Riassunto di Filosofia della scienza di Bechtel e teorie intercampo

Documento dall'Università degli Studi di Messina su Riassunto di Filosofia della scienza di Bechtel. Il Pdf esplora la collocazione della filosofia della scienza, le teorie intercampo nella scienza cognitiva e le relazioni tra psicologia e linguistica, utile per studenti universitari di Filosofia.

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Riassunto di Filosofia della
scienza di Bechtel
Filosofia della Scienza
Università degli Studi di Messina
22 pag.
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CAPITOLO I: LA COLOCAZIONE DELLA FILOSOFIA DELLA SCIENZA
La filosofia della scienza è un campo in cui ci si propone di analizzare la natura delle ricerche
scientifiche, cercando di rispondere a domande quali: “che cos'è una spiegazione scientifica? In
quale misura le tesi scientifiçhe · possono essere giustificate o si può dimostrare che sono false?
Come mutano nel tempo le teorie scientifiche? Quali relazioni sussistono tra le teorie vecchie e
nuove? Quali relazioni sussistono, o dovrebbero sussistere, tra tesi teoriche elaborate in differenti
campi della ricerca scientifica?”.
Fin dall'antichità i filosofi si sono interessati alla scienza perché era l'unica disciplina utile per
acquisire la conoscenza.
Vi sono state aspre controversie tra filosofi, storici ,sociologi, psicologi della scienze su quale
metodologia fornisca lo strumento migliore per spiegare la natura della scienza, quest'ultima inizia
oggi a costituire l'oggetto di indagine di un gruppo di studiosi provenienti da discipline diverse, un
tipo di ricerca a cui ci si riferisce sempre più spesso con l'espressione scienza della scienza.
Tale espressione suggerisce che la ricerca sulla natura della Scienza, realizzata dai filosofi, è attività
riflessiva, che impiega quelle stesse capacità di cui si avvale la ricerca umana per comprendere
l'esempio più sistematico di ricerca della razza umana cioè la scienza.
I filosofi hanno avuto la tendenza ad essere più interessati ai ragionamenti impiegati realmente dagli
scienziati, e hanno cercato di identificare i criteri che conferiscono validità oggettiva alle tesi
scientifiche. Inoltre, nello svolgere le loro analisi della scienza, i filosofi ricorrono ad altre aree
della filosofia.
Aree della filosofia attinenti alla filosofia della scienza
[In che modo l'uomo conosce il mondo naturale? le categorie fondamentali delle cose, le forme del
ragionamento, come l’uomo si dovrebbe comportare? Sono gli interrogativi fondamentali della
filosofia, trattati nelle seguenti aree (filosofiche): logica, metafisica, epistemologia e teoria del
valore. La filosofia della scienza prende spunto da quest'ultime].
Il metodo migliore di caratterizzare la filosofia è quello di definirla nei suoi domini fondamentali
cioè logica, metafisica, epistemologia e teoria del valore.
Logica: Il problema centrale della logica è la valutazione dell'argomentazione, la quale è
semplicemente un insieme di proposizioni (premesse) per dimostrare un'altra proposizione (la
conclusione).
Ai fini della valutazione dell'argomentazione sono importanti due criteri:
-(a) l' argomentazione è tale che se le premesse sono vere, anche la conclusione deve essere vera
-(b) le premesse sono vere?
Di solito si definisce valida una argomentazione che soddisfa il criterio (a), mentre una
argomentazione che soddisfa (a) e (b) viene definita buona.
Nel corso della storia della filosofia sono state elaborate due teorie della forma logica:
-la prima risale ad Aristotele e dà luogo alla logica sillogistica
-la seconda fu elaborata alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX, principalmente ad opera di
Frege e Russell, e costituisce ciò che viene comunemente chiamato logica simbolica.
La logica sillogistica si fonda sul ragionamento deduttivo per cui date due premesse ne consegue
necessariamente una conseguenza. Un tipico sillogismo valido è il seguente: tutti gli uomini sono
mortali, tutti i greci sono uomini, quindi tutti i greci sono mortali.
La logica sillogistica però si è dimostrata utile per delle argomentazioni ma non per altre, e infatti la
moderna logica simbolica venne sviluppata per risollevare a questo inconveniente. Tale disciplina
ha due componenti: la prima è nota come logica enunciativa o logica proposizionale, la seconda
come logica della quantificazione o calcolo dei predicati.
La logica enunciativa: una proposizione composta contiene due o più proposizioni chiamate
proposizioni componenti o semplici che sono tra loro in relazione tramite connettivi logici. I
connettivi logici sono parole e frasi adottate nel linguaggio comune per esprimere un
ragionamento, come: non, e, o, allora, quindi,se e solo se. Ad ogni connettivo logico corrisponde
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Anteprima

