambino.
  • Inoltre, possono essere attivate psicoterapie più lunghe per conflittualità genitoriali di tipo narcisistico- dissociate che comportano proiezioni negative sul bambino di immagini infantili o genitoriali pericolose, o distrutte, che provocano angosce più profonde e persecutorie nei genitori. Si tratta di identificazione con immagini genitoriali distanti, rifiutante, talvolta apertamente ostili. Da questo derivano interazioni genitore-bambino povere, e spesso negative che danno luogo a disturbi gravi dell'attaccamento.

La sintomatologia del bambino deve essere trattata quanto prima per evitare una evoluzione in adolescenza e in età adulta molto frequente di disturbi gravi di personalità. Nei casi considerati gli interventi psicoterapeutici con i genitori non possono essere brevi e perché risultano controindicati , anzi dovrebbero essere affiancati anche da altre forme di psicoterapia : come la guida all'interazione, ovvero una psicoterapia a orientamento cognitivo-comportamentale che consente di supportare un dialogo maggiormente adattato ai bisogni del bambino, e i gruppi di genitori, che sono molto utili in quanto sono psicoterapie centrate sul tema della genitorialità e sulle difficoltà incontrate con bambini che presentano gravi problemi di comportamento dello sviluppo.

Capitolo 1

Considerazioni sul bambino e i suoi problemi oggi

Negli studi recenti si è ritenuto importante seguire il percorso evolutivo di un gruppo di pazienti dall'infanzia fino all'età di giovani adulti, tenendo conto della relazione tra genitorialità e personalità del bambino. I dati nosografici, clinici e terapeutici in neuropsichiatria infantile sono stati rielaborati hanno promosso molti interventi terapeutici sempre più precoci, tanto importanti da trovare eco a livello internazionale.

In queste forme di approccio terapeutico precoce sono stati presi in considerazione 2 modelli di psicoterapia breve genitori-bambino o madre-bambino, da una parte uno di ispirazione psicodinamica, e dall'altra uno di ispirazione comportamentale. In ogni caso quello che è stato preso in considerazione il fatto che il bambino si trova sin da subito inserito in un ambiente familiare o di cure da cui dipende a prescindere dal suo patrimonio generico e dal carico che porta con sé. Bisogna imparare ad affinare le categorizzazioni, non solo per spiegare meglio le cause delle diverse difficoltà incontrate, ma anche per definire meglio i percorsi che potrebbero consentire l'acquisizione di competenze indispensabili per la Document shared on https://www.docsity.com/it/d-knauer-difficolta-evolutive-e-crescita-psicologica/7237281/ Downloaded by: alice-ballotta (alice.ballotta@edu.unito.it)stabilizzazione di affetti e comportamenti. Il bambino fin da piccolo deve affrontare sfide complesse e sviluppare strategie multiple per armonizzare percezioni, pulsioni e sensazioni. Di fatto la componente che possiamo osservare e descrivere virgola e soltanto una minima parte del suo vissuto e le sue espressioni non possono essere trasmesse, ne diventare comunicazione, se non con lo scambio di idee basate sulla concettualizzazione dei genitori o degli adulti che lo circondano.

Pur sapendo che è possibile individuare alcuni effetti deleteri, se non addirittura traumatizzanti, associati a proiezioni genitoriali alienanti, sappiamo che il bambino mantiene una parte di libertà, nella misura in cui è chiamato in causa dalle sue relazioni e dalle sue difese. Infatti, il bambino è attivo e prende posizione attraverso un suo personale stile di risposte che, sua volta, modella le risposte dell'ambiente nei suoi confronti. In questo modo si manifestano importanti differenze individuali che sono osservabili nei diversi ritmi di sviluppo, nelle diverse dimensioni dello sviluppo motorio, sensoriale, cognitivo, linguistico, affettivo e interattivo che conducono a un profilo di personalità specifico.

Sfide e scelte del clinico: dalla prevenzione alla predizione

In neuropsichiatria infantile ci si trova ad affrontare 2 questioni principali: quali sono gli interventi più appropriati che consentono una ripresa evolutiva nel più breve tempo possibile? Quale destino attende questi bambini nel corso del tempo? I neuropsichiatri infantili, proprio come i genitori dei bambini che ha in cura, ha lo sguardo rivolto al futuro e pur cercando di contrastare certe proiezioni genitoriali che si sono rivelate poco propizie per uno sviluppo adeguato del bambino, cerca di delineare una serie di progetti e predizioni per ogni tappa di sviluppo del piccolo in una prospettiva preventiva e terapeutica al tempo stesso. Molti autori hanno sottolineato la necessità di sviluppare approcci ancora più specifici, perché "l'epoca della terapia generica è definitivamente tramontata" come ha affermato Fonagy. Da qui emerge la necessità di studi longitudinali che ci consentono di identificare le popolazioni a rischio permettendoci di formulare programmi di intervento pertinenti. È stata già constatata l'utilità di diversi approcci focalizzati e brevi, ma non si può rinunciare a trattamenti intensivi e a lungo termine per i casi gravi, che comportano perturbazioni nella formazione della personalità o nelle linee base di sviluppo. Le nuove classificazioni diagnostiche cercano quindi di conciliare precisione oggettiva e flessibilità dei profili strutturali di personalità, affinché sia possibile avviarsi verso prospettive prognostiche sufficientemente aperta ai cambiamenti positivi. Non potendo prescindere dal considerare l'importanza del costituirsi immaginario e strutturale della personalità del bambino, bisogna quindi cercare di attuare interventi precoci all'interno di una costellazione interattiva patogena, o in un'alterazione dello sviluppo, tenendo sempre in considerazione quanto rilevato dalle recenti scoperte: il sistema psichico rimane aperto, finché le strutture comportamentali non si sono ancora stabilizzate. Il compito del neuropsichiatria infantile, quindi, è quello di intervenire subito talvolta anche con urgenza, finché le strutture sono ancora flessibili e aperte al cambiamento.

A proposito di bisogni preventivi

Nel 1964, Caplan ha sottolineato la necessità di valorizzare la prevenzione in psichiatria individuandone 3 categorie: prevenzione primaria, con lo scopo di ridurre i nuovi casi di malattie mentali; prevenzione secondaria, finalizzata a ridurre i casi di malattia mentale accertate; prevenzione terziaria che si sforza di ridurre gli effetti patogeni dovuti a malattie conclamate. L'applicazione di queste categorie in neuropsichiatria infantile risulta difficile perché si dà per scontato che gli elementi scatenanti la malattia debbano essere compresi. A questo scopo sono state apportate delle modifiche negli anni 80 a queste 3 categorie; in particolare, si parla di misure preventive universali, rivolte a tutti, come interventi prenatali adeguati; misure preventive selettive, rivolte a un sottogruppo di popolazione con un elevato rischio di una malattia; misure preventive indicate, che si applicano a un gruppo di individui non apertamente sintomatici, ma che manifestano i fattori di rischio che giustificano l'intervento clinico. In quest'ultimo caso non si parla più di prevenzione ma di interventi clinici a tutti gli effetti, come nei casi di trattamenti psichiatrici anche brevi e precoci somministrati alle diadi madre bambino. Numerose ricerche hanno confermato l'importanza di stabilire legami terapeutici precoci con le famiglie, in modo da rendere più facile il ricorso alle cure anche in un momento successivo, e di verificare quale sia l'evoluzione dei sintomi precoci. Viene sempre Document shared on https://www.docsity.com/it/d-knauer-difficolta-evolutive-e-crescita-psicologica/7237281/ Downloaded by: alice-ballotta (alice.ballotta@edu.unito.it)

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