Pedagogia interculturale di Macinai: evoluzione e concetti fondamentali

Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca sulla pedagogia interculturale di Macinai. Il Pdf esplora la nascita e l'evoluzione della pedagogia interculturale, i concetti di multiculturalismo e differenza, i diritti umani e l'importanza di un approccio non discriminatorio per una formazione umana che valorizzi le identità individuali e la convivenza pacifica.

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23 pagine

"PEDAGOGIA INTERCULTURALE"
di Macinai
Pedagogia
Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB)
22 pag.
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PEDAGOGIA INTERCULTURALE
1. Una cornice storica: dalla intercultural education all’educazione interculturale
L’obiettivo di questo libro è di riflettere intorno alle questioni che rientrano sotto lo sguardo della
pedagogia interculturale per interrogarsi sul significato che esse assumono per la formazione umana
oggi.
La pedagogia interculturale sorge a partire dal 1980 circa. L’ultimo quarto del XX secolo vede
l’emergere di fenomeni che mutano rapidamente le condizioni di vita degli individui:
Società postmoderna à società globalizzata.
Le società avanzate del terzo millennio si percepiscono e si rappresentano come multiculturali. Il
problema del nostro tempo sta tutto nella capacità di pensare il senso di questa condizione, per
poterla vivere come singoli e come cittadini, senza paura, diffidenza e pregiudizi. La pedagogia
interculturale prende forma mano a mano che questo problema assume evidenza.
1.1 la prospettiva dell’interculturalità: l’esigenza di una cornice storica
La posizione che si cerca di sostenere nel libro è che la situazione paradossale di dirsi cittadini della
società democratica e non saper o voler riconoscere il ruolo che le differenze umane hanno per la
costruzione, la salvaguardia e il rafforzamento della democrazia stessa rappresenta l’emergenza del
nostro tempo. Mancano sempre di più gli strumenti cognitivi, affettivi e relazionali per comprendere
le differenze umane ed ammetterle come possibili.
L’emergenza del nostro tempo è dunque un’emergenza più profonda di ciò che si crede. Essa
riguarda il venir meno di un èthos condiviso che sembra star regredendo.
Non può esistere democrazia senza multiculturalismo. L’orizzonte dell’interculturalità è quello
posto dai diritti umani fondamentali espressi attraverso il principio di non discriminazione. Il tema
delle differenze è l’asse portante, il fuoco attorno a cui ruota ogni progettualità pedagogica pensata
per la comunità democratica.
Alcuni punti di rifermenti di cui si parlerà:
o non si può pensare a una pedagogia interculturale senza un richiamo esplicito alla
dimensione politica che conferisce concretezza al discorso pedagogico e tale dimensione
politica si individua nei diritti umani fondamentali. Si fa sempre riferimento alla pedagogia
dei diritti;
o non si può conferire senso pedagogico all’interculturalità se non attraverso la difesa,
l’allargamento e la promozione della democrazia intesa come èthos, come sentire comune.
Obiettivo di una pedagogia interculturale: pensare, progettare e realizzare l’educazione in vista
della formazione democratica degli uomini e delle donne, a partire e attraverso l’espressione attiva
delle identità individuali.
Uscire dall’ottica di emergenza è entrare in quella del mutamento, della processualità del divenire,
primo passo verso una possibile ragione interculturale.
1.2 Multicultural education: l’affermazione del valore della diversità etnica contro i paradigmi
assimilazionistici
Durante il secondo 900, guardando ai processi che hanno dato forma alle democrazie occidentali
contemporanee, sul piano sociale, politico e culturale, è possibile individuare elementi utili per
riflettere sul significato dei concetti fondamentali della pedagogia interculturale.
Il contesto dove tali questioni si manifestano in maniera chiara per la prima volta è quello degli Stati
Uniti (anni 60). Il paradigma dominante era quello assimilazionista. Nel corso dei decenni precedenti
nella società vi era in gioco la conservazione dei privilegi bianchi e la conquista di spazi che
permettessero l’uscita della condizione di marginalità in cui afroamericani, ispanici e immigrati
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PEDAGOGIA INTERCULTURALE

di Macinai Pedagogia Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB) 22 pag.

Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-interculturale-di-macinai/8941092/ Downloaded by: martina-scalas-2 (scalasmartina3011@gmail.com)PEDAGOGIA INTERCULTURALE

Una cornice storica: dalla intercultural education all'educazione interculturale

L'obiettivo di questo libro è di riflettere intorno alle questioni che rientrano sotto lo sguardo della pedagogia interculturale per interrogarsi sul significato che esse assumono per la formazione umana oggi.

La pedagogia interculturale sorge a partire dal 1980 circa. L'ultimo quarto del XX secolo vede l'emergere di fenomeni che mutano rapidamente le condizioni di vita degli individui: · Società postmoderna > società globalizzata.

Le società avanzate del terzo millennio si percepiscono e si rappresentano come multiculturali. Il problema del nostro tempo sta tutto nella capacità di pensare il senso di questa condizione, per poterla vivere come singoli e come cittadini, senza paura, diffidenza e pregiudizi. La pedagogia interculturale prende forma mano a mano che questo problema assume evidenza.

La prospettiva dell'interculturalità: l'esigenza di una cornice storica

La posizione che si cerca di sostenere nel libro è che la situazione paradossale di dirsi cittadini della società democratica e non saper o voler riconoscere il ruolo che le differenze umane hanno per la costruzione, la salvaguardia e il rafforzamento della democrazia stessa rappresenta l'emergenza del nostro tempo. Mancano sempre di più gli strumenti cognitivi, affettivi e relazionali per comprendere le differenze umane ed ammetterle come possibili.

L'emergenza del nostro tempo è dunque un'emergenza più profonda di ciò che si crede. Essa riguarda il venir meno di un ethos condiviso che sembra star regredendo.

Non può esistere democrazia senza multiculturalismo. L'orizzonte dell'interculturalità è quello posto dai diritti umani fondamentali espressi attraverso il principio di non discriminazione. Il tema delle differenze è l'asse portante, il fuoco attorno a cui ruota ogni progettualità pedagogica pensata per la comunità democratica.

Alcuni punti di rifermenti di cui si parlerà: o non si può pensare a una pedagogia interculturale senza un richiamo esplicito alla dimensione politica che conferisce concretezza al discorso pedagogico e tale dimensione politica si individua nei diritti umani fondamentali. Si fa sempre riferimento alla pedagogia dei diritti; o non si può conferire senso pedagogico all'interculturalità se non attraverso la difesa, l'allargamento e la promozione della democrazia intesa come ethos, come sentire comune.

Obiettivo di una pedagogia interculturale: pensare, progettare e realizzare l'educazione in vista della formazione democratica degli uomini e delle donne, a partire e attraverso l'espressione attiva delle identità individuali.

Uscire dall'ottica di emergenza è entrare in quella del mutamento, della processualità del divenire, primo passo verso una possibile ragione interculturale.

Multicultural education: l'affermazione del valore della diversità etnica contro i paradigmi assimilazionistici

Durante il secondo 900, guardando ai processi che hanno dato forma alle democrazie occidentali contemporanee, sul piano sociale, politico e culturale, è possibile individuare elementi utili per riflettere sul significato dei concetti fondamentali della pedagogia interculturale.

Il contesto dove tali questioni si manifestano in maniera chiara per la prima volta è quello degli Stati Uniti (anni 60). Il paradigma dominante era quello assimilazionista. Nel corso dei decenni precedenti nella società vi era in gioco la conservazione dei privilegi bianchi e la conquista di spazi che permettessero l'uscita della condizione di marginalità in cui afroamericani, ispanici e immigrati Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-interculturale-di-macinai/8941092/ Downloaded by: martina-scalas-2 (scalasmartina3011@gmail.com)erano relegati. L'obiettivo politicamente strategico dell'assimilazione dei gruppi discriminati su base razziale ed etnica si tradusse in un programma educativo per la conservazione dei privilegi da parte dei gruppi dominanti sul piano sociale e culturale.