Filosofia della Scienza: Analisi e Contesto

La filosofia della scienza è un campo in cui ci si propone di analizzare la natura delle ricerche scientifiche, cercando di rispondere a domande quali: "che cos'è una spiegazione scientifica? In quale misura le tesi scientifiche · possono essere giustificate o si può dimostrare che sono false? Come mutano nel tempo le teorie scientifiche? Quali relazioni sussistono tra le teorie vecchie e nuove? Quali relazioni sussistono, o dovrebbero sussistere, tra tesi teoriche elaborate in differenti campi della ricerca scientifica?".

Fin dall'antichità i filosofi si sono interessati alla scienza perché era l'unica disciplina utile per acquisire la conoscenza.

Vi sono state aspre controversie tra filosofi, storici ,sociologi, psicologi della scienze su quale metodologia fornisca lo strumento migliore per spiegare la natura della scienza, quest'ultima inizia oggi a costituire l'oggetto di indagine di un gruppo di studiosi provenienti da discipline diverse, un tipo di ricerca a cui ci si riferisce sempre più spesso con l'espressione scienza della scienza.

Tale espressione suggerisce che la ricerca sulla natura della Scienza, realizzata dai filosofi, è attività riflessiva, che impiega quelle stesse capacità di cui si avvale la ricerca umana per comprendere l'esempio più sistematico di ricerca della razza umana cioè la scienza.

I filosofi hanno avuto la tendenza ad essere più interessati ai ragionamenti impiegati realmente dagli scienziati, e hanno cercato di identificare i criteri che conferiscono validità oggettiva alle tesi scientifiche. Inoltre, nello svolgere le loro analisi della scienza, i filosofi ricorrono ad altre aree della filosofia.

Aree della Filosofia Attinenti alla Filosofia della Scienza

[In che modo l'uomo conosce il mondo naturale? le categorie fondamentali delle cose, le forme del ragionamento, come l'uomo si dovrebbe comportare? Sono gli interrogativi fondamentali della filosofia, trattati nelle seguenti aree (filosofiche): logica, metafisica, epistemologia e teoria del valore. La filosofia della scienza prende spunto da quest'ultime].

Il metodo migliore di caratterizzare la filosofia è quello di definirla nei suoi domini fondamentali cioè logica, metafisica, epistemologia e teoria del valore.

Logica e Valutazione dell'Argomentazione

Logica: Il problema centrale della logica è la valutazione dell'argomentazione, la quale è semplicemente un insieme di proposizioni (premesse) per dimostrare un'altra proposizione (la conclusione).

Ai fini della valutazione dell'argomentazione sono importanti due criteri:

  • (a) l' argomentazione è tale che se le premesse sono vere, anche la conclusione deve essere vera
  • (b) le premesse sono vere?

Di solito si definisce valida una argomentazione che soddisfa il criterio (a), mentre una argomentazione che soddisfa (a) e (b) viene definita buona.

Nel corso della storia della filosofia sono state elaborate due teorie della forma logica:

  • la prima risale ad Aristotele e dà luogo alla logica sillogistica
  • la seconda fu elaborata alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX, principalmente ad opera di Frege e Russell, e costituisce ciò che viene comunemente chiamato logica simbolica.

La logica sillogistica si fonda sul ragionamento deduttivo per cui date due premesse ne consegue necessariamente una conseguenza. Un tipico sillogismo valido è il seguente: tutti gli uomini sono mortali, tutti i greci sono uomini, quindi tutti i greci sono mortali.

La logica sillogistica però si è dimostrata utile per delle argomentazioni ma non per altre, e infatti la moderna logica simbolica venne sviluppata per risollevare a questo inconveniente. Tale disciplina ha due componenti: la prima è nota come logica enunciativa o logica proposizionale, la seconda come logica della quantificazione o calcolo dei predicati.

