Codice deontologico assistenti sociali 2020: revisione e responsabilità

Documento universitario sul Codice deontologico degli assistenti sociali del 2020. Il Pdf, di Diritto, esamina il processo di revisione, i temi chiave e le responsabilità professionali, includendo le funzioni dell'Ordine e le sanzioni disciplinari.

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26 pagine

Il nuovo Codice deontologico degli assistenti sociali è stato approvato il 21 febbraio 2020 dal
Consiglio nazionale degli assistenti sociali, dopo oltre dieci anni dall'ultima revisione del
novembre 20091. Questo decennio ha visto profondi cambiamenti nella professione, inclusi
nuovi metodi di comunicazione e interazione sociale (come i social media) e interventi
normativi che hanno inciso sull'Ordine professionale, come la separazione della funzione
disciplinare da quella amministrativa e l'obbligo della formazione continua.
Processo di Revisione Il processo di revisione del Codice è stato caratterizzato dalla
massima condivisione con la comunità professionale. Le prime indicazioni sulla necessità di
modifiche sono emerse nel 2016, durante la revisione del Regolamento di funzionamento
del procedimento disciplinare locale . I Consigli territoriali di disciplina hanno segnalato
difficoltà nell'applicazione del precedente regolamento, chiedendo modifiche al Codice . Si è
riscontrata difficoltà nell'interpretazione di alcune norme, ritenute troppo distanti dalla realtà
operativa, e si sono verificate nuove forme di illecito, non chiaramente normate, a causa
dell'evoluzione dell'information technology . Il D.P.R. 137/2012 ha introdotto obblighi per i
professionisti con risvolti deontologici che necessitavano di essere recepiti nel Codice .
Modifiche e Indipendenza Le modifiche introdotte hanno sottolineato l'indipendenza degli
organismi amministrativi e disciplinari . La prima convocazione della Commissione per la
revisione del Codice risale al novembre 20174. L'articolo 69 del Codice del 2009 istituiva
l'Osservatorio nazionale permanente, un organismo consultivo con delegati da tutti i consigli
regionali, con la funzione di affiancare il Consiglio nazionale dell'Ordine nella revisione del
Codice. La Commissione ha coordinato i lavori con l'Osservatorio, che ha ripreso vigore nel
2016.
Contributi e Temi Chiave La Commissione e l'Osservatorio hanno considerato codici di
altre professioni e nazioni, e raccolto suggerimenti da iscritti e studenti di Servizio sociale
per evitare autoreferenzialità. I temi sensibili emersi includono:
Le responsabilità verso la professione, riguardo all'aderenza degli iscritti alle norme. Le
inadempienze verso l'Ordine affaticano l'apparato amministrativo. Il Titolo VIII del Codice
evidenzia le inadempienze rispetto agli obblighi per i professionisti e il dovere di collaborare
con il Consiglio dell'Ordine. Una ricerca di Soregotti (2018) ha rilevato che il 61,5% dei rilievi
agli iscritti riguarda aspetti "amministrativi".
L'esposizione mediatica e l'uso dei social media, che comportano rischi elevati per la
reputazione della professione. Il Codice sottolinea la necessità di salvaguardare l'immagine
professionale.
Nel luglio 2018, è stata aperta una casella mail per raccogliere contributi dagli iscritti 13.
Sono pervenuti 121 invii e 154 contributi da singoli, gruppi di lavoro dei Consigli regionali,
professionisti esperti, docenti universitari e ricercatori. Nonostante il numero limitato, i
contributi sono stati importanti. I professionisti cercano un'identità e un riconoscimento
sociale, sollecitando una migliore definizione del ruolo e delle competenze, oltre a un
mansionario per gli assistenti sociali dipendenti .
I temi ricorrenti includevano la necessità di indicazioni più precise per i colleghi con ruoli di
responsabilità, definire confini e orientamenti sulla comunicazione esterna, e le funzioni della
professione rispetto alle politiche sociali . Si è anche richiesta una revisione del linguaggio
del Codice, meno imperativo e più descrittivo .
I temi più frequenti nelle contestazioni disciplinari da parte dei cittadini, come la mancata
tutela degli interessi dei cittadini e la scarsa considerazione della centralità della persona,
non sono emersi nei contributi . Si ipotizza che gli assistenti sociali ritengano questi
orientamenti fondamentali e non necessitino di essere ribaditi, nonostante la
standardizzazione delle procedure.
Processo Partecipato e Approvazione Nel luglio 2018, la International Federation of
Social Work e l'International Association of School of Social Work hanno pubblicato lo
Statement of Ethical Principles; Social Work, 2018, i cui principi sono stati integrati nella
bozza del nuovo Codice. La prima bozza, con 146 articoli, è stata diffusa nel settembre
2019. Da allora, si sono susseguite 33 versioni, con revisioni da parte di un team di esperti,
fino all'approvazione nel febbraio 202023. Il Codice 2020 è il risultato di un lavoro di
mediazione tra diverse istanze .
Il Preambolo Il Preambolo è una novità nel nuovo Codice . Serve come cornice di
riferimento e introduzione al Codice, affermando alcune novità e scelte utili a
contestualizzare la lettura del Codice nel momento storico e socioculturale attuale . Vuole
fissare la consapevolezza dell'incidenza degli atti professionali sulle persone, il significato
della professione nella società e le responsabilità del singolo e della comunità professionale
.
Il Preambolo afferma l'identità e il ruolo della professione come strumento di comunicazione
verso l'esterno. Descrive un orizzonte che la professione non deve perdere. La professione
dell'assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale ed è
normata dallo Stato. Il ruolo della professione include una valenza etico/politica orientata alla
promozione di giustizia e inclusione sociale. La definizione internazionale di servizio sociale
richiama obiettivi di cambiamento, sviluppo, coesione ed emancipazione sociale, tutela dei
diritti umani e promozione della giustizia sociale.
Il Preambolo ribadisce le funzioni dell'Ordine professionale: tutela dei cittadini, garanzia della
qualità degli interventi, formazione dei professionisti, vigilanza e gestione dell'albo. Il
concetto di "responsabilità" non è solo un "senso del dovere", ma coinvolge Stato, istituzioni,
università, mondo del lavoro e comunità. La responsabilità implica condotte consapevoli e
comportamenti morali e affidabili.
L'assistente sociale deve migliorare le proprie conoscenze e capacità attraverso formazione
continua e auto-riflessione. Il professionista deve conservare la propria autonomia di giudizio
e rivendicare la responsabilità delle proprie valutazioni . La professione si sviluppa in una
pluralità di contesti operativi. Il Codice riconosce le diverse dimensioni gerarchiche nelle
relazioni fra professionisti.
Il Preambolo contiene definizioni di lessico e sottolinea alcuni passaggi importanti. I termini
"utente/cliente" sono sostituiti da "persona", tranne nei rapporti di committenza. L'attenzione
alle scelte linguistiche è dovuta. La relazione con la persona si basa sulla fiducia e si
esprime attraverso un comportamento professionale trasparente e cooperativo. La
professione è dinamica e riflessiva, e il professionista si impegna affinché le persone
raggiungano il miglior livello di benessere possibile.
Il Codice valorizza le capacità e le risorse degli individui e delle comunità, e persegue la
giustizia sociale. Il concetto di asimmetria informativa si riferisce alla maggiore conoscenza
dell'operatore rispetto alla persona, che richiede trasparenza e inclusione delle risorse . La
nozione di qualità della vita ricomprende variabili ambientali, economiche, e la capacità di
una persona di affrontare positivamente la vita . La riflessività della professione è un
processo in cui si valutano criticamente le premesse e il significato delle esperienze .
La giustizia sociale richiama il diritto di ogni individuo a realizzare la propria personalità e
l'accesso non selettivo a beni e servizi essenziali. Il Codice considera i dilemmi connessi
all'evoluzione sociale e include le indicazioni internazionali sull'uso delle nuove tecnologie .
Per la prima volta, il Codice esplicita che i dilemmi etici sono connaturati alla professione.
CAPITOLO 2.