Si cominciò a diffondere (fine anni 40) un Intergroup Education Movement, che assunse come finalità dichiarata il contrasto dei pregiudizi etnici e razziali, intesi come causa principale del conflitto sociale. I destinatari di questa progettualità educativa erano i gruppi discriminati. L'approccio alla deferenza etnica e culturale si rivelava marcatamente assimilazionista e poggiava sull'assunto per cui, una volta cancellata la differenza stessa, i pregiudizi sarebbero venuti a meno e i contrasti si sarebbero risolti.

In questa ottica l'educazione costituiva il volano per innescare e realizzare un processo di assimilazione, di americanizzazione, dei gruppi sociali più problematici.

Le misure educative utilizzate rimandavano alla visione liberale della società, che trovava espressione nella metafora carica di retorica del melting pot. Secondo la visione liberale della società, gli individui, una volta liberati dal peso e delle conseguenze delle differenze etniche e razziali che esprimevano, avrebbero potuto trovare il proprio posto all'interno di una società moderna, giusta 4 neutra dal punto di vista culturae. Ogni differenza culturale, letta a partire da questa prospettiva, assumeva un significato negativo, venivano viste come forma di arretratezza.

L'educazione assumeva scopo politico: permetteva a ciascuno di superare questa forma di arretratezza, agendo sulla cancellazione dei tratti culturali.

Quello che non era dichiarato apertamente era che l'assimilazione di un modello culturale, che negava l'identità individuale, avrebbe relegato l'individuo ai margini della società. Il processo assimilatorio prendeva forma sulla base degli stessi stereotipi che si cercava di contrattare.

Si svilupparono movimenti di protesta, ad esempio il movimento delle black people (Stati Uniti, 60), fu il principale soggetto politico ad opporsi all'ideologia liberale. Poi i movimenti si diffusero in tutto il mondo.

Un primo passo fu compiuto attraverso la nascita e lo sviluppo dei cosiddetti ethnic studies, avviati allo scopo di rinnovare i curricola scolastici e formativi, con l'inserimento di programmi e corsi caratterizzati da contenuti incentrati sulla cultura afroamericana o ispano-americana.

Si cominciò ad avvertire il bisogno di un'educazione multietnica che desse attenzione alla dimensione dei contenuti, del linguaggio, degli atteggiamenti, delle aspettative implicite con cui i docenti erano soliti entrare in relazione con gli alunni, delle norme e dei valori e alle modalità di verifica e certificazione. Lo scopo principale era che ogni studente potesse fare esperienza di un'educazione equa, di pari opportunità formativa a prescindere dal gruppo etnico e culturale di appartenenza.

Successivamente, esigenze analoghe vennero con forza crescente espresse da altri gruppi sociali discriminati o penalizzati in materia di diritto all'accesso scolastico (donne, disabili). Tutte queste spinte confluirono nel concetto di multicultural education che fosse pronta a raccogliere esigenze e bisogni specifici di una gamma ampia e composita di gruppi sociali, soggetti collettivi e individuali.

Dagli anni 80, negli Stati Uniti, si intese rilasciare l'obiettivo originario di un'educazione finalizzata a risolvere le ingiustizie sociali attraverso il contrasto ai processi di segregazione e traverso la desegregazione delle agenzie formative.

La multicultural education insiste sulla necessità di diversificare i curricoli formativi rivolti ai gruppi oppressi, specificandoli in relazione ai contenuti culturali che ne caratterizzano l'identità etnica e valorizzandone i significati. Si sostiene che sia possibile affrontare il tema della giustizia educativa e sociale, destrutturando i pregiudizi e lavorando sull'affermazione positiva delle identità, offrendo strumenti per reagire ai processi di marginalizzazione e di esclusione sociale.

Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-interculturale-di-macinai/8941092/ Downloaded by: martina-scalas-2 (scalasmartina3011@gmail.com)Anche in Europa occidentale (anni 80) il tema del multiculturalismo guadagnava attenzione dal punto di vista educativo.

Da questa parte dell'oceano Atlantico, verso l'educazione interculturale

Nei paesi dell'Europa occidentale la presenza di minoranze culturali e linguistiche è un aspetto che accomuna paesi con storie differenti e con sviluppi non assimilabili.

Durante il secolo XIX i processi neocoloniali coinvolsero in maniera e in tempi diversi ciascuno di questi paesi e ci fu anche qui l'idea assimilazionista di matrice liberale.

Nel corso del 900 (soprattutto nel secondo dopoguerra) furono i movimenti migratori a fare emergere sul piano sociale l'esigenza di strategie formative volte alla normalizzazione delle differenze culturali. Le strategie che vengono introdotte sul piano educativo avevano per lo più una caratteristica di tipo compensatorio.

Fino agli anni 70 l'approccio più diffuso resterà questo (favorire l'assimilazione degli immigrati).

Infatti, i primi percorsi educativi erano schiacciati sull'idea di una pedagogia per stranieri che prevedeva percorsi speciali per immigrati, differenziati rispetto a quelli riservati agli autoctoni.

Dagli anni 80 si cominciò a registrare un cambiamento di visione. Si cominciava a parlare di educazione interculturale come risorsa per uscire dal vicolo dell'assimilazionismo e soprattutto dalle contraddizioni di un paradigma multiculturale che non si era rivelato adeguato al superamento delle discriminazioni. L'idea era quella di elaborare, attraverso una progettualità pedagogia, un possibile orizzonte valoriale comune e condiviso. L'educazione multiculturale nacque come un approccio educativo finalizzato al superamento delle discriminazioni in materia di diritti fondamentali dovute alla penalizzazione degli individui appartenenti a gruppi etnici minoritari.

Le misure pedagogiche e didattiche per avvicinarsi a questo obiettivo puntavano all'allargamento e alla specificazione dei contenuti curricolari, alla destrutturazione degli impliciti culturali assunti a proprio nei contenuti proposti dalle scuole, alla promozione di pari opportunità e alla riforma degli stessi contesti scolastici per quanto riguardava organizzazione, formazione dei docenti, modalità di valutazione, atteggiamenti relazioni e forme di comunicazione.

Alla base di questo modello veniva posta una concezione di cultura statica (un primo limite). Ad esso si affiancava una prospettiva ulteriore, quella dell'interculturalità che prendeva forma a partire da un ripensamento profondo della nozione di cultura. Qui si trova una concezione della cultura intesa come un processo dinamico.

Intendere la cultura come un processo aperto significa riconoscere il valore positivo delle interazioni tra individui e gruppi. Le culture sono costantemente coinvolte in un processo di interscambio e di ibridazione.

Lo scopo dell'educazione nella prospettica interculturale è duplice: · Concorre a realizzare le opportunità, le situazioni e le esperienze che possano favorire i processi; . Sospingere costantemente in avanti le dinamiche di cambiamento che costituiscono il tratto principale di ogni identità singola o collettiva.

I due termini non sono in contraddizione. Il multiculturalismo (condizione della simultanea presenza di diversi gruppi culturali nello stesso territorio e nella stessa società) è il presupposto dell'interculturalità (scambio e dialogo costante tra gli individui e i gruppi che condividono tale condizione).

Ciò che la prospettiva interculturale reclama per essere efficace è la necessità di favorire lo sviluppo delle competenze indispensabili per rendere ciascuno pronto, disponibile e sensibile al dialogo con l'alterità, alla comprensione reciproca e alla solidarietà.

Il termine interculturalità rimanda a una prospettiva programmatica, a una progettualità educativa e politica e a una responsabilità verso il futuro della stessa società democratica multiculturale. Indica Document shared on https://www.docsity.com/it/pedagogia-interculturale-di-macinai/8941092/ Downloaded by: martina-scalas-2 (scalasmartina3011@gmail.com)

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