Logica Enunciativa e Connettivi Logici

La logica enunciativa: una proposizione composta contiene due o più proposizioni chiamate proposizioni componenti o semplici che sono tra loro in relazione tramite connettivi logici. I connettivi logici sono parole e frasi adottate nel linguaggio comune per esprimere un ragionamento, come: non, e, o, allora, quindi,se e solo se. Ad ogni connettivo logico corrisponde un simbolo matematico. Dato che l valore di verità di una proposizione composta dipende dai valori di verità delle proposizioni componenti e dal tipo di connettivo logico; allora grazie a una tavola (detta tavola di verità ->che contiene tutti i possibili valori di verità che può assumere una proposizione composta a seconda di tutte le possibili combinazioni dei valori di verità associate alle preposizioni componenti - dici questo o quello dopo parentesi perché è la stessa cosa), si può mostrare come i valori di verità delle varie proposizioni complesse dipendano da quelli delle proposizioni componenti (rappresentate dalle lettere A e B).

[L'unico connettivo problematico è "se A allora B" è assegnato il valore di verità però ogni volta che A è falso.]

Nella logica proposizionale le derivazioni si avvalgono di premesse e conclusioni che consistono in asserti semplici o asserti complessi, una forma di derivazione valida è il Modus ponens e Modus tollens. [Le figure di ragionamento più conosciute sono il Modus ponens e il Modus tollens.]

Supponiamo di avere due preposizioni: p e q (A o B)

La regola del modus ponens o «affermazione dell'antecedente» afferma che se "p" implica "q" e q è una proposizione vera, allora la conseguenza "q" è vera. Se p implica q vera e (p vera)segue che q è vera.

Se A, allora B A Quindi, B

Quello del modus tollens o «negazione del conseguente», afferma che se "p"'implica "q" e "q" è falsa allora lo sarà anche "p" Se p implica q vera e (q falso) segue che p è falso.

Se A, allora B Non B Quindi, non A

Logica dei Predicati e Generalizzazioni

La logica dei predicati è un estensione della logica proposizionale che permette di analizzare la struttura interna degli enunciati attraverso l'uso di predicati e di operatori di quantificazione. Nell'enunciato «il cielo è blu». Per rappresentare questa struttura, si sostituisca il soggetto dell'enunciato (l'espressione che si riferisce all'oggetto di discorso) con una delle prime lettere dell'alfabeto in carattere minuscolo e il predicato con una delle ultime lettere dell'alfabeto in carattere maiuscolo: il precedente enunciato può dunque essere rappresentato come «Pa», dove P= . «è blu» e a = «il cielo». In questo caso il predicato comprende un solo oggetto ed è dunque monadico. È possibile avere anche predicati relazionali, che comprendono due o più oggetti (per esempio, «più alto di» è un predicato relazionale e l'enunciato «Mario è più alto di Giovanni» può essere rappresentato come «Tab»). Oltre a rappresentare asserti che si riferiscono a specifici oggetti, il calcolo dei predicati consente generalizzazioni che asseriscono che un asserto è vero per ogni oggetto o per almeno un oggetto. Dunque l'asserto «Tutti i cani hanno il cuore» può essere simbolizzato nel modo seguente: (x)(Fx ~ Gx), che si legge «Per tutti gli x, se x è un cane, allora x ha un cuore».

Tuttavia l'interesse per la logica va oltre la possibilità di usarla per produrre dimostrazioni dettagliate: è possibile dimostrare interessanti proprietà dei sistemi logici stessi e molte delle dimostrazioni di quelli che sono chiamati metateoremi furono elaborate nel contesto del tentativo di fornire un fondamento all'aritmetica. Per esempio Frege si propose di mostrare che tutte le verità della matematica potevano essere tradotte nei termini dell'aritmetica, e che a loro volta i principi dell'aritmetica potevano essere tradotti nei termini della logica. (Il programma di ridurre l'aritmetica alla logica) Ma ciò si rivelò impossibile da realizzare, ma il tentativo di realizzarlo diede luogo a parecchie scoperte importanti. Per esempio, oltre alla coerenza, un'altra importante proprietà di un sistema logico è la completezza.

Un sistema completo è sufficiente a consentire la derivazione di tutti gli asserti veri nell'ambito di un dominio.