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Il Nuovo Codice Deontologico degli Assistenti Sociali

Il nuovo Codice deontologico degli assistenti sociali è stato approvato il 21 febbraio 2020 dal Consiglio nazionale degli assistenti sociali, dopo oltre dieci anni dall'ultima revisione del novembre 20091. Questo decennio ha visto profondi cambiamenti nella professione, inclusi nuovi metodi di comunicazione e interazione sociale (come i social media) e interventi normativi che hanno inciso sull'Ordine professionale, come la separazione della funzione disciplinare da quella amministrativa e l'obbligo della formazione continua.

Processo di Revisione del Codice

Il processo di revisione del Codice è stato caratterizzato dalla massima condivisione con la comunità professionale. Le prime indicazioni sulla necessità di modifiche sono emerse nel 2016, durante la revisione del Regolamento di funzionamento del procedimento disciplinare locale . I Consigli territoriali di disciplina hanno segnalato difficoltà nell'applicazione del precedente regolamento, chiedendo modifiche al Codice . Si è riscontrata difficoltà nell'interpretazione di alcune norme, ritenute troppo distanti dalla realtà operativa, e si sono verificate nuove forme di illecito, non chiaramente normate, a causa dell'evoluzione dell'information technology . Il D.P.R. 137/2012 ha introdotto obblighi per i professionisti con risvolti deontologici che necessitavano di essere recepiti nel Codice .

Modifiche e Indipendenza degli Organismi

Le modifiche introdotte hanno sottolineato l'indipendenza degli organismi amministrativi e disciplinari . La prima convocazione della Commissione per la revisione del Codice risale al novembre 20174. L'articolo 69 del Codice del 2009 istituiva l'Osservatorio nazionale permanente, un organismo consultivo con delegati da tutti i consigli regionali, con la funzione di affiancare il Consiglio nazionale dell'Ordine nella revisione del Codice. La Commissione ha coordinato i lavori con l'Osservatorio, che ha ripreso vigore nel 2016.

Contributi e Temi Chiave della Revisione

La Commissione e l'Osservatorio hanno considerato codici di altre professioni e nazioni, e raccolto suggerimenti da iscritti e studenti di Servizio sociale per evitare autoreferenzialità. I temi sensibili emersi includono:

  • Le responsabilità verso la professione, riguardo all'aderenza degli iscritti alle norme. Le inadempienze verso l'Ordine affaticano l'apparato amministrativo. Il Titolo VIII del Codice evidenzia le inadempienze rispetto agli obblighi per i professionisti e il dovere di collaborare con il Consiglio dell'Ordine. Una ricerca di Soregotti (2018) ha rilevato che il 61,5% dei rilievi agli iscritti riguarda aspetti "amministrativi".
  • L'esposizione mediatica e l'uso dei social media, che comportano rischi elevati per la reputazione della professione. Il Codice sottolinea la necessità di salvaguardare l'immagine professionale.

Nel luglio 2018, è stata aperta una casella mail per raccogliere contributi dagli iscritti 13. Sono pervenuti 121 invii e 154 contributi da singoli, gruppi di lavoro dei Consigli regionali, professionisti esperti, docenti universitari e ricercatori. Nonostante il numero limitato, i contributi sono stati importanti. I professionisti cercano un'identità e un riconoscimento sociale, sollecitando una migliore definizione del ruolo e delle competenze, oltre a un mansionario per gli assistenti sociali dipendenti .

I temi ricorrenti includevano la necessità di indicazioni più precise per i colleghi con ruoli di responsabilità, definire confini e orientamenti sulla comunicazione esterna, e le funzioni della professione rispetto alle politiche sociali . Si è anche richiesta una revisione del linguaggio del Codice, meno imperativo e più descrittivo .

I temi più frequenti nelle contestazioni disciplinari da parte dei cittadini, come la mancata tutela degli interessi dei cittadini e la scarsa considerazione della centralità della persona, non sono emersi nei contributi . Si ipotizza che gli assistenti sociali ritengano questi orientamenti fondamentali e non necessitino di essere ribaditi, nonostante la standardizzazione delle procedure.

Processo Partecipato e Approvazione del Codice

Nel luglio 2018, la International Federation of Social Work e l'International Association of School of Social Work hanno pubblicato lo Statement of Ethical Principles; Social Work, 2018, i cui principi sono stati integrati nella bozza del nuovo Codice. La prima bozza, con 146 articoli, è stata diffusa nel settembre 2019. Da allora, si sono susseguite 33 versioni, con revisioni da parte di un team di esperti, fino all'approvazione nel febbraio 202023. Il Codice 2020 è il risultato di un lavoro di mediazione tra diverse istanze .

Il Preambolo del Nuovo Codice

Il Preambolo è una novità nel nuovo Codice . Serve come cornice di riferimento e introduzione al Codice, affermando alcune novità e scelte utili a contestualizzare la lettura del Codice nel momento storico e socioculturale attuale . Vuole fissare la consapevolezza dell'incidenza degli atti professionali sulle persone, il significato della professione nella società e le responsabilità del singolo e della comunità professionale Il Preambolo afferma l'identità e il ruolo della professione come strumento di comunicazione verso l'esterno. Descrive un orizzonte che la professione non deve perdere. La professione dell'assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale ed è normata dallo Stato. Il ruolo della professione include una valenza etico/politica orientata alla promozione di giustizia e inclusione sociale. La definizione internazionale di servizio sociale richiama obiettivi di cambiamento, sviluppo, coesione ed emancipazione sociale, tutela dei diritti umani e promozione della giustizia sociale.

Il Preambolo ribadisce le funzioni dell'Ordine professionale: tutela dei cittadini, garanzia della qualità degli interventi, formazione dei professionisti, vigilanza e gestione dell'albo. Il concetto di "responsabilità" non è solo un "senso del dovere", ma coinvolge Stato, istituzioni, università, mondo del lavoro e comunità. La responsabilità implica condotte consapevoli e comportamenti morali e affidabili.

L'assistente sociale deve migliorare le proprie conoscenze e capacità attraverso formazione continua e auto-riflessione. Il professionista deve conservare la propria autonomia di giudizio e rivendicare la responsabilità delle proprie valutazioni . La professione si sviluppa in una pluralità di contesti operativi. Il Codice riconosce le diverse dimensioni gerarchiche nelle relazioni fra professionisti.

Il Preambolo contiene definizioni di lessico e sottolinea alcuni passaggi importanti. I termini "utente/cliente" sono sostituiti da "persona", tranne nei rapporti di committenza. L'attenzione alle scelte linguistiche è dovuta. La relazione con la persona si basa sulla fiducia e si esprime attraverso un comportamento professionale trasparente e cooperativo. La professione è dinamica e riflessiva, e il professionista si impegna affinché le persone raggiungano il miglior livello di benessere possibile.

Il Codice valorizza le capacità e le risorse degli individui e delle comunità, e persegue la giustizia sociale. Il concetto di asimmetria informativa si riferisce alla maggiore conoscenza dell'operatore rispetto alla persona, che richiede trasparenza e inclusione delle risorse . La nozione di qualità della vita ricomprende variabili ambientali, economiche, e la capacità di una persona di affrontare positivamente la vita . La riflessività della professione è un processo in cui si valutano criticamente le premesse e il significato delle esperienze .

La giustizia sociale richiama il diritto di ogni individuo a realizzare la propria personalità e l'accesso non selettivo a beni e servizi essenziali. Il Codice considera i dilemmi connessi all'evoluzione sociale e include le indicazioni internazionali sull'uso delle nuove tecnologie . Per la prima volta, il Codice esplicita che i dilemmi etici sono connaturati alla professione.

CAPITOLO 2.

Etica e Deontologia nel Servizio Sociale

  • L'etica è il fondamento della deontologia professionale e deriva dal greco "ethos", riferendosi al costume e al comportamento umano . È la parte della filosofia morale che si interroga sul significato e il valore delle azioni umane, studiando la libertà di scelta tra il "bene" e il "male".
  • Il significato dell'etica si storizza, evolvendo con i processi storici e i cambiamenti sociali, come i drammi del XX secolo, le migrazioni e le trasformazioni delle famiglie.
  • La deontologia è l'insieme di doveri e regole di comportamento di una professione, basata su una riflessione etico-valoriale. Deriva dal greco "dèon-ontos" (ciò che è necessario fare) e "logos" (discorso).
  • La deontologia professionale dell'assistente sociale è un insieme di doveri e regole eticamente fondati, considerando la natura, le finalità del servizio sociale e i problemi affrontati, nonché l'impatto dell'azione professionale.
  • La deontologia professionale ha valore giuridico, poiché il diritto riconosce agli ordini professionali il potere di emanare regole vincolanti e di esercitare la potestà disciplinare .

Responsabilità Professionale dell'Assistente Sociale

  • La responsabilità professionale dell'assistente sociale si basa sulle norme deontologiche . Il Codice articola questa responsabilità in quattro aree: la persona, la società, i colleghi e la professione.
  • L'etica della responsabilità è centrale nel Codice, richiamandosi alla riflessione di Bonhoeffer (1983)7. Si enfatizza il dovere di rendere conto a qualcuno e la natura interpersonale della responsabilità.
  • Hans Jonas (2002) ha evidenziato la responsabilità collettiva e la necessità di assicurare la sopravvivenza umana e della natura per il futuro.
  • La responsabilità implica la coscienza degli atti e delle scelte, delle loro conseguenze morali e giuridiche, e del giudizio altrui.
  • La responsabilità deontologica ha due aspetti: uno personale, legato alla coscienza dell'assistente sociale, e uno relazionale, verso gli altri.
  • Oltre alla responsabilità deontologica, gli assistenti sociali hanno anche responsabilità derivanti dal loro ruolo in contesti lavorativi regolamentati.

Codice Deontologico dell'Assistente Sociale

  • Il Codice dell'assistente sociale è un codice eticamente fondato, con norme che derivano da una precisa scelta etica.
  • I Principi generali della professione, posti dopo le definizioni, evidenziano il contesto valoriale che guida l'azione professionale.
  • Il Codice attribuisce importanza alla "responsabilità sociale", definendo i limiti professionali e la vocazione della professione verso il "bene comune".
  • Art. 1: Il Codice è costituito dai principi e dalle regole che l'assistente sociale deve conoscere, osservare e diffondere.
  • Art. 2: La conoscenza e il rispetto del Codice sono obbligatori per l'esercizio professionale, e la non conoscenza non esime dalla responsabilità disciplinare.
  • Art. 3: I principi del Codice guidano le scelte professionali anche negli interventi a distanza, attraverso internet o altri mezzi telematici. Si sottolinea l'importanza di mantenere i confini tra la vita privata e il ruolo professionale, come anche indicato da Riva (2017, p. 256)14. L'art. 3 è collegato anche ad altri articoli (21, 37, 69 e 72) in cui si richiamano i comportamenti corretti nell'uso della tecnologia.

Principi Generali della Professione

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