Documento da Università sulla prospettiva dei tratti o disposizionalismo. Il Pdf esplora l'evoluzione storica della prospettiva dei tratti in psicologia, i modelli teorici come il PEN e i correlati biologici, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Lo studio delle tendenze disposizionali della personalità, cioè dei tratti stabili che distinguono le persone, ha una lunga tradizione teorica e di ricerca, e si concentra sul cercare le differenze individuali. Ci sono due approcci per l'individuazione di disposizioni/tratti della personalità :
Petrus Camper nel 1768 trae spunto da Aristotele e Leonardo, e inventa la "misura" oggettiva della personalità individuandola nell'ANGOLO FACCIALE - angolo formato da due linee: una orizzontale che unisce il foro auricolare con la radice del naso; e una verticale che tocca osso frontale e punto mascellare più sporgente. L'angolo facciale serve a classificare le tipologie umane e animali in scala gerarchica, ipotizzando che a specifiche anomalie o sproporzioni esteriori corrispondano anomalie psicologiche e morali.
Joseph Gall, agli inizi dell'Ottocento, abbandona la misura dell'angolo facciale, per concentrarsi sulle conformazioni del cranio, fondando la frenologia o organologia (come la chiamava lui). Secondo Franz Joseph Gall, ogni persona possiede ventisette disposizioni di personalità, che lui chiama facoltà. Queste facoltà si manifestano in misura diversa in ogni individuo, e la loro forza dipende dall'ispessimento di una parte del sistema nervoso centrale. Gall credeva che fosse possibile osservare questi ispessimenti dall'esterno, cioè attraverso la palpazione e la misurazione del cranio. In pratica, toccando e misurando le protuberanze e depressioni del cranio, si potevano capire le caratteristiche psicologiche della persona. Si assiste, quindi, a un raccordo tra correlati neurofisiologici e personalità che però non trova molti riscontri empirici.
Cesare Lambroso nella seconda metà dell'Ottocento, propone le sue teorie del "delinquente nato" e dell'"atavismo", secondo cui i malati di mente e i criminali sarebbero caratterizzati da strutture morfologiche primitive e ancestrali (prognatismo, labbra spesse e protundenti, mento quadro e sporgente ... ), vere cause della loro condotta antisociale. Queste idee saranno "sfruttate" da tesi razziste agli inizi del Novecento e andranno a far parte di quelle ideologie su cui sorgeranno i regimi totalitari tra le due guerre.
promuove uno studio assolutamente "quantitativo" delle differenze individuali, al fine di individuare le caratteristiche ereditarie psicologiche delle persone, in questo caso per prevedere il successo scolastico o la riuscita sociale.vengono costruiti i primi questionari, individuati indici di correlazione tra variabili psicologiche a opera di Spearman e Pearson, allievi di Galton.
costruisce una serie di scale per la misurazione delle abilità cognitive e avvia una tradizione scientifica in psicologia che utilizza i testi in funzione diagnostica differenziale
si amplia il lavoro di Binet, orientando il suo interesse verso la persona come un tutto integrato.
questi autori ipotizzano tre principali dimensioni del carattere, ognuna con polarità negativa e positiva: l'Emotività (sensibilità agli stimoli dell'ambiente), l'Attività (energia, disposizione all'azione), la Risonanza (rapidità con la quale l'uomo risponde agli stimoli dell'ambiente). La combinazione delle tre dimensioni darebbe luogo a otto tipologie di carattere: il "collerico", il "sentimentale", il "nervoso, il "passionale", il "sanguigno", il "flemmatico", I''apatico", I'"amorfo".
proseguirono lo studio dei tratti utilizzando l'analisi fattoriale e contribuendo
hanno studiato come il linguaggio quotidiano possa rivelare i tratti della personalità (seguono l'idea di Galton: i tratti importanti delle persone si riflettono nelle parole usate per descriverle). Analizzano un dizionario con 400.000 parole e ne trovano 17.953 che descrivono la personalità. Le dividono in 4 gruppi:
Nasce così l'ipotesi della sedimentazione linguistica: più un tratto è importante, più è probabile che ci sia una parola per descriverlo. Questo approccio viene chiamato psicolessicale.
Cattell ha preso spunto dal lavoro di Allport e Odbert, che avevano raccolto migliaia di parole usate per descrivere la personalità. Tra tutte queste parole, Cattell sceglie solo quelle che indicano tratti stabili, cioè caratteristiche durature nel tempo. Per semplificare e capire quali tratti sono davvero fondamentali, usa l'analisi fattoriale, una tecnica statistica che serve a raggruppare caratteristiche simili tra loro. Grazie a questo metodo, trova 16 tratti principali della personalità. Questi tratti si trovano in tutte le persone, ma con intensità diverse. Per misurare questi tratti in modo pratico, crea un test chiamato 16PF (Sixteen Personality Factors Questionnaire), un questionario in cui le persone rispondono su di sé.
Dopo Cattell, altri studiosi (Fiske, Tupes, Christal, Norman) hanno cercato di rendere più semplice la descrizione della personalità. Hanno notato che, invece di usare 16 tratti diversi, molti di questi si possono raggruppare in cinque grandi categorie, chiamate i "Big Five":
"gli dà il nome di cinque fattori"
Costa e McCrae, con il test NEO-PI, dimostrano che il modello dei Big Five è valido e coerente con molti altri strumenti di misura della personalità
In Italia, il BFQ (Big Five Questionnaire) di Caprara, Barbaranelli e Borgogni conferma questo modello. I cinque tratti sono:
Tuttavia, non esiste una sola teoria dei tratti, ma esistono diverse teorie dei tratti che, pur diverse, condividono alcuni principi fondamentali.
I TRATTI = pattern coerenti nel tempo e nelle diverse situazioni, relativi ai modi con cui gli individui si comportano e provano emozioni Un tratto della personalità è qualcosa che:
Quindi, i tratti spiegano sia come ci comportiamo di solito (coerenza comportamentale), sia cosa ci rende diversi dagli altri (ciò che è tipico o peculiare di un individuo).