La logica simbolica ha svolto un ruolo più generale nell'intelligenza artificiale. Molti suppongono che le procedure della logica simbolica caratterizzano gran parte del ragionamento umano, poiché queste procedure possono essere implementate su un pc .

Metafisica e Categorie dell'Esistente

Metafisica. La metafisica si propone di determinare quali sono e che natura hanno le categorie dell'esistente. Tradizionalmente la metafisica si è occupata di problemi quali l'esistenza di un essere supremo o di un dio creatore, l'esistenza di fenomeni mentali o spirituali diversi dai fenomeni fisici, l'esistenza del libero arbitrio.

La natura di un problema metafisico è diversa da un problema empirico .

Per risolvere un problema empirico di questo tipo noi ci affidiamo a tecniche come l'osservazione comune, ma le questioni ontologiche sono giudicate fondamentali e non risolubili attraverso le ricerche empiriche usuali, i problemi classici dell'esistenza di Dio, dualismo mente-corpo necessitano di un'indagine che va oltre la ricerca empirica usuale grazie agli strumenti della logica.

Agli occhi di coloro che non si occupano di filosofia le questioni ontologiche appaiono remote e prive di rilevanza pratica.

[In realtà alcuni filosofi hanno cercato di abbandonare i problemi metafisici. I Positivisti logici ritengono che la maggior parte delle classiche questione dell'ontologia sono prive di significato, e che non sono affatto dei veri problemi.

Spesso anche in fisica in biologia si sono accese dispute teoriche tanto su problemi ontologici e su problemi empirici.

Nel XVII e XVIII secolo ci fu la controversia tra cartesiani e newtoniani per la legittimità del ricorso alla nozione di azione a distanza.

Questi esempi storici, all'epoca questi problemi ontologici rivestivano una grande importanza ma oggi sono stati risolti dal successo di una teoria scientifica.]

Le questioni metafisiche sono chiaramente importanti per la scienza ma, alcuni filosofi della scienza, tra cui i positivisti logici, hanno cercato di eliminare i problemi metafisici definendoli, pseudoproblemi. Mentre per altri filosofi, questi problemi svolgono un ruolo importante per il progresso della scienza e per l'elaborazione di una teoria filosofica della scienza.

Epistemologia e la Possibilità della Conoscenza

L'epistemologia è interessata al problema della natura e della possibilità della conoscenza. La discussione epistemologica è stata spesso prodotta dal dubbio scettico secondo cui quello che crediamo potrebbe essere falso. La sfida scettica più profonda è probabilmente quella lanciata da Cartesio, che nell'opera Meditazioni metafisiche, ci fa notare che noi tutti siamo consapevoli di essere stati ingannati dai nostri sensi in qualche circostanza (ad esempio da illusioni percettive e sogni) e si interroga sul modo in cui possiamo sapere in un qualsiasi particolare momento di non essere ingannati nuovamente.

Afferma che talvolta quando sogniamo, sogniamo in modo realistico e abbiamo difficoltà a capire quale sia la realtà quale sia il sogno.

(Secondo Cartesio infatti che noi ... ) Infine egli propone l'ipotesi: che, noi saremmo la creazione di un genio maligno la cui principale preoccupazione è quella di ingannarci e disporre le cose in modo tale che si abbia l'impressione di vivere in un mondo reale, ma tutto ciò non sarebbe altro che una gigantesca illusione creata dal genio. Una volta sollevati tali dubbi, il compito dell'epistemologia è di superarli e dimostrare che l'uomo possiede una conoscenza autentica.

Una teoria epistemologica generale che risale a Platone è che la conoscenza è legata alla credenza (doxa) ma possiede una sua proprietà specifica è che ciò che è conosciuto deve essere vero, mentre ciò che è creduto può essere falso. Quanto meno la conoscenza sembra perciò richiedere credenze vere. Ma ciò non è sufficiente perché qualcuno la cui credenza vera è solo una idea fortunata non si potrebbe certo dire che abbia una conoscenza autentica. Dunque si ritiene comunemente che la conoscenza sia una credenza vera giustificata. In caso salta e vai ai 2 approcci.

Diversi epistemologi hanno messo in discussione la definizione di «conoscenza» come credenza vera giustificata: essi hanno proposto svariati controesempi (implica un caso in cui una credenza è